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La cosiddetta “immigrazione sanitaria” in Italia ha attraversato quattro fasi:

1 – studenti europei: il 45% è rimasto qui subito dopo l’entrata in vigore dei patti di Schengen, e molti hanno oggi cittadinanza italiana;

2 – post-Muro di Berlino: sono arrivati medici russi, ucraini, albanesi, nordafricani già laureati;

3 – primavera araba, con afflusso di medici mediorientali, con criticità linguistiche più frequenti;

4 – deroghe Covid dal 2020: durante e dopo la pandemia circa 19.000 infermieri e 8.900 medici sono entrati in Italia.

Le Regioni hanno il compito di riconoscere e comparare i titoli, ma serve ancora un meccanismo rapido, trasparente e uniforme che garantisca sicurezza clinica e pari diritti. E questo ancora non c’è.

Oggi in Abruzzo gli infermieri stranieri iscritti all’albo sono 803 e rappresentano il 2,5% dell’intera forza lavoro infermieristica regionale, secondo i dati ufficiali della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI). Oltre il 99% di loro é donna e la loro età media si attesta intorno ai 30 anni. I dati dimostrano che l’ingresso di infermieri dall’estero é, in Italia, un fenomeno recente e di certo molto attivo dopo l’anno 2000.

Gli infermieri stranieri comunitari provengono in larghissima maggioranza dalla Romania (circa l’80% del segmento UE), seguita da Polonia e Spagna.
Gli extracomunitari vedono come principali paesi d’origine il Perù (circa il 20% della quota extra-UE), l’Albania (17%) e l’India (14%). Infine, presenze superiori alle 100 unità si registrano anche per professionisti originari di Tunisia, Camerun, Ucraina ed Ecuador.

Per sopperire alla grave carenza di organico, la Regione Abruzzo ha approvato negli anni delibere specifiche per consentire alle singole ASL l’assunzione a tempo determinato di professionisti sanitari extra-UE, purché in possesso di regolare permesso di soggiorno e con adeguata conoscenza della lingua italiana. La recente estensione nazionale (fino al 31 dicembre 2029) permette l’esercizio temporaneo della professione agli infermieri extracomunitari tramite il solo riconoscimento temporaneo gestito dalle Regioni, senza l’obbligatoria iscrizione immediata agli ordini professionali italiani: una misura che interessa anche le strutture sanitarie abruzzesi.

Per quanto riguarda, invece, i medici stranieri operanti nella regione Abruzzo, non sono disponibili nei report nazionali aggregati dei numeri ufficiali disaggregati a livello regionale, ma secondo i dati dell’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI) sappiamo che a livello nazionale i medici stranieri nell’intero Servizio Sanitario Nazionale sono circa 49.500. Il 65% di questi medici non ha cittadinanza italiana e quindi non può accedere ai concorsi. Eppure tra il 2023 e il 2025 oltre 5.200 reparti e servizi sono stati tenuti in piedi grazie al loro contributo.

In linea con la normativa nazionale, la Regione Abruzzo consente il reclutamento straordinario a tempo determinato di medici extra-UE. Questa norma consente alle quattro ASL abruzzesi di impiegare personale medico straniero che possiede un titolo idoneo e un regolare permesso di soggiorno, aggirando temporaneamente l’obbligo del riconoscimento formale del titolo da parte del Ministero e l’iscrizione all’albo. In Abruzzo, la percentuale di medici stranieri si attesta storicamente tra il 3% e il 4% della forza lavoro medica attiva sul territorio, una risorsa critica per far fronte alla carenza di camici bianchi.

Sarebbe l’ora, considerata l’emergenza sanitaria costante (che affligge anche l’Abruzzo) di comparare ed integrare definitivamente anche i medici e gli infermieri stranieri nel nostro SSN.

Lucia Abbatantuono

Lucia Abbatantuono

Giornalista pubblicista. Laurea cum laude in Scienze Politiche Economico/Internazionali. Master ISSMI - Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze. Stagista UNESCO e ricercatrice per i Ministeri dell'Interno e della Difesa. Analista al Centro Alti Studi per la Difesa. Esperta di politica militare e diritto internazionale. Funzionario della Pubblica Amministrazione. Appassionata di letteratura, storia e musica classica, è pianista per diletto. Ha pubblicato un romanzo e alcune antologie poetiche. Oggi scrive anche per Lagiustizia.net, Stampa Parlamento, Corriere Nazionale, Mondoperaio, Il Chaos e L'Autiere. Moderatrice e relatrice in dibattiti accademici sul diritto internazionale. Socia del torinese Club di Cultura Classica e Movimento Socialista Liberale. Aderente a Reporters sans frontières e al Movimento Federalista Europeo.