Eppure ce n’era stato uno celebre.
“Il biondino”, al secolo Clint Eastwood, era uno dei 3 personaggi principali nel film di Sergio Leone del 1966, “Il Buono, il brutto, il cattivo”.
In realtà il “biondino” (Eastwood) era il buono, qualità che non si addice a quello nostrano che buono non è, e neanche politicamente educato e rispettoso.
Il biondino in questione non è altro che Pierluigi Biondi, sindaco di L’Aquila, fedelissimo di Giorgia Meloni, in perenne guerra con pezzi del suo partito, ieri Liris, oggi Verrecchia, domani chissà.
Nei giorni scorsi era emersa, da parte dei Sindaci di Avezzano e Sulmona, l’idea di creare tre sub-ambiti provinciali per la gestione dei rifiuti.
Biondi è saltato su tutte le furie e non ci è andato di mano leggera con i due sindaci “ribelli”.
In preda a un vero e proprio delirio di onnipotenza bacchetta i sindaci, ma dimentica il disastro di ASM, l’ente di gestione dei rifiuti della città di L’Aquila e del suo comprensorio.
La sua idea è quella di un gestore unico regionale dei rifiuti.
E “il biondino”, Pierluigi Biondi, nella doppia veste di sindaco dell’Aquila e presidente di Agir, si permetta di impartire lezioni di “maturità politica” a chi (Tirabassi e Di Pangrazio) non condivide le sue idee.
Definisce “egoismi territoriali” e “campanilismi” le legittime perplessità espresse dagli altri amministratori.
E la cosa, oltre che additarlo come politicamente arrogante e presuntuoso, è anche una clamorosa caduta di stile e garbo istituzionale.
Soprattutto perché, prima di bacchettare gli altri, sarebbe opportuno guardare in casa propria.
ASM conta circa 200 dipendenti, dei quali una ottantina interinali; gli ultimi due bilanci sono in negativo e registrano risultati nella raccolta differenziata che la collocano nelle retrovie a livello nazionale. Un quadro tutt’altro che rassicurante e sul quale sarebbe interessante ascoltare qualche parola in più dal presidente di Agir.
Perché al dunque la domanda diventa legittima e inevitabile: “il gestore unico serve davvero a rendere più efficiente il sistema dei rifiuti abruzzese oppure rischia di diventare il modo per far ricadere anche sugli altri territori le difficoltà che oggi gravano su ASM e su altri gestori?”
Sulmona, Avezzano e gli altri Comuni vengono accusati di egoismo semplicemente perché non intendono vedersi scaricare addosso costi, personale, perdite e inefficienze maturate altrove?
Prima delle lezioni sulla maturità politica servono i numeri: bilanci dei singoli gestori, debiti e crediti, numero e tipologia dei dipendenti, costi del personale, percentuali di raccolta differenziata e costo del servizio per i cittadini.
Poi si potrà discutere di gestore unico. Ma pensare di risolvere i problemi di alcuni (ASM) mettendoli sulle spalle di tutti e poi chiamare “campanilista” chi si oppone a questo scempio non è un progetto di riforma.
È semplicemente un modo per spostare responsabilità su altri.
Ci sarebbe un modo dire efficace per descrivere quello che “il biondino” vorrebbe fare ma è francamente irripetibile.
E, proprio in virtù di quel modo dire irripetibile i due sindaci, quello di Sulmona e quello di Avezzano, non ci stanno a far fare al “biondino” i suoi giochi politici.
