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Tre anni di reclusione per l’aggressione che, nell’estate del 2019, aveva ridotto in fin di vita un uomo di origine venezuelana all’interno del Millennium Pub. È la condanna inflitta dal giudice del Tribunale di Sulmona, Maria Sole Aiudi, a Salvatore Ferrandino, 55 anni, originario della Campania e residente a Pratola Peligna, ritenuto responsabile di lesioni personali aggravate. I fatti risalgono al 27 luglio 2019, quando, secondo la ricostruzione accusatoria, una discussione per motivi banali sarebbe degenerata in un violento pestaggio. All’origine della lite ci sarebbe stato un presunto apprezzamento rivolto dalla vittima alla compagna dell’imputato.
Le conseguenze dell’aggressione furono particolarmente gravi. L’uomo venne inizialmente accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona e successivamente trasferito al San Salvatore dell’Aquila, dove entrò in coma a causa delle lesioni riportate. La diagnosi comprendeva un trauma cranico con emorragia subaracnoidea. Il ricovero si protrasse per mesi, durante i quali il paziente rimase in prognosi riservata.
Nel procedimento, alla contestazione di lesioni personali aggravate si aggiungeva quella relativa alla minorata difesa della vittima, che convive con alcune disabilità. Il giudice ha disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e una provvisionale di 5 mila euro in favore della parte civile, immediatamente esecutiva, oltre al risarcimento da liquidare in separata sede. Nel processo era coinvolta anche Deborah Ferrara, accusata di favoreggiamento. Secondo l’ipotesi investigativa, dopo l’episodio avrebbe tentato di ostacolare gli accertamenti, dichiarando di essere stata lei a spingere la vittima per allontanarla. L’accusa, tuttavia, non ha trovato riscontro: il giudice l’ha assolta perché il fatto non costituisce reato.
Le indagini sull’aggressione sono state condotte dai carabinieri, che hanno ricostruito la dinamica dell’episodio e raccolto gli elementi confluiti nel procedimento giudiziario. Gli imputati sono stati difesi dall’avvocato Fabio Guido mentre la vittima è stata assistita dall’avvocato Giovanni Mastrogiovanni

Doràn

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Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.