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Botta e risposta a Vasto tra Fratelli d’Italia e la delegata all’istruzione Pd. 

La mensa nelle scuole dell’infanzia e primaria a Vasto è entrata in funzione il 5 ottobre. Un «avvio in ritardo e stangata su molte famiglie» la critica di Vincenzo Suriani, Francesco Prospero e Guido Giangiacomo, consiglieri di opposizione in quota Fratelli d’Italia.

«Il buono pasto (ricordiamolo, obbligatorio) verrà elevato per alcune fasce di reddito con un aumento giornaliero e mensile del 30% a carico delle famiglie» e «gli aumenti supereranno, per alcune fasce di reddito, i 40 euro mensili e i 400 euro annuali» l’attacco dei tre consiglieri comunali. Un aumento dei costi per le famiglie, secondo Suriani, Prospero e Giangiacomo, che rappresenta «una scelta incomprensibile, fatta alle spalle dei cittadini e della Assise Civica dal Sindaco Menna e dal sempre meno credibile assessore Cianci, colei che ha già privatizzato l’asilo Stella Maris di Vasto Marina, portando le rette di iscrizione oltre i 500 euro mensili per bambino».

Suriani, Prospero e Giangiacomo contestano al sindaco Francesco Menna e all’assessore all’istruzione Paola Cianci, entrambi espressione del Partito Democratico, anche la scelta di aver modificato le rette delle mense senza passare per il vaglio del Consiglio Comunale.

A stretto giro è arrivata la replica dell’assessore Cianci che ha smentito categoricamente che sia stato deliberato un aumento dei costi per le famiglie delle mense scolastiche.

«Al contrario, abbiamo fatto una scelta politica precisa, tutelando maggiormente le fasce medio-basse e distribuendo in modo più equo il costo del servizio» ha dichiarato Cianci. «La fascia massima di esenzione passa da 4.000 euro a 8.000 euro di ISEE», l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente utilizzato dalle pubbliche amministrazioni per valutare il reddito delle famiglie, e «quindi le famiglie con i redditi più bassi vengono maggiormente tutelate e una parte di quelle che prima pagavano il servizio oggi non pagherà nulla» sottolinea l’assessore all’istruzione.

Le famiglie il cui indicatore ISEE si colloca «tra 8.000 e 14.000 euro di ISEE pagheranno 2,33 euro anziché 2,75 euro a pasto» e le famiglie in cui si colloca «tra 14.000 e 20.000 euro pagheranno 3,71 euro anziché 3,85 euro a pasto» aggiunge la delegata all’istruzione della giunta Menna.

«Il costo del servizio, soprattutto per effetto dell’aumento del costo degli alimenti, dei trasporti e del carburante» evidenzia Cianci aggiungendo che la giunta ha deciso di «continuare a compartecipare al costo del servizio» e, di conseguenza, «la tariffa applicata alla nuova fascia massima di ISEE introdotta da quest’anno, che è quella oltre i 26.000 euro, non corrisponde al costo pieno del pasto».

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali e sociali. Collaboratore BuongiornoAbruzzo.it e Il Messaggero Abruzzo e altri siti web d'informazione, vicedirettore WordNews.it. In passato collaboratore tra gli altri di Adista e PrimaDaNoi. Alcuni articoli su storia, cultura e valorizzazione del territorio sono stati pubblicati dal mensile VastoDomani