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Il 15 ottobre la Giunta di Pratola Peligna ha approvato all’unanimità lo schema del bilancio consolidato 2025 (delibera n. 142). Il bilancio consolidato di Pratola Peligna somma i conti del Comune con quelli delle due società di cui è socio: Saca, che gestisce l’acqua, al 5,26%, e Cogesa, che gestisce i rifiuti, al 6,58%. Ora il documento passa al revisore dei conti e poi al Consiglio comunale, che deve approvarlo entro il 31 ottobre.

Bilancio consolidato Pratola Peligna: la facciata del Municipio

Di solito il bilancio consolidato di un Comune come Pratola Peligna è un adempimento che non legge nessuno. Questa volta, però, conviene leggerlo. Nella tabella delle società, accanto a Cogesa, c’è infatti una parola sola: «RECESSO».

Cogesa difesa in piazza, «recesso» nel bilancio consolidato di Pratola Peligna

A settembre la sindaca di Pratola firmava, con gli altri sindaci soci, l’appello per difendere Cogesa dalla fusione provinciale. «Difendere Cogesa», si leggeva, significa difendere la capacità del territorio di scegliere il proprio futuro. A ottobre Pratola era ancora tra i Comuni che rivendicavano la mediazione in Regione sui sub-ambiti.

Nella nota integrativa del bilancio consolidato di Pratola Peligna, tuttavia, alla colonna «esito della rilevazione» Saca risulta in «mantenimento». Cogesa, invece, risulta in «recesso». Il recesso è l’uscita del socio dalla società.

Nota integrativa del bilancio consolidato: Saca in mantenimento, Cogesa in recesso
Recesso Cogesa

Poche pagine prima, inoltre, la stessa relazione afferma che la revisione annuale delle partecipazioni non ha trovato, per nessuna società, le condizioni dell’art. 20 del Testo unico sulle partecipate che impongono di vendere o di adottare altre misure. Quindi: nessuna misura, ma recesso. Le due cose non stanno insieme.

Le spiegazioni possibili sono due. O il Comune ha davvero deciso di uscire da Cogesa, e allora i cittadini e il Consiglio dovrebbero saperlo, con l’atto e la data. Oppure quella parola è un residuo di qualche vecchio documento, copiato senza rileggerlo. In entrambi i casi è un problema, perché parliamo della società dei rifiuti che, come abbiamo raccontato, ha chiuso il 2025 con una perdita di 1,44 milioni e si prepara alla composizione negoziata della crisi.

Cogesa consolidata sul progetto di bilancio: si può

La delibera precisa che per Cogesa è stato usato il «progetto di bilancio» 2025, cioè il bilancio predisposto dall’amministratore e non ancora approvato dall’assemblea dei soci. È una scelta corretta. Il principio contabile sul consolidato (allegato 4/4 al d.lgs. 118/2011, punto 3.2) prevede infatti che, se alle scadenze i bilanci delle società non sono ancora approvati, si trasmetta il pre-consuntivo o il bilancio predisposto per l’approvazione.

La regola ha una logica precisa. Il Comune non può restare bloccato dai ritardi di una partecipata, perché chi non approva il consolidato in tempo non può assumere personale. In altre parole, l’inerzia di una società non deve ricadere sull’ente socio. Resterà solo da verificare, in Consiglio, se l’assemblea di Cogesa ha poi approvato il bilancio con gli stessi numeri.

Saca e i 306 mila euro che aspettano dal 2007

Su Saca il bilancio consolidato di Pratola Peligna contiene una sola frase di sostanza. Il Comune vanta un credito di 306.222 euro per il rimborso dei mutui trasferiti alla società nel 2007, «per i quali è in corso l’attività di conciliazione».

Nota integrativa: credito di 306.222 euro verso Saca per i mutui trasferiti nel 2007

Dal 2007 sono passati diciotto anni. Una conciliazione che dura diciotto anni non è più una conciliazione, è un’abitudine. È come prestare la macchina a un vicino e, alla maggiore età di tuo figlio, stare ancora controllando insieme il contachilometri.

Il punto, però, non è solo il tempo. Lo stato patrimoniale consolidato, alla voce «crediti verso imprese partecipate», è vuoto. Dove sono finiti, allora, quei 306 mila euro? Sono stati eliminati come partita interna al gruppo, sono compresi in un’altra voce o la società non li riconosce come debito? La nota integrativa non lo dice.

Il momento, inoltre, è delicato. La concessione di Saca scade il 31 dicembre 2027 e la riforma del servizio idrico regionale la porterà dentro un consorzio con Aca e Sasi. Prima di una fusione, quindi, i crediti e i debiti tra Comuni e gestore vanno riconciliati. Se Pratola non ci è riuscita in diciotto anni, difficilmente ci riuscirà nei prossimi quattordici mesi.

Le partite infragruppo nel bilancio consolidato di Pratola Peligna

Il cuore tecnico di un consolidato è l’eliminazione delle partite interne al gruppo. Si tolgono i crediti e i debiti reciproci, i servizi che il Comune paga alle società e che le società fatturano al Comune. Altrimenti lo stesso euro viene contato due volte.

Nella nota integrativa, i capitoli 12 e 13 si intitolano proprio «sterilizzazione partite infragruppo». Contengono due tabelle, incollate come immagini e senza una riga di commento. Nel conto economico compaiono 74.757 euro di contratti di servizio e 28.412 euro di utenze e canoni, oltre a 11.278 euro di sopravvenienze attive. Nello stato patrimoniale compaiono invece crediti, debiti verso fornitori, il conto del tesoriere e lo split payment dell’Iva.

Le tabelle, però, non dicono quale importo riguarda Cogesa e quale Saca, né se si tratta di quote già proporzionate alla partecipazione. Inoltre il conto del tesoriere e lo split payment sono voci di cassa e di Iva del Comune: sembrano più i movimenti registrati con le società che le scritture con cui le partite si eliminano. Il credito di 306 mila euro verso Saca, intanto, nelle tabelle non c’è. Il documento rimanda poi a un’«appendice A», che tra gli atti pubblicati non compare.

Le informazioni che mancano

Anche il capitolo 8, «analisi delle informazioni fornite dalle partecipate», si limita a ricopiare l’elenco di ciò che le società dovrebbero inviare. Mancano inoltre le informazioni che il principio contabile chiede per ogni società consolidata: quanta parte dei ricavi arriva dal Comune, quanto costa il personale, quali perdite sono state ripianate negli ultimi tre anni.

Quanto pesano le partecipate nel bilancio consolidato di Pratola Peligna

I numeri, d’altra parte, spiegano perché non è un esercizio accademico. Le due società portano nel bilancio consolidato di Pratola Peligna 1,56 milioni di debiti e riducono il patrimonio netto di 341 mila euro. Inoltre aggiungono 885 mila euro di fondi rischi, più dei fondi rischi del Comune stesso (868 mila). Infine abbassano il risultato dell’esercizio di quasi 82 mila euro.

Con la perdita del 2025, la quota di Pratola nel patrimonio netto negativo di Cogesa vale circa 200 mila euro in negativo. La quota della perdita è di circa 95 mila euro. Per legge, quando una partecipata chiude in perdita e non la ripiana, il Comune deve accantonare l’anno successivo la sua quota in un fondo vincolato (art. 21 del d.lgs. 175/2016). Alla legge non interessa se la società è strategica, le interessa che il Comune metta da parte i soldi prima di doverli tirare fuori.

Un documento scritto a stampo

Infine, la forma. La delibera richiama ancora il termine del 30 settembre, mentre l’art. 151 del Testo unico degli enti locali oggi dice 31 ottobre. Dichiara che il perimetro non è cambiato «alla data del 31/12/2024», come se si parlasse dell’anno prima. La nota integrativa lascia «Anno ***» in più tabelle e ricorda che il consolidato si può rinviare «con riferimento all’esercizio 2016».

Anche l’ente regionale per il servizio idrico, l’Ersi, viene inserito nel gruppo dalla delibera di ricognizione. Ma poi non compare nel perimetro, e la nota non spiega perché è stato escluso, come invece dovrebbe.

Sono refusi, certo. Tuttavia un documento che non aggiorna le date difficilmente avrà aggiornato le riconciliazioni.

Per onestà

Per onestà, va detto che la Giunta ha approvato lo schema in tempo utile per rispettare il nuovo termine del 31 ottobre. È un dato non scontato, perché chi manca la scadenza non può assumere personale (art. 9, comma 1-quinquies, del d.l. 113/2016). I debiti per mutui del gruppo scendono da 2,30 a 2,10 milioni. Non ci sono strumenti finanziari derivati. E le partecipate, in fondo, pesano poco: circa 3,4 milioni su un attivo di quasi 64.

Proprio perché pesano poco, però, non ci sarebbe voluto molto per spiegarle bene.

Bilancio consolidato di Pratola Peligna: le domande per il Consiglio

Il Comune ha deciso di uscire da Cogesa, sì o no? Se sì, con quale atto e perché la sindaca firma gli appelli per difenderla? Se no, perché il bilancio consolidato di Pratola Peligna scrive «recesso»?

Il Comune ha accantonato la sua quota della perdita 2025 derivante dal progetto di bilancio di Cogesa?

Che fine ha fatto il credito di 306 mila euro verso Saca, e chi lo chiuderà prima della riforma idrica? A quale società si riferiscono le tabelle sulle partite infragruppo, e perché non c’è una riga che le spieghi?

Le risposte dovrebbero arrivare nella relazione del revisore dei conti, che la legge prevede proprio su questa delibera. E poi nel Consiglio comunale, entro il 31 ottobre. Possibilmente con il documento riletto.

Fonti: Comune di Pratola Peligna, delibera di Giunta n. 142 del 15 ottobre 2026, relazione sulla gestione e nota integrativa al bilancio consolidato 2025, stato patrimoniale e conto economico consolidati.

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Alessandro Angelone

Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!