Si chiude all’Aurum di Pescara la sesta edizione dell’Abruzzo Economy Summit – Stati Generali dell’Economia e, dopo due giornate di confronti tra istituzioni, imprese, economisti e protagonisti del sistema produttivo, resta un quadro articolato delle prospettive dell’Abruzzo. Dalla crescita del Pil all’occupazione, dall’export alle infrastrutture, passando per porti, ferrovia, aeroporto, automotive, farmaceutica, aerospazio e intelligenza artificiale: il Summit ha messo insieme numeri, progetti e nodi ancora da sciogliere.
A chiudere i lavori è stato il presidente della Regione Marco Marsilio, che ha parlato di un’edizione particolarmente ricca, sottolineando il livello degli ospiti e il valore del confronto costruito attorno alle principali sfide economiche della regione.
Sul palco e attraverso i collegamenti si sono alternati rappresentanti del Governo, delle istituzioni e del mondo economico. Tra questi il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta con un videomessaggio nella seconda giornata dopo i saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il ministro della Difesa Guido Crosetto, Pier Ferdinando Casini, esponenti del mondo produttivo, accademico e delle grandi infrastrutture.
I numeri dell’economia abruzzese
Uno dei fili conduttori dell’intero Summit è stato rappresentato dai dati. Secondo le analisi illustrate durante i lavori, tra il 2021 e il 2025 il Pil regionale è cresciuto complessivamente dell’11,9%, contro il 7,2% registrato a livello nazionale. Anche il mercato del lavoro ha mostrato segnali positivi, con l’occupazione cresciuta a ritmi superiori rispetto alla media italiana.
Nel videomessaggio inviato al Summit, Meloni ha richiamato proprio questi indicatori, evidenziando anche la discesa della disoccupazione al di sotto della media nazionale e indicando tra i punti di forza dell’Abruzzo il comparto farmaceutico, l’aerospazio, il settore della sicurezza e la presenza di centri di ricerca avanzata.
Un quadro approfondito dall’economista Giuseppe Mauro, che ha evidenziato una crescita del Pil del +1,9% e un incremento dell’occupazione in termini reali del 4,5%, pari a circa 26 mila occupati in più.
Particolarmente significativo il dato dell’export. Le esportazioni abruzzesi verso gli Stati Uniti superano i 2 miliardi di euro, mentre il farmaceutico si conferma tra i comparti più dinamici: rispetto al 2019, l’export del settore avrebbe registrato un incremento del 1.400%, con l’Abruzzo al quinto posto nazionale e il polo dell’Aquila al centro di questa crescita.
Resta centrale anche l’automotive, che rappresenta circa l’11% dell’industria automobilistica nazionale, mentre il nuovo Distretto Aerospaziale, insieme ai programmi regionali dedicati, punta ad ampliare il peso delle produzioni ad alto contenuto tecnologico.
Accanto all’industria, sono emersi i risultati dell’agroalimentare e del turismo, con l’Abruzzo indicato al nono posto nazionale per export agroalimentare e oltre 3,2 milioni di presenze turistiche nei dati illustrati durante il Summit.
Pescara-Roma, la sfida dei collegamenti verso la Capitale
Se i numeri descrivono una regione in crescita, una parte importante della sfida riguarda la capacità di accompagnarla con infrastrutture adeguate.
Il presidente di Ferrovie dello Stato, Tommaso Tanzilli, ha posto al centro il rafforzamento dei collegamenti Est-Ovest, storicamente meno sviluppati rispetto alle direttrici Nord-Sud.
Il dossier principale resta la Pescara-Roma. L’obiettivo illustrato al Summit è portare il tempo di percorrenza dalle attuali circa tre ore e venti minuti a circa due ore, aumentando contemporaneamente le corse giornaliere da 4 a 10. Il potenziamento dovrebbe inoltre consentire alla tratta Chieti-Pescara di assumere progressivamente una funzione assimilabile a quella di una metropolitana di superficie.
Ferrovie dello Stato ha sottolineato come una parte degli interventi sia già entrata nella fase dei cantieri, con i primi risultati attesi entro il 2028.
Porti, investimenti su Pescara, Ortona e Vasto
Altro capitolo strategico è quello della portualità. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Mirco Carloni, ha descritto una fase caratterizzata da un volume rilevante di investimenti pubblici e privati.
L’attenzione riguarda soprattutto Pescara, Ortona e Vasto, con interventi finalizzati all’ammodernamento delle banchine, all’approfondimento dei fondali e al miglioramento della navigabilità.
Per Ortona il programma comprende il potenziamento delle infrastrutture portuali e lo sviluppo delle potenzialità commerciali e crocieristiche. A Pescara, invece, sono previsti interventi immediati sull’imboccatura del porto, con l’arrivo della draga annunciato per il 5 ottobre. Entro novembre dovrebbe inoltre aprire un ufficio locale dell’Autorità di Sistema Portuale.
Il tema va oltre la dimensione costiera: l’obiettivo dichiarato è collegare maggiormente i porti alle filiere produttive dell’entroterra e creare condizioni infrastrutturali capaci di attrarre nuove attività industriali e logistiche.
Aeroporto, resta aperto il dossier Pescara-Linate
Sul fronte dei collegamenti aerei resta invece aperta la questione del ripristino del volo diretto Pescara-Milano Linate.
Il presidente di ITA Airways, Sandro Pappalardo, ha confermato durante il Summit le interlocuzioni avviate con Marsilio. La compagnia considera il collegamento di interesse per il territorio e con possibili margini di sostenibilità economica, ma la riattivazione è attualmente condizionata dalla disponibilità degli aeromobili.
Il dossier resta dunque aperto, mentre l’Aeroporto d’Abruzzo continua il percorso di crescita che lo sta avvicinando alla soglia di un milione e mezzo di passeggeri.
Innovazione e intelligenza artificiale
Tra i temi che hanno attraversato le due giornate anche quello della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale. Uno dei momenti simbolici della manifestazione è stato l’arrivo sul palco di RoBee, il robot umanoide cognitivo sviluppato da Oversonic Robotics, con il quale Marsilio ha interagito durante la giornata conclusiva.
Una dimostrazione utilizzata per riportare il confronto su una delle questioni centrali per il futuro del sistema produttivo: come rendere l’innovazione accessibile non soltanto alle grandi industrie, ma anche alle piccole e medie imprese e alle attività artigianali.
La sfida indicata è quella di accompagnare la trasformazione tecnologica senza perdere la struttura diffusa del sistema produttivo regionale, puntando contemporaneamente sulla formazione e sul capitale umano.
Dalla crescita alle sfide ancora aperte
Il Summit restituisce dunque l’immagine di un Abruzzo che negli ultimi anni ha registrato indicatori economici positivi e che prova ora a consolidarli attraverso investimenti, infrastrutture e innovazione.
I dati illustrati da Svimez e dagli economisti intervenuti descrivono una crescita superiore alla media nazionale in diversi indicatori, sostenuta da una struttura industriale diversificata e da comparti particolarmente dinamici. Ma il passaggio successivo sarà trasformare questa fase in uno sviluppo strutturale e duraturo.
Infrastrutture più veloci, collegamenti con Roma e con i grandi mercati, porti competitivi, maggiore accessibilità aerea, capacità di trattenere capitale umano e giovani qualificati, sostegno alle imprese nella transizione tecnologica rappresentano alcuni dei principali banchi di prova.
A questi si aggiunge la dimensione internazionale, richiamata durante il Summit anche attraverso il confronto sulle opportunità di cooperazione con l’Ucraina, alla presenza del vicepresidente del Parlamento ucraino Oleksandr Korniyenko.
È su questo terreno che si misurerà nei prossimi anni la capacità dell’Abruzzo di trasformare gli indicatori positivi emersi dagli Stati Generali dell’Economia in crescita stabile.
Chiudendo i lavori, Marsilio ha indicato proprio questa prospettiva: utilizzare il confronto con imprese, istituzioni ed esperti non soltanto per fotografare lo stato dell’economia regionale, ma per orientare le scelte future.
Con la chiusura della sesta edizione dell’Abruzzo Economy Summit, quindi, il punto non è soltanto quanto l’Abruzzo sia cresciuto. La questione che resta sul tavolo è quanto riuscirà a trasformare questa crescita in un vantaggio strutturale, capace di durare nel tempo e di tradursi in lavoro, investimenti, infrastrutture e nuove opportunità per il territorio.
