Replica dei tre consiglieri comunali in quota Fratelli d’Italia alla replica dell’assessore Cianci.
La rimodulazione delle tariffe delle mense scolastiche nelle primarie e nell’infanzia a Vasto continua ad animare il dibattito politico cittadino.
La Giunta Comunale di Vasto, guidata dal sindaco Francesco Menna, ha modificato le rette per le mense scolastiche. Servizio partito nelle scuole dell’infanzia e primaria della città lo scorso 5 agosto. Le famiglie con indicatore ISEE fino a 8.000 (prima era fino a 4.000) non pagheranno nulla, con indicatore ISEE fino a 14.000 euro pagheranno 2,33 euro anziché 2,75 euro a pasto e con indicatore ISEE fino a 20.000 euro pagheranno 3,71 euro anziché 3,85 euro a pasto. Per le fasce di reddito con indicatore ISEE superiore a queste soglie è previsto un aumento del 30% rispetto al passato.
Alle critiche su un aumento delle tariffe da parte di Vincenzo Suriani, Francesco Prospero e Guido Giangiacomo, consiglieri comunali di opposizione in quota Fratelli d’Italia, era arrivata nella giornata di ieri la replica dell’assessore all’istruzione Paola Cianci, Partito Democratico.
Al comunicato dell’assessore Cianci è giunta oggi una contro-replica dei tre consiglieri di opposizione Suriani, Prospero e Giangiacomo.
«Le tariffe sono aumentate per cinque delle sei fasce di reddito» sottolineano i tre consiglieri comunali di opposizione secondo cui «si è fatta cassa sulla pelle dei cittadini e si sono clamorosamente sbagliate le procedure» che hanno annunciato «riporteremo la vicenda mensa in Consiglio Comunale, perché, fino a prova contraria, è il massimo organo democratico che decide sui servizi comunali, tanto più su quelli che interessano così tanti cittadini».
Suriani, Prospero e Giangiacomo contestano all’assessore all’istruzione che «dopo aver privatizzato la mensa scolastica, cerca di vendere questa operazione come una “conquista sociale” all’insegna della “progressività”».
Quattro i punti sollevati nella replica alla replica dai tre esponenti di Fratelli d’Italia: «la mensa scolastica è partita in ritardo, soltanto il 5 ottobre, lasciando scoperti bambine e famiglie per venti giorni di scuola», «le tariffe sono aumentate per cinque delle sei fasce di reddito, esclusi gli esenti e compresi i non residenti. Per le fasce alte e per i non residenti l’aumento è del 30% annuo (oltre 270 euro in più all’anno), per le medie si aggira sul 10% (102 euro più all’anno) e anche le altre fasce, salvo gli esenti, registrano aumenti», «la privatizzazione, mediante concessione, è avvenuta alle spalle del Consiglio Comunale, unico organo competente a prendere tale scelta» e «l’imposizione del pasto biologico per tutti, senza possibilità di scelta per le famiglie, è stata fortemente voluta dalla Cianci, che non ha dato un servizio in più ai vastesi, ma se caso ne ha tolto uno. La possibilità di scegliere, appunto».
