In Abruzzo sono attive quattro grandi industrie farmaceutiche. I principali stabilimenti sono localizzati tra il capoluogo di regione e Pescara: infatti Dompé, Menarini e Sanofi hanno base a L’Aquila, mentre Alfasigma (ex Alfa Wassermann) ha sede produttiva a Pescara.
In totale gli addetti sono circa 3.000, di cui 1.300 direttamente operativi nelle fabbriche e oltre 1.600 nell’indotto. Con questi dati l’Abruzzo è tra le prime regioni italiane per produzione ed export farmaceutico, confermandosi territorio strategico sia per l’intera industria farmaceutica italiana, sia per la capacità di resilienza e la voglia di guardare al futuro (come dimostrato dopo il tragico terremoto del 2009).
L’Aquila, insieme a Pescara, è fra le principali province in Italia non solo per il numero di addetti nella farmaceutica sul totale, ma anche per l’incidenza degli addetti sul totale manifatturiero della provincia. Per avere un’idea, all’Aquila l’export della farmaceutica è cresciuto del 58% in meno di cinque anni.
Non solo: anche Farmindustria sottolinea che in Abruzzo la produttività del lavoro del pharma è superiore a quella di Germania, Francia o Spagna.
A fronte di un’occupazione pari all’1,6% del totale regionale, il valore aggiunto è del 6,1%. Una caratteristica che consente di incrementare gli addetti di qualità con una remunerazione superiore a quella della media manifatturiera in Abruzzo e, quindi, maggiore capacità di spesa che si riversa sul territorio, innestando un ciclo virtuoso per l’economia regionale tutta.
E si prevedono ulteriori sviluppi: nel 2028 gli investimenti nella ricerca farmaceutica raggiungeranno i 1.600 miliardi di dollari a livello globale, e una grossa fetta di questa cifra arriverà in Abruzzo.
Anzi, sta già arrivando.
Infatti se l’Abruzzo esporta ogni anno farmaci per un valore che ha raggiunto i 2,3 miliardi di euro nel 2025, nei soli primi sei mesi di quest’anno l’export del comparto farmaceutico regionale ha già superato i 2 miliardi di euro (+30,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
Il settore è da poco diventato il primo comparto economico per vendite all’estero della regione, rappresentando quasi il 34% del totale dell’export abruzzese e superando storicamente il settore dell’automotive.
Curiosità? I medicinali “Made in Abruzzo” sono spediti a livello globale, ma con una fortissima concentrazione verso i mercati del Nord America (Stati Uniti) e del Nord Europa.
Di questi, fanno onore soprattutto i farmaci biotecnologici altamente innovativi, come il principio attivo NGF legato agli studi di Rita Levi-Montalcini, che fu la madrina dello stabilimento Dompe’ nel 1993.
E, a ragion veduta, ha portato tanta fortuna.
