Sembrano quelle di Arianna e Medea le storie di Maria Assunta e Antonietta.
Arianna tradisce il padre Minosse (re di Creta) e la sua stessa terra fornendo a Teseo il celebre filo e la spada per uccidere il Minotauro; Medea tradisce il padre Eeta (re della Colchide) e la sua terra per aiutare Giasone a rubare il Vello d’Oro.
E già perché quello che sta succedendo è come se avesse il vago sapore di un vero e proprio tradimento.
Politico ben s’intende. Nulla di più, ma tanto più.
Parliamo della querelle che ha spaccato in due la maggioranza in regione Abruzzo.
Si tratta dei rifiuti e delle due proposte di creare un solo ente di raccolta regionale o due ambiti sub-provinciali per tutelare le realtà di Sulmona e Avezzano.
Almeno per ora le due consigliere regionali, sostenendo la istituzione di un ente unico regionale, sono schierate con Marsilio (e Biondi) e si oppongono alla soluzione degli ambiti sub-provinciali proposta da Verrecchia e Scoccia.
Così senza esitazioni, dure e decise.
E fa niente se vanno contro ben 17 sindaci del territorio che hanno invocato la soluzione che salvaguarda la autonomia del comprensorio.
Fa niente se vanno contro il Sindaco di Sulmona che ha caldeggiato fortemente l’ipotesi dei due ambiti sub-provinciali.
“Ma chissenefrega”, sembra che dicano, “noi stiamo con Marsilio”.
Non entriamo nel merito e nella sostanza delle due ipotesi anche se a chi scrive qualunque manovra accentratrice non è mai piaciuta.
Comunque andare contro la propria gente, il proprio elettorato, le proprie istituzioni non sembra una cosa producente.
E poi c’è Sulmona.
Maria Assunta ha un assessore e Antonietta pure: Cosentino e La Porta.
Sono coese a una maggioranza, quella consiliare di Sulmona, che vede nel Sindaco la sua espressione di guida e garanzia.
Cos’è quello delle due consigliere regionali una sfida o una rottura?
Tirabassi dal canto suo per ora tace, almeno pubblicamente.
Forse aspetta giovedì quando in consiglio regionale si voterà sulla questione, forse per vedere se le due consigliere andranno fino in fondo.
Ma poi dovrà pur prendere posizione.
Certo non vorremmo stare al suo posto.
Ai tempi della prima repubblica qualche sindaco con grande personalità e carattere non avrebbe aspettato neanche un secondo a defenestrare le due assessore con delle sonore pedate nel…
Oggi un gesto del genere potrebbe essere destabilizzante per gli equilibri del governo della città.
Ma tacere, fare finta di niente, minerebbe la sua autorevolezza. Tutti si sentirebbero autorizzati a dissentire, remare contro, a mandarlo a quell’altro paese perché tanto non succederà nulla.
Già una volta Tirabassi si è sentito leso nella dignità e ha cacciato Pantaleo in malo modo.
Una cosa è certa.
La posizione delle due consigliere è di gran lunga politicamente più grave di quel che fece Pantaleo.
E il silenzio, politicamente, non è accettabile.
Amen.
