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“Due giorni fa ho partecipato alla riunione presso la quinta commissione Bilancio della Regione Abruzzo dove siamo stati auditi in merito alla questione della scarsità delle risorse per quanto concerne la mappatura sulla nostra regione Abruzzo. E ho fatto presente ai commissari e alla regione che nella nostra regione ci sono circa 844 concessioni tra alberghi, stabilimenti balneari, campeggi e strutture ricettive turistiche. Gli effettivi stabilimenti, cioè le imprese balneari che vivono solo di imprese balneare ne sono 613”. Così il presidente regionale della Sib Riccardo Padovano che poi ha aggiunto: “Abbiamo fatto presente alla Regione che dai dati forniti dal nostro centro studi della Confcommercio abbiamo riscontrato che sono 133 i km di costa di cui solo 33 km sono occupati dalle concessioni e che la restante disponibilità, togliendo il 20% di spiagge libere e togliendo anche le aree le SIC le aree di Parco Marino tutte quelle aree protette, rimangono disponibili per il territorio abruzzese 45 km di costa. Considerate – prosegue Padovano – che il nostro piano demaniale marittimo dice che le concessioni possono essere lasciate massimo 50 metri lineari, ebbene, da nostre stime si possono rilasciare la parità delle concessioni esistenti con ulteriori 650 concessioni ( raddoppiando quelle esistenti) e consentire investimenti e un aumento effettivo delle aziende. Fare ciò che è avvenuto sessant’anni fa quando nelle zone che erano abbandonate l’allora ministero della marina mercantile chiedeva ai pescatori di prendere tratti di costa in concessione questo tratto di mare per farne l’utilizzo pubblico, cioè realizzare i servizi i servizi essenziali, i bagni le passerelle e il salvamento sviluppando la balneazione attrezzata abruzzese. Questo – prosegue Padovano – per sottolineare che in questa situazione si rischia di avere una miriade di ricorsi sulle eventuali gare. In questo contesto si può invece avviare il rilascio di nuove concessioni e mantenere quelle vigenti con scadenza al 2033 eventualmente attraverso una norma transitoria. Nel 2033 tutte le concessioni potrebbero essere a gara sulla base però dei piani demaniali marittimi aggiornati perché oramai risalenti al 2004 in parte aggiornati al 2015. È opportuno quindi aggiornare il piano demaniale marittimo della nostra regione in funzione di queste nuove disposizioni. Questo l’appello che si rivolge oggi a mezzo stampa alla Regione Abruzzo dopo averlo fatto in un’audizione. Opportuno ribadirlo pubblicamente per evitare che rimanga solo all’interno della commissione. Stante il pubblico interesse e la rilevanza è opportuno portarla all’attenzione di tutti. Quella dell’altro ieri in Regione è stata una giornata positiva per la mia regione e per la mia categoria però lancio questo appello a chi legge di tenere presente questa mia considerazione e di aprire immediatamente un tavolo tecnico con la regione Abruzzo per evitare che comuni, in attesa che arrivi il bando, anticipino le evidenze. Si rischierebbe, anticipando le evidenze pubbliche, di aprire un contenzioso che potrebbe portare
a ritardi con conseguenze gravi sulla continuità dei servizi nella nostra destinazione turistica. Credo che la politica di questo se ne debba preoccupare, interessare e
cercare di capire entrando nel merito. La nostra non è una richiesta irrealisrica perché conforme all’articolo 12 della direttiva comunitaria il cui presupposto applicativo ècostituitodalla scarsità della risorsa che in Abruzzo non sussiste. Del resto le evidenze pubbliche presuppongono una doverosa attività preliminare come la ricognizione delle aree e dei manufatti attualmente esistenti oltre alla verifica degli atti amministrativi già rilasciati”.

Redazione BuongiornoAbruzzo

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