Scadrà oggi alle ore 18,00 il termine per la proposizione di emendamenti al progetto di legge 2646 in esame alla Commissione Giustizia della Camera.
Si tratta della iniziativa legislativa che, oltre a ridefinire i criteri per la modifica della geografia giudiziaria (soppressione dei tribunali), salverà, se approvata in tempo, i quattro tribunali abruzzesi di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto.
Abbiamo più volte detto come questa iniziativa politica, meritoria sotto il profilo dei contenuti, sia partita in ritardo rispetto a quando era stata pensata.
Tra Marsilio e i parlamentari abruzzesi, i primi cenni concreti di predisporre una legge che facesse uscire i quattro Tribunali sub-provinciali abruzzesi dalle pastoie delle proroghe erano stati articolati a dicembre 2023.
Già da allora dalle parti della destra abruzzese si usarono toni trionfalistici. Scettici tutti gli altri.
Alla fine della fiera il governo ha approvato il testo elaborato dal Ministero della Giustizia, solo un anno e mezzo dopo, negli ultimi giorni di luglio 2025.
E anche in questa occasione il trionfalismo era esploso fragoroso specie a Sulmona dove la destra aveva appena raccolto una squillante vittoria alle elezioni comunali.
Ma si è dovuto attendere ulteriore tempo perché il progetto di legge venisse iscritto ad una delle due Camere.
È infatti solo il 3 ottobre 2025 che il provvedimento è approdato alla Camera dei Deputati.
Qui è stato in giacente stagnazione sino al 27 gennaio 2026 quando è iniziato l’esame in Commissione Giustizia limitandosi alle formali operazioni preliminari.
Si è dovuto aspettare la avanzatissima primavera perché la Commissione Giustizia ( 3 giugno 2026) iniziasse to l’iter vero e proprio dando avvia alla attività conoscitiva attraverso la raccolta dei pareri di enti e figure istituzionali interessate. Oltre 100.
Questa fase è terminata il 29 luglio 2026.
E finalmente dopo un anno e tre mesi dfal suo concepimento oggi inizierà l’esame vero e proprio del testo e degli eventuali emendamenti affinché approdi finalmente in aula per il voto finale.
Visti i tempi sino ad ora impiegati non c’è da stare sereni.
Anche perché poi toccherà al Senato.
Dipenderà molto dal numero e dal tenore delle proposte emendative.
Potrebbe rallentarsi l’iter.
Potrebbe finire tutto in una palude.
I rischi sono dovuti alle rivendicazioni dei tanti territori del paese che hanno avuto anche loro delle soppressioni di Tribunali c he potrebbero chiedere di essere inseriti nel salvataggio.
Intanto a fine anno scade la proroga, anzi il 1 del 2027, e dovrà essere necessario rinnovarla con il fiatone e l’ansia del solito “Milleproroghe” che in genere viene approvato intorno al 20 di dicembre.
Ma c’è un altro grande pericolo.
La scadenza elettorale si avvicina pericolosamente. Si parla di maggio. Se così fosse le Camere verrebbero sciolte a marzo.
Se i primi tre mesi del 2027 dovessero diventare gli ultimi della legislatura i parlamentari tutto staranno a pensare tranne che a provvedimenti del genere.
Se il testo della legge non sarà approvato anche da Senato entro la fine della legislatura decadrà e si dovrà ricominciare tutto daccapo.
Se così dovesse essere lo smacco per l’Abruzzo sarà sonoro, la figura di m… per una bella rosa di politici abruzzesi sarà clamorosa.
Auguri di buon anno!
