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di Alessandro Angelone.

 

Il bilancio 2025 di Cogesa si chiude con numeri che meritano attenzione: una perdita di circa 1,44 milioni di euro e un patrimonio netto negativo che supera i 3 milioni di euro.

Sono cifre importanti, ma prese da sole rischiano di dire poco a chi non passa le giornate tra bilanci, EBITDA, patrimonio netto e accordi di ristrutturazione.

Proviamo quindi a capire, in termini semplici, cosa sta succedendo alla società che gestisce il ciclo dei rifiuti per numerosi Comuni del territorio, perché il 2025 è stato così difficile e soprattutto quali saranno i prossimi passaggi.

Per chi volesse approfondire tutti i numeri, i riferimenti contabili e gli aspetti giuridici, abbiamo preparato anche [un’analisi tecnica completa del bilancio 2025 di Cogesa –premere qui].

Una perdita da 1,44 milioni: da dove arriva?

Il primo dato da cui partire è naturalmente quello della perdita.

Cogesa ha chiuso il 2025 con un risultato negativo di 1.442.922 euro.

Ma c’è un elemento importante da conoscere: gran parte di questa perdita deriva da una voce ben precisa.

Si tratta dei costi collegati alle vertenze di lavoro, che nel bilancio raggiungono circa 1,56 milioni di euro.

Dentro questa cifra rientrano differenze retributive riconosciute ai dipendenti, contributi, TFR, spese e accantonamenti collegati ai contenziosi.

Molte di queste vertenze erano nate negli anni precedenti e sono arrivate a definizione proprio tra il 2025 e i primi mesi del 2026.

Questo significa che non siamo di fronte semplicemente a un improvviso crollo dell’attività della società.

Una parte molto significativa del risultato negativo deriva infatti dal concentrarsi, nello stesso periodo, di costi legati a problemi maturati nel corso degli anni.

Ma allora la gestione ordinaria va bene?

Qui la risposta diventa più complessa.

Sarebbe infatti semplicistico dire: “Tolte le vertenze, va tutto bene”.

Nel 2025 diminuisce anche il valore della produzione, che passa da circa 18,5 milioni a 16,9 milioni di euro.

Scende inoltre il margine operativo lordo, cioè uno degli indicatori utilizzati per capire quanto riesce a produrre la gestione caratteristica dell’azienda prima di alcune componenti contabili e finanziarie.

Anche eliminando dal calcolo gli effetti delle vertenze, la redditività operativa resta inferiore rispetto all’anno precedente.

Il problema, quindi, non sembra essere un collasso dell’attività, ma neppure una situazione nella quale sia possibile attribuire tutto a un singolo evento eccezionale.

Il vero problema è il confronto con il piano di risanamento

Ed è probabilmente questo il punto più importante dell’intera vicenda.

Nel marzo 2024 il Tribunale di Sulmona aveva omologato un accordo di ristrutturazione dei debiti di Cogesa.

In sostanza, la società aveva definito con una larga parte dei propri creditori un percorso per gestire i debiti accumulati e tornare progressivamente verso una situazione di equilibrio.

A quell’accordo era collegato un piano industriale che guardava agli anni dal 2024 al 2029.

A distanza di due esercizi, però, diversi risultati previsti dal piano non si sono realizzati come immaginato.

Le vertenze di lavoro hanno avuto un costo molto superiore a quello prudenzialmente previsto.

Alcune agevolazioni contributive sulle quali il piano faceva affidamento non sono state riconosciute.

L’aumento di capitale previsto non è stato realizzato nei tempi indicati.

Anche gli investimenti programmati negli impianti risultano in ritardo rispetto allo scenario originariamente immaginato.

C’è però anche un dato positivo da sottolineare: gli accordi con i creditori risultano finora rispettati, con il pagamento delle rate previste.

Ed è una distinzione importante.

Il piano, quindi, non è semplicemente “saltato”. Una sua parte continua a essere eseguita. Ma diversi presupposti sui quali era stato costruito si sono rivelati più fragili o meno favorevoli del previsto.

Perché il patrimonio netto negativo è importante

Un altro numero che può sembrare molto tecnico riguarda il patrimonio netto.

Alla fine del 2025 quello di Cogesa risulta negativo per circa 3,05 milioni di euro, contro circa 1,6 milioni negativi dell’anno precedente.

Semplificando molto, il patrimonio netto rappresenta ciò che rimane contabilmente della società dopo aver confrontato attività, passività e risultati accumulati.

Quando diventa negativo, significa che le perdite accumulate hanno eroso il capitale e le riserve.

Non vuol dire automaticamente che un’azienda chiuderà il giorno successivo.

È però un segnale che richiede interventi, soprattutto quando riguarda una società pubblica che svolge un servizio essenziale.

Adesso entra in gioco la “composizione negoziata”

Ed è qui che arriviamo alla vera novità.

Contestualmente all’approvazione del bilancio, l’Amministratore Unico ha annunciato l’intenzione di avviare la composizione negoziata della crisi.

Il nome può sembrare allarmante. Ma è utile spiegare cosa significa realmente.

La composizione negoziata non equivale automaticamente a un fallimento, né significa che la gestione della società passa nelle mani di qualcun altro.

È uno strumento previsto dalla legge che consente a un’impresa in difficoltà di avviare un percorso assistito da un esperto indipendente per cercare una soluzione insieme ai creditori.

L’obiettivo è provare a intervenire quando esistono ancora condizioni concrete per il risanamento.

Nel caso di Cogesa questo nuovo percorso dovrebbe affiancarsi all’accordo di ristrutturazione già esistente.

In pratica, il primo piano continua, ma si prende atto che potrebbe non essere sufficiente, da solo, a riportare la società in equilibrio nei tempi originariamente previsti.

E i Comuni soci?

Questo è probabilmente l’aspetto che interessa maggiormente i cittadini.

Cogesa non è infatti una società privata qualsiasi. I suoi soci sono enti pubblici e il servizio svolto riguarda direttamente il territorio.

Nel percorso che si apre diventeranno quindi centrali almeno tre questioni.

La prima riguarda le tariffe applicate per i servizi, che dovranno essere coerenti con i costi effettivi sostenuti dalla società.

La seconda riguarda il possibile rafforzamento patrimoniale da parte dei soci pubblici.

La terza riguarda la capacità di portare avanti gli investimenti necessari senza compromettere ulteriormente l’equilibrio finanziario.

Sono questioni che nei prossimi mesi inevitabilmente entreranno nel dibattito tra Cogesa e gli enti soci.

Quindi Cogesa è vicina al fallimento?

È una conclusione che, sulla base dei soli numeri del bilancio, sarebbe eccessiva.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato minimizzare.

Il bilancio 2025 mostra una società che continua la propria attività e sta rispettando gli accordi assunti con i creditori, ma che contemporaneamente presenta un patrimonio netto fortemente negativo e risultati molto diversi da alcune delle previsioni contenute nel piano predisposto appena due anni fa.

L’annuncio della composizione negoziata dimostra proprio questo: serve un nuovo intervento sul percorso di risanamento.

Non siamo quindi davanti a un problema nato improvvisamente nel 2025.

Il quadro che emerge è piuttosto quello di difficoltà accumulate nel tempo, sulle quali si sono innestati nuovi costi e alcune previsioni del piano industriale che non si sono realizzate.

La domanda adesso è una sola

Il punto non è stabilire se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto.

La vera domanda è capire se il nuovo percorso riuscirà a intervenire sulle cause strutturali delle difficoltà.

Le rate ai creditori, fino a questo momento, sono state pagate. Ma contemporaneamente patrimonio, marginalità, investimenti e alcune delle ipotesi alla base del piano mostrano criticità che non possono essere ignorate.

Nei prossimi mesi capiremo quindi se la composizione negoziata consentirà di correggere il percorso iniziato nel 2024 oppure se serviranno interventi ancora più profondi.

Per chi vuole andare oltre questa sintesi e analizzare numeri, bilanci, scostamenti rispetto al piano industriale, vertenze, investimenti e aspetti contabili, è disponibile qui il mio approfondimento completo:

👉 (LEGGI L’ANALISI TECNICA DEL BILANCIO COGESA 2025 – premi qui)

 

Redazione BuongiornoAbruzzo

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