La vicepresidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo ribadisce la propria contrarietà al progetto: «Fondamentale garantire trasparenza, rigore scientifico e pieno coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che riguardano il futuro della Valle Peligna».
Si apre una nuova fase nell’iter autorizzativo del progetto presentato dalla società Get Energy per la realizzazione di un impianto di pirolisi destinato al trattamento dei rifiuti nella zona industriale di Sulmona. La vicepresidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Marianna Scoccia, ha ottenuto l’avvio ufficiale dell’inchiesta pubblica, richiesta per garantire la massima trasparenza e assicurare il coinvolgimento diretto delle comunità locali in una decisione destinata a incidere sul futuro ambientale e produttivo della Valle Peligna.
Un risultato significativo che introduce un ulteriore momento di confronto e approfondimento nell’ambito del procedimento di valutazione ambientale, consentendo a cittadini, amministrazioni, associazioni e portatori di interesse di contribuire attraverso osservazioni, documentazione tecnica e rilievi scientifici.
«La presentazione di questa istanza e il via all’inchiesta pubblica rispondono alla necessità di affrontare una discussione che coinvolge direttamente il futuro della Valle Peligna con il massimo rigore e con il pieno coinvolgimento dei cittadini», ha dichiarato Marianna Scoccia, ribadendo la propria ferma contrarietà a qualsiasi scelta che possa compromettere la salute pubblica e l’equilibrio ambientale del territorio.
Al centro della vicenda resta il progetto industriale ripresentato dalla società Get Energy dopo una prima archiviazione. La nuova proposta prevede una riduzione dei quantitativi di rifiuti da trattare, portati a circa 22 mila tonnellate annue. Una modifica che, secondo quanto evidenziato dalla vicepresidente, non sarebbe tuttavia sufficiente a superare le criticità già emerse nella precedente fase istruttoria.
«Nonostante l’azienda abbia ripresentato il progetto dopo una prima archiviazione, riducendo formalmente i volumi a circa 22 mila tonnellate annue, l’impianto risulta sostanzialmente identico al precedente per tipologia e collocazione. Le analisi tecniche continuano a evidenziare forti criticità», ha sottolineato Scoccia.
La questione assume particolare rilevanza per la Valle Peligna, un territorio nel quale le prospettive di sviluppo economico e industriale devono necessariamente confrontarsi con la tutela delle risorse ambientali, della salute dei cittadini e delle vocazioni produttive locali.
L’avvio dell’inchiesta pubblica consentirà di ampliare il confronto sul progetto, approfondendone gli aspetti tecnici e le possibili ricadute sul territorio. Le osservazioni raccolte entreranno nel quadro degli elementi da esaminare durante l’istruttoria regionale, contribuendo alla valutazione complessiva dell’intervento.
«L’inchiesta pubblica rappresenterà un momento fondamentale e vincolante. Tutti i dati, i rilievi tecnici e le osservazioni scientifiche che emergeranno dal confronto con cittadini, enti e associazioni verranno integrati nell’istruttoria regionale e saranno decisivi per la valutazione finale del progetto», ha affermato la vicepresidente.
L’iniziativa promossa da Scoccia pone dunque al centro del procedimento il principio della partecipazione pubblica, nella convinzione che decisioni di tale portata debbano essere accompagnate da un esame rigoroso e da un confronto aperto con le comunità direttamente interessate.
L’inchiesta non rappresenta ancora una decisione definitiva sulla realizzazione dell’impianto, ma costituisce un passaggio importante nel percorso di valutazione, offrendo al territorio la possibilità di far emergere criticità, osservazioni e approfondimenti prima delle determinazioni degli organismi competenti.
Per la Valle Peligna si apre così una fase decisiva di confronto istituzionale e partecipazione, nella quale la tutela della salute, la salvaguardia dell’ambiente e la sostenibilità delle scelte industriali restano al centro del dibattito sul futuro del territorio.

