Dalla socialità all’alfabetizzazione digitale, dallo sport al sostegno psicologico: finanziamenti fino a 50mila euro per iniziativa. Chieti guida con 25 progetti, 19 ciascuno per Pescara, Teramo e L’Aquila. Ora il Terzo settore dovrà trasformare le risorse europee in servizi per gli over 65.
Dalla graduatoria alla fase operativa. Entrano nel vivo in Abruzzo gli 82 progetti finanziati con 3,8 milioni di euro attraverso l’avviso FSE Plus “Supporto all’invecchiamento attivo”, destinato a costruire sul territorio una rete di attività rivolte alla popolazione over 65.
A Pescara associazioni ed enti del Terzo settore delle province di Pescara e Chieti hanno incontrato l’assessore regionale alle Politiche sociali Roberto Santangelo per affrontare gli aspetti amministrativi legati all’avvio, alla gestione e alla rendicontazione degli interventi finanziati.
Un passaggio tecnico, ma decisivo: rispetto a precedenti misure, infatti, associazioni ed enti assumono direttamente il ruolo di capofila dei progetti e sono quindi chiamati a gestire non soltanto le attività, ma anche gli adempimenti necessari per utilizzare e rendicontare correttamente le risorse europee.
Il confronto proseguirà all’Aquila con gli enti beneficiari delle province dell’Aquila e di Teramo.
L’avviso “Supporto all’invecchiamento attivo” è stato pubblicato nel dicembre 2025 nell’ambito del Programma regionale FSE+ Abruzzo 2021-2027, con una dotazione complessiva di 3,8 milioni di euro.
La misura è stata rivolta al mondo del Terzo settore, alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale, alle cooperative e imprese sociali, alle reti associative e alle associazioni sportive dilettantistiche.
La risposta del territorio è stata particolarmente significativa. Sono arrivate oltre 200 richieste di finanziamento e 174 proposte sono state ammesse alla valutazione di merito. Tutte hanno raggiunto la soglia minima prevista dal bando, ma le risorse disponibili hanno consentito di finanziare 82 progetti.
La graduatoria definitiva è stata approvata il 4 settembre 2026.
La ripartizione interessa tutte le province abruzzesi. Chieti registra il numero più elevato, con 25 progetti e 1.142.660 euro di finanziamenti. Seguono Pescara con 19 progetti per 905.160 euro, L’Aquila con 19 per 884.260 euro e Teramo con 19 per 867.920 euro.
Una distribuzione che consente alla misura di raggiungere l’intero territorio regionale, comprese le aree nelle quali l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento e la distanza dai principali servizi rendono particolarmente importante mantenere reti sociali e occasioni di partecipazione.
Le proposte risultate idonee ma rimaste fuori dal finanziamento per esaurimento delle risorse sono state inserite in una graduatoria di riserva, che potrà assumere rilievo nell’eventualità di uno scorrimento.
Ogni progetto può contare su un finanziamento compreso tra 30mila e 50mila euro, deve coinvolgere almeno 30 persone con più di 65 anni e può avere una durata massima di dodici mesi.
Gli interventi non riguardano una sola tipologia di assistenza. Il bando punta, infatti, a modificare l’approccio tradizionale alle politiche per la terza età, considerando gli anziani non soltanto destinatari di servizi ma partecipanti attivi alla vita delle comunità.
Le attività possono comprendere sport e movimento, laboratori creativi e iniziative per il benessere psicofisico; progetti di volontariato e cittadinanza attiva, vicinato solidale e accompagnamento; alfabetizzazione digitale, incontri culturali e laboratori tra generazioni; ma anche sportelli di ascolto, sostegno psicologico e iniziative contro isolamento sociale e truffe ai danni degli anziani.
È proprio questo uno degli aspetti più significativi della misura. L’obiettivo non è finanziare semplicemente attività ricreative, ma intervenire su alcuni dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: solitudine, perdita delle relazioni sociali, riduzione dell’autonomia e difficoltà nell’accesso ai servizi e agli strumenti digitali.
I progetti possono avere una ricaduta particolarmente importante nei piccoli centri e nelle aree interne abruzzesi, dove alla crescita della popolazione anziana si accompagna spesso una minore disponibilità di servizi e occasioni di aggregazione.
L’alfabetizzazione digitale, ad esempio, può tradursi nella possibilità per un anziano di utilizzare con maggiore autonomia i servizi della pubblica amministrazione; i progetti di vicinato possono rafforzare le reti di prossimità; le attività motorie e di socializzazione possono contribuire al mantenimento dell’autonomia e delle relazioni personali.
La misura rappresenta anche un banco di prova per il sistema dell’associazionismo abruzzese. La Regione ha scelto di affidare un ruolo centrale agli enti beneficiari, che dovranno rispettare i cronoprogrammi presentati e gestire direttamente procedure e rendicontazione.
Da qui gli incontri organizzati dall’assessorato: prima Pescara per Chieti e Pescara, poi L’Aquila per Teramo e L’Aquila. L’obiettivo è accompagnare i beneficiari nella fase che precede l’utilizzo effettivo dei fondi e ridurre il rischio che difficoltà amministrative possano rallentare o compromettere la spesa.
«Prima di un finanziamento c’è un grande confronto che serve a spiegare le caratteristiche del progetto, la documentazione da presentare e tutte le corrette procedure per la rendicontazione necessaria per spendere i finanziamenti europei», ha spiegato Santangelo.
La sfida comincia dunque adesso: trasformare 3,8 milioni di euro di fondi europei in attività effettivamente accessibili agli anziani e fare degli 82 progetti non una serie di iniziative isolate, ma una rete capace di rafforzare inclusione e partecipazione sociale nelle comunità abruzzesi.
