La nuova linea Lisim porterà la capacità produttiva a 30mila tonnellate l’anno. Dietro l’inaugurazione un percorso iniziato prima dell’ingresso di Toppan e diventato oggi parte di una strategia più ampia che lega la Val di Sangro ai grandi gruppi nipponici.
Non è soltanto una nuova linea produttiva quella inaugurata nello stabilimento Irplast di Atessa. L’investimento da oltre 60 milioni di euro segna un passaggio importante per il futuro industriale della Val di Sangro e consolida un rapporto con il Giappone che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nell’economia abruzzese.
La nuova linea Brückner Maschinenbau con tecnologia Lisim consentirà a Irplast di raggiungere una produzione complessiva di circa 30mila tonnellate l’anno di film in polipropilene ad alte prestazioni, destinati in particolare alla realizzazione di imballaggi monomateriale riciclabili. Una produzione che intercetta direttamente la trasformazione in corso nel settore europeo del packaging, chiamato ad adeguarsi alle nuove regole comunitarie in materia di imballaggi e rifiuti.
L’impianto si affianca alla prima tecnologia Lisim installata da Irplast già negli anni Novanta e rappresenta il punto di arrivo di un piano industriale avviato negli anni scorsi. L’investimento comprende anche l’ampliamento degli spazi produttivi e punta ad aumentare capacità, innovazione e competitività internazionale del sito di Atessa.
Un passaggio decisivo nella storia recente dell’azienda è arrivato nel 2025. Nel marzo dello scorso anno il gruppo giapponese Toppan ha annunciato l’accordo per acquisire, attraverso la controllata Toppan Speciality Films, l’80% del capitale di Irplast. L’operazione è stata poi formalizzata il 5 giugno 2025. Il restante 20% è rimasto al management della società, che ha continuato a guidare l’impresa.
L’acquisizione ha inserito Irplast all’interno di un grande network industriale internazionale e ha rafforzato il ruolo dello stabilimento abruzzese nella strategia europea del gruppo nipponico.
A poco più di un anno da quell’operazione, l’inaugurazione della nuova linea di Atessa rende visibile la dimensione industriale di quella scelta: il sito abruzzese non viene semplicemente mantenuto, ma potenziato e orientato verso produzioni ad alto contenuto tecnologico e verso un mercato, quello del packaging sostenibile, destinato ad assumere un peso sempre maggiore.
Le conseguenze per la Val di Sangro vanno oltre il valore, già rilevante, dei 60 milioni di euro investiti.
Il primo effetto riguarda il consolidamento della presenza industriale ad Atessa. Un impianto tecnologicamente avanzato aumenta il valore strategico dello stabilimento all’interno di un gruppo multinazionale e può rafforzarne le prospettive di lungo periodo.
C’è poi il tema del lavoro. La nuova tecnologia richiede competenze specializzate e può generare opportunità non soltanto direttamente nello stabilimento, ma anche nella filiera collegata: manutenzione, servizi industriali, logistica, forniture e formazione tecnica. L’effettiva dimensione dell’impatto occupazionale dipenderà naturalmente dall’andamento della produzione e dai programmi aziendali, ma l’investimento sposta il sito verso attività a maggiore contenuto tecnologico.
Un altro elemento riguarda l’indotto. La Val di Sangro rappresenta già uno dei principali poli manifatturieri del Centro-Sud e la presenza di investimenti internazionali di questa dimensione contribuisce a rafforzare l’intero ecosistema produttivo locale, anche nella capacità di attrarre nuovi fornitori e professionalità.
L’operazione Irplast non è un episodio isolato. In Abruzzo operano da tempo importanti gruppi a capitale giapponese nei settori dell’automotive, del vetro, della chimica e dei gas industriali: Honda, Denso, NSG-Pilkington, Toray, Nippon Sanso e ora Toppan rappresentano alcuni dei principali tasselli di questa presenza.
È su questa base che negli ultimi anni Regione Abruzzo e Governo hanno cercato di costruire un rapporto più strutturato con il sistema industriale nipponico, attraverso incontri istituzionali, missioni e il confronto avviato anche in occasione di Expo 2025 Osaka.
Il presidente della Regione Marco Marsilio ha ricordato il lavoro svolto con l’Ambasciata italiana a Tokyo e i contatti con le case madri delle multinazionali presenti sul territorio, con l’obiettivo di trasformare una presenza industriale già significativa in una vera strategia di attrazione e consolidamento degli investimenti.
Nel caso Irplast, il piano ha potuto contare anche sugli strumenti dei Contratti di Sviluppo e sul quadro di semplificazione della ZES Unica.
Il quadro diventa ancora più significativo se l’investimento Irplast viene letto insieme a quanto sta accadendo a pochi chilometri di distanza.
A San Salvo il gruppo giapponese NSG sta infatti realizzando un investimento superiore a 80 milioni di euro per la riconversione dello storico forno Float dello stabilimento Pilkington. L’intervento, interamente privato, punta a garantire un nuovo ciclo produttivo dello stabilimento per i prossimi vent’anni e comprende anche importanti innovazioni ambientali, tra cui una drastica riduzione dei consumi idrici.
Sommando soltanto i due principali interventi di Atessa e San Salvo si superano quindi i 140 milioni di euro di investimenti industriali legati a gruppi giapponesi.
A questo scenario si aggiunge la recente assegnazione a Pilkington della produzione dei parabrezza destinati al nuovo Ducato di Stellantis prodotto ad Atessa, che ricrea un collegamento diretto tra il polo di San Salvo e quello della Val di Sangro.
Si delinea così una rete industriale che mette in relazione automotive, componentistica, vetro, materiali avanzati e packaging e che può aumentare il peso dell’Abruzzo nelle strategie dei grandi gruppi internazionali.
È questo il punto sul quale si misureranno nei prossimi anni gli effetti reali delle operazioni annunciate. L’arrivo di capitali e tecnologie rappresenta un segnale rilevante, ma la ricaduta strutturale sul territorio dipenderà dalla capacità di accompagnare gli investimenti con infrastrutture, formazione professionale, disponibilità di competenze, servizi alle imprese e collegamenti efficienti.
La nuova Lisim di Atessa, in questo senso, è qualcosa di più di un nuovo macchinario: porta una parte dell’industria abruzzese dentro la trasformazione europea del packaging e consolida il legame tra la regione e uno dei sistemi industriali più avanzati al mondo.
Non a caso la giornata è proseguita a San Salvo con il convegno “Investire, Radicarsi, Crescere – Le imprese giapponesi in Abruzzo”, che ha riunito istituzioni e rappresentanti di Delta Toray, Denso, Honda Italia, Nippon Sanso Italia, Pilkington-NSG e Toppan Irplast.
Il messaggio industriale che arriva da Atessa e San Salvo è dunque più ampio della singola inaugurazione: il rapporto tra Abruzzo e Giappone sta assumendo la dimensione di una vera filiera strategica. La sfida sarà ora trasformare questa presenza internazionale in crescita stabile, occupazione qualificata e nuove opportunità per tutto il territorio.
