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Di Alessandro Angelone.  

A Sulmona abbiamo finalmente scoperto una nuova categoria del diritto amministrativo: l’adesione senza adesione.

Funziona più o meno così. Prima si annuncia pubblicamente una misura. Poi si spiega ai cittadini quanto sarà importante. Si quantificano perfino milioni di euro di tributi interessati. Passano alcuni mesi, scade il termine per aderire e, alla fine, quando Agenzia delle entrate-Riscossione pubblica l’elenco ufficiale degli enti aderenti, il Comune di Sulmona semplicemente non c’è.

È la singolare storia della rottamazione quinquies Sulmona.

Una storia nella quale, come spesso accade, basta mettere in fila le date per evitare persino di dover formulare giudizi particolarmente cattivi. Ci pensa il calendario.

Marzo: Sulmona aderisce

Torniamo indietro di qualche mese.

Il 25 marzo l’adesione viene presentata pubblicamente come una decisione dell’amministrazione comunale. La notizia viene ripresa anche dalla stampa locale.

In particolare un giornale lovale titolava in maniera piuttosto inequivocabile:

“Sulmona aderisce alla rottamazione, oltre 5 milioni di euro di tributi da spalmare”.

Non “Sulmona valuta”.

Non “Sulmona potrebbe aderire”.

Non “Sulmona sta pensando di verificare se eventualmente, forse, compatibilmente con Mercurio retrogrado, sia possibile aderire”.

No.

Sulmona aderisce.

E la cifra era altrettanto concreta: oltre 5 milioni di euro di tributi.

Il messaggio per il contribuente era semplice: arriva la definizione agevolata e chi ha vecchi debiti con il Comune potrà beneficiare della possibilità prevista dalla nuova normativa.

Tutto molto chiaro.

Almeno a marzo.

Poi arriva quella fastidiosa invenzione chiamata “delibera”

Il problema delle pubbliche amministrazioni è che, purtroppo, i post, le dichiarazioni e i comunicati stampa non sempre producono gli stessi effetti degli atti amministrativi.

Per applicare ai propri carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione la procedura prevista dall’articolo 10-quinquies della legge n. 88/2026, gli enti territoriali dovevano adottare un apposito provvedimento, pubblicarlo sul proprio sito e trasmetterlo ad AdER.

Il termine, inizialmente fissato al 30 giugno, era stato prorogato al 31 luglio 2026.

Insomma, dopo l’annuncio di marzo c’erano oltre quattro mesi per trasformare l’adesione proclamata in adesione amministrativa.

Ed è qui che la vicenda diventa interessante.

Perché il 31 luglio arriva.

E passa.

Settembre: Agenzia delle entrate-Riscossione pubblica l’elenco

Il 25 settembre 2026 Agenzia delle entrate-Riscossione mette online l’elenco degli enti territoriali che hanno comunicato l’adozione del provvedimento per applicare la Rottamazione-quinquies ai propri carichi.

AdER spiega espressamente che nell’elenco sono indicati gli enti che hanno comunicato l’adozione del provvedimento relativo ai carichi affidati alla riscossione nazionale dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

A questo punto il cittadino sulmonese, ancora emozionato dall’annuncio di marzo, può finalmente cercare il proprio Comune.

Sulmona.

Sulmona.

Sulmona…

Niente.

Il Comune di Sulmona nell’elenco degli enti aderenti a questa procedura non risulta.

Evidentemente l’adesione aveva una caratteristica particolarmente innovativa: era talmente avanzata da risultare invisibile persino all’Agenzia incaricata di gestirla.

https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/il-gruppo/lagenzia-comunica/novita/Online-lelenco-delle-regioni-e-degli-enti-locali-che-hanno-adottato-il-provvedimento-di-Rottamazione-quinquies-per-le-loro-entrate/

Nel frattempo arriva un’altra rottamazione

A rendere il quadro ancora più interessante c’è un ulteriore particolare.

Il 18 settembre 2026 la Giunta comunale di Sulmona ha approvato la delibera n. 177, con la quale propone al Consiglio comunale un regolamento per la “definizione agevolata delle entrate tributarie comunali in riscossione coattiva ai sensi dei commi da 102 a 109 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199”.

Qualcuno potrebbe pensare: allora Sulmona ha aderito.

Non proprio.

È qui che bisogna evitare il gioco delle tre carte terminologico.

La definizione agevolata prevista dai commi 102 e seguenti della legge di Bilancio 2026 e l’adesione alla Rottamazione-quinquies per i carichi affidati ad AdER prevista dall’articolo 10-quinquies sono due strumenti distinti.

La disciplina dei commi 102-110 permette infatti agli enti territoriali di disciplinare autonomamente forme di definizione agevolata delle proprie entrate. IFEL la descrive come una facoltà autonoma concessa agli enti locali, con la possibilità di costruire il proprio regolamento in relazione alle concrete esigenze dell’ente.

L’articolo 10-quinquies riguarda invece specificamente i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione e prevedeva un’apposita adesione dell’ente entro il termine stabilito.

Che siano due procedure differenti lo dimostrano, del resto, altri Comuni che hanno approvato due atti distinti: uno per la definizione agevolata locale ex commi 102-109 e uno per l’adesione alla Rottamazione-quinquies dei carichi AdER. È il caso, ad esempio, di Benevento.

Quindi il regolamento portato dalla Giunta di Sulmona a settembre non trasforma retroattivamente in adesione AdER ciò che entro il 31 luglio non risulta essere stato comunicato come tale.

Cinque milioni a marzo, nessuna Sulmona nell’elenco a settembre

Ed eccoci al punto.

A marzo ai cittadini viene comunicato che Sulmona aderisce alla rottamazione.

Vengono indicati oltre 5 milioni di euro di tributi potenzialmente interessati.

Poi arriva il termine del 31 luglio.

Poi, il 25 settembre, arriva l’elenco ufficiale di Agenzia delle entrate-Riscossione.

E Sulmona non c’è.

A settembre compare invece una proposta relativa a un altro strumento di definizione agevolata.

Forse sarebbe stato più preciso annunciare a marzo:

“Sulmona aderirà a qualcosa. Vi faremo sapere esattamente a cosa.”

Sarebbe stato meno efficace come comunicato stampa, certo. Ma decisamente più prudente.

La differenza tra annunciare e amministrare

La vicenda offre almeno una piccola lezione di amministrazione pubblica.

Una conferenza stampa non è una delibera.

Un post Facebook non è una delibera.

Un comunicato non è una delibera.

E soprattutto un titolo di giornale che annuncia un’adesione non può sostituire l’atto amministrativo che quell’adesione deve formalizzare entro una determinata scadenza.

Non è neppure necessario entrare nella polemica politica per rilevare il dato documentale.

Da una parte abbiamo l’annuncio di marzo.

Dall’altra abbiamo l’elenco pubblicato da Agenzia delle entrate-Riscossione il 25 settembre.

E in mezzo abbiamo una scadenza, quella del 31 luglio.

I cittadini possono tranquillamente mettere insieme i tre elementi e farsi una propria opinione.

Rottamazione quinquies Sulmona: resta una domanda molto semplice

A questo punto sarebbe utile che l’amministrazione chiarisse pubblicamente almeno un aspetto.

Se a marzo era stata annunciata l’adesione alla rottamazione e il Comune di Sulmona non compare oggi nell’elenco AdER degli enti che hanno adottato e comunicato il relativo provvedimento, che cosa è accaduto tra marzo e il 31 luglio?

Si è deciso successivamente di non aderire a quella specifica procedura?

Si è scelto fin dall’inizio di utilizzare esclusivamente la diversa definizione agevolata disciplinata autonomamente dal Comune?

Oppure l’annuncio di marzo descriveva come già assunta una decisione che, amministrativamente, era ancora tutta da costruire?

Sono domande, non conclusioni.

Ma sono domande che nascono direttamente dagli atti.

Perché alla fine la Rottamazione-quinquies ha un pregio straordinario: oltre alle cartelle, sembra essere riuscita a rottamare anche qualche comunicato stampa.

Peccato che i comunicati, a differenza delle cartelle, non producano effetti tributari.

Redazione BuongiornoAbruzzo

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