Riforma servizio idrico Abruzzo: la decisione finale è vicina. La riforma del servizio idrico regionale è a un passo dalla decisione finale. La legge regionale 12/2026 permette di dividere l’ambito territoriale unico regionale (Atur) in al massimo due sub-ambiti. L’Ersi, l’ente regionale per il servizio idrico, ha proposto “Gran Sasso” e “Majella-Morrone”, e il 5 agosto 2026 le Commissioni consiliari hanno dato parere favorevole. Ora manca la delibera della Giunta regionale, che a metà ottobre non risulta ancora adottata.
La questione riguarda direttamente i 299 Comuni soci dei sei gestori pubblici, i loro revisori e chi segue i bilanci delle società partecipate. Cinque concessioni su sei scadono il 31 dicembre 2027. Prima di quella data bisogna rifare gli affidamenti in house con gli obblighi di motivazione e di pianificazione economico-finanziaria previsti dalla disciplina nazionale.
La riforma del servizio idrico in Abruzzo in 2 minuti e mezzo: dai sei gestori ai due sub-ambiti.
Da dove si parte: sei gestori e un ambito unico
Dal 2011 l’Abruzzo ha un solo ambito territoriale regionale, governato dall’Ersi, ma la gestione è divisa tra sei società in house: Aca (Pescara), Sasi (Lanciano), Saca (Sulmona), Cam (Avezzano), Ruzzo Reti (Teramo) e Gran Sasso Acqua (L’Aquila). Per sostenere la riforma il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri ha citato un tasso di realizzazione degli investimenti del 44% e reti che per il 60% hanno più di trent’anni.
La riforma è nata in Consiglio, non in Giunta. È il progetto di legge 72/2025, firmato da Sospiri (FI) e dalla vicepresidente Marianna Scoccia. In primavera la maggioranza ha scartato l’ipotesi di quattro gestori su base provinciale. Il Consiglio ha approvato il testo il 26 maggio 2026 senza decidere quanti gestori ci sarebbero stati, e la legge è stata pubblicata sul BURAT il 15 giugno 2026.
Riforma servizio idrico Abruzzo: cosa prevede la l.r. 12/2026
La legge modifica la l.r. 9/2011. Questi sono i punti principali:
- Al massimo due sub-ambiti, individuati dalla Giunta su proposta dell’Ersi, con un gestore unico in ciascuno. I criteri sono densità, orografia, economie di scala, fonti di approvvigionamento, bilancio idrico e distribuzione degli investimenti.
- Gestione in house: l’Ersi la promuove nel rispetto degli artt. 14 e 17 del d.lgs. 201/2022, anche attraverso forme di collaborazione consortile tra gli attuali gestori.
- Procedura: studio di fattibilità dell’Ersi entro 30 giorni, parere obbligatorio ma non vincolante delle Commissioni entro 15 giorni, poi delibera della Giunta, che conferma l’Atur oppure individua i sub-ambiti.
- Scadenze: le concessioni in corso scadono il 31/12/2027, quella di Gran Sasso Acqua il 31/12/2031. L’affidamento va disposto entro i sei mesi che precedono la scadenza.
- Proroga: nel sub-ambito che contiene la concessione con scadenza più lontana, l’Ersi può prorogare le altre concessioni fino al 31/12/2031 (art. 3, c. 6).
- Assemblee dei sindaci (ASSI): una per sub-ambito, con voto ponderato sulla rete idrica (50%), le utenze (35%), la superficie (10%) e la popolazione (5%).
- Lavoratori: negli affidamenti si applicano le tutele occupazionali della l.r. 27/2017.
La proposta Ersi per la riforma servizio idrico Abruzzo: due sub-ambiti e due consorzi
Lo studio dell’Ersi, di 106 pagine con 9 allegati tecnici, propone di dividere l’Atur in due sub-ambiti. In ciascuno si costituirebbe un consorzio tra i gestori esistenti.
| Sub-ambito | Gestori | Comuni | Residenti serviti |
|---|---|---|---|
| Gran Sasso | GSA, Cam, Ruzzo Reti + Comuni della Valle Subequana | 118 | 470.204 |
| Majella-Morrone | Aca, Saca, Sasi | 181 | 832.195 |
Secondo l’Ersi, con i tempi stretti dell’affidamento è preferibile avere due gestori: integrare subito sei società in un unico soggetto è considerato troppo complesso. Sospiri presenta i consorzi come una fase transitoria. Alla fine del percorso di fusione dovrebbe esserci un gestore per sub-ambito, e una clausola di revisione lascia aperta la strada di un gestore unico regionale.
Le Commissioni Bilancio e Territorio hanno approvato lo studio all’unanimità dei presenti. Hanno votato a favore il centrodestra, Enio Pavone (Azione) e Alessio Monaco (AVS), mentre PD, M5S e Abruzzo Insieme hanno lasciato l’aula. Le opposizioni sostengono che in pratica restano sei gestori più due consorzi, senza una vera riduzione.
La cronologia della riforma
Il percorso della riforma servizio idrico Abruzzo è iniziato in Consiglio regionale nell’autunno 2025 e si chiuderà con le nuove concessioni. Ecco i passaggi già compiuti e quelli previsti dalla legge.
| Data | Passaggio | Stato |
|---|---|---|
| 14 ottobre 2025 | Iniziano le audizioni in commissione sul pdl 72/2025 (Sospiri–Scoccia) | Fatto |
| aprile–maggio 2026 | La maggioranza scarta l’ipotesi di quattro gestori provinciali | Fatto |
| 26 maggio 2026 | Il Consiglio regionale approva la legge (provv. n. 40/7) | Fatto |
| 15 giugno 2026 | Pubblicazione sul BURAT, entrata in vigore | Fatto |
| luglio 2026 | L’Ersi consegna lo studio di fattibilità | Fatto |
| 5 agosto 2026 | Parere favorevole delle Commissioni Bilancio e Territorio | Fatto |
| autunno 2026 | Delibera della Giunta sui sub-ambiti | In attesa |
| +30 / +60 / +90 giorni | Convocazione delle ASSI, regolamenti, regolamento di esecuzione | Previsto |
| entro il 30 giugno 2027 | Delibere di affidamento in house dell’Ersi | Previsto |
| 31 dicembre 2027 | Scadono cinque concessioni su sei | Previsto |
| 31 dicembre 2031 | Scade la concessione di Gran Sasso Acqua | Previsto |
Le tre ipotesi discusse: confronto
Durante l’iter in Consiglio sono stati messi sul tavolo tre modelli. La legge ne ha escluso uno e ha lasciato alla Giunta la scelta tra gli altri due.
| Modello | Chi lo sosteneva | Esito |
|---|---|---|
| Gestore unico regionale | Il presidente Marsilio, secondo le cronache | Possibile per legge, ma non proposto dall’Ersi per i tempi della fusione |
| Due sub-ambiti | Sospiri, Ersi, maggioranza | Proposto dall’Ersi e approvato dalle Commissioni |
| Quattro gestori provinciali | Biondi (Anci) e Gatti (FdI) | Escluso: la legge fissa un massimo di due sub-ambiti |
Il modello provinciale è stato scartato perché, secondo i dati tecnici discussi in commissione, avrebbe creato gestori troppo piccoli, in particolare nell’aquilano, dove avrebbe imposto di fondere Gsa, Cam e Saca. Il gestore unico avrebbe garantito le maggiori economie di scala, ma fondere sei società con bilanci, contratti di lavoro e piani di investimento diversi entro giugno 2027 è stato giudicato non realistico.
Perché i tempi sono stretti: gli obblighi del d.lgs. 201/2022
La legge regionale riprende quasi alla lettera l’art. 17 del d.lgs. 201/2022. Per un affidamento in house sopra le soglie europee serve una qualificata motivazione che spieghi perché non si ricorre al mercato e quali benefici ne derivano per investimenti, qualità del servizio, tariffe e finanza pubblica. Il contratto di servizio si può firmare solo sessanta giorni dopo la pubblicazione della delibera sul sito dell’ANAC.
Per i servizi a rete come l’idrico, l’art. 14 del d.lgs. 201/2022 e l’art. 17 chiedono anche un piano economico-finanziario asseverato da una banca, da una società di revisione o da un revisore legale. Il piano deve proiettare costi, ricavi, investimenti e finanziamenti per tutta la durata dell’affidamento e va aggiornato ogni tre anni. Poiché l’affidamento va disposto entro sei mesi prima del 31/12/2027, cioè entro giugno 2027, motivazione e piano devono essere pronti nella prima metà del 2027. È questo l’argomento con cui la maggioranza ha escluso una fusione immediata.
Cosa cambia per i Comuni soci e per i revisori
Per gli enti locali che partecipano ai gestori, la riforma servizio idrico Abruzzo avrà effetti concreti nei prossimi mesi:
- Governance: dopo la delibera di Giunta, i sindaci con il maggior numero di abitanti devono convocare entro 30 giorni le nuove ASSI, che hanno 60 giorni per adottare il regolamento. Le ASSI designano poi i componenti del Consiglio direttivo dell’Ersi.
- Partecipazioni: costituire i consorzi e poi fondere i gestori richiederà delibere consiliari sulle partecipazioni. Andrà anche aggiornata la razionalizzazione periodica prevista dal d.lgs. 175/2016, che l’art. 17, c. 5 del d.lgs. 201/2022 richiama per i servizi affidati in house.
- Bilancio consolidato: cambiando il perimetro delle società, cambia anche il gruppo amministrazione pubblica che i Comuni devono consolidare.
- Piano economico-finanziario: chi assevera il piano e chi lo esamina come revisore dovrà valutare investimenti e sostenibilità tariffaria su base di sub-ambito, non più del singolo gestore.
Le verifiche da mettere in agenda per il revisore dell’ente
Chi svolge la revisione in un Comune socio di uno dei sei gestori può prepararsi già ora, senza aspettare la delibera di Giunta. Queste sono le verifiche più utili:
- controllare che nel piano di razionalizzazione delle partecipate la società idrica sia descritta con la scadenza della concessione e con l’ipotesi di aggregazione in corso;
- verificare che il Comune abbia un indirizzo politico, anche solo in forma di atto consiliare, sulla partecipazione al futuro consorzio o alla società di sub-ambito;
- valutare gli effetti sul bilancio consolidato del gruppo amministrazione pubblica, se il perimetro della società cambia nel corso del 2027;
- seguire i rapporti di debito e credito tra Comune e gestore, che andranno riconciliati prima di un’eventuale fusione;
- chiedere alla società i dati sugli investimenti realizzati rispetto al piano, che peseranno sulla motivazione dell’affidamento in house.
Un caso pratico: il sub-ambito Gran Sasso e la proroga al 2031
Il sub-ambito Gran Sasso contiene la concessione di Gran Sasso Acqua, che scade il 31/12/2031, mentre quelle di Cam e Ruzzo Reti scadono a fine 2027. L’art. 3, c. 6 della legge consente all’Ersi di prorogare queste ultime fino al 2031, così da affidare tutto il sub-ambito in un’unica procedura. Una cronaca di inizio ottobre parla invece di un consorzio formato all’inizio solo da Cam e Ruzzo, con GSA autonoma fino alla sua scadenza. Per i Comuni soci delle tre società le due strade portano a tempi e assetti societari diversi. Prima di impostare i bilanci di previsione e i piani di razionalizzazione conviene aspettare il testo della delibera.
Cosa cambia per famiglie e imprese
Per gli utenti la riforma servizio idrico Abruzzo non produce effetti immediati. Fino alla scadenza delle concessioni, cioè almeno fino al 31 dicembre 2027, bollette, numeri per i guasti e sportelli restano quelli del gestore attuale. Nel sub-ambito Gran Sasso il passaggio potrebbe slittare fino al 2031 se l’Ersi userà la proroga prevista dalla legge.
Nel medio periodo gli effetti attesi sono tre. Il primo riguarda gli investimenti: un gestore più grande dovrebbe avere più capacità di ottenere finanziamenti e di realizzare i lavori sulle reti, che oggi perdono una quota rilevante dell’acqua immessa. Il secondo riguarda le interconnessioni: unire territori con fonti diverse permette di spostare acqua dove serve nei periodi di crisi idrica. Il terzo riguarda le tariffe: la legge chiede all’Ersi criteri unitari su tutto il territorio, ma l’eventuale avvicinamento delle tariffe passerà dai piani d’ambito e dalle regole Arera, non sarà automatico.
Le imprese insediate nelle aree industriali restano invece servite dall’Arap per l’acqua destinata ai cicli produttivi. L’art. 5 della legge regola i rapporti tra Arap e gestori quando gli stessi impianti servono sia utenze civili sia utenze industriali.
Glossario della riforma
- Atur: ambito territoriale unico regionale. Dal 2011 coincide con l’intero territorio abruzzese.
- Sub-ambito: porzione dell’Atur in cui la gestione è affidata a un unico soggetto. La l.r. 12/2026 ne consente al massimo due.
- Ersi: ente regionale per il servizio idrico integrato. Pianifica, affida il servizio, esercita il controllo analogo sui gestori in house e regola le tariffe nel quadro Arera.
- ASSI: assemblea dei sindaci. Ce n’è una per l’Atur o una per ciascun sub-ambito. Designa il Consiglio direttivo dell’Ersi ed esprime pareri obbligatori ma non vincolanti su piano d’ambito e tariffe.
- Affidamento in house: affidamento diretto, senza gara, a una società interamente pubblica controllata dagli enti soci. Sopra le soglie europee richiede la motivazione qualificata dell’art. 17 del d.lgs. 201/2022.
- Piano economico-finanziario asseverato: proiezione di costi, ricavi, investimenti e finanziamenti per tutta la durata dell’affidamento, verificata da una banca, una società di revisione o un revisore legale.
I punti ancora aperti
- Il testo integrale dello studio Ersi non risulta pubblicato online.
- Una parte della stampa parla di un “ok definitivo” del Consiglio dopo la Giunta. La legge però affida l’ultima parola alla delibera di Giunta.
- Alcune cronache indicano il 1° gennaio 2032 come data di avvio. La legge fissa le scadenze al 31/12/2027 e al 31/12/2031.
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Riforma servizio idrico Abruzzo in sintesi
- La l.r. 12/2026, cuore della riforma servizio idrico Abruzzo, consente di dividere l’Atur abruzzese in al massimo due sub-ambiti, ciascuno con un gestore unico in house.
- L’Ersi propone “Gran Sasso” (GSA, Cam, Ruzzo Reti: 118 Comuni) e “Majella-Morrone” (Aca, Saca, Sasi: 181 Comuni), con due consorzi come fase transitoria.
- Le Commissioni hanno dato parere favorevole il 5 agosto 2026. Manca la delibera di Giunta.
- Cinque concessioni scadono il 31/12/2027 e gli affidamenti vanno disposti entro giugno 2027, con motivazione qualificata e piano economico-finanziario asseverato.
- Nel sub-ambito Gran Sasso è possibile prorogare le concessioni fino al 31/12/2031.
