👁 480 visualizzazioni

Il 29 ottobre il Comune dell’Aquila ha annunciato che il bilancio consolidato 2025 del gruppo pubblico si chiude con un utile di 14.451.820,87 euro. Nel gruppo ci sono il Comune, sei società e il Centro servizi anziani. Il bilancio consolidato di L’Aquila è stato esaminato dalla Commissione Bilancio e ora va in Consiglio comunale. Il comunicato ha per titolo un utile, per sottotitolo tre società in salute e per protagonista Asm, la società dei rifiuti, che «torna in positivo». Il documento è una somma di bilanci. Il comunicato, invece, è un bollettino della vittoria.

Abbiamo letto la nota integrativa del bilancio consolidato di L’Aquila, 106 pagine, e lo stato patrimoniale. Le cifre del comunicato ci sono tutte. Mancano, però, alcune cose che il comunicato non dice.

Bilancio consolidato di L’Aquila: 14 milioni dopo 356

Partiamo dal titolo. Nel 2024 lo stesso gruppo aveva chiuso con un utile di 356 milioni. Se 14 milioni sono un trionfo, l’anno scorso cosa sarebbe stato, l’apoteosi? In realtà quei 356 milioni venivano quasi tutti da 333,6 milioni di plusvalenze patrimoniali, cioè da una partita straordinaria. Il confronto, dunque, non ha senso. Ed è forse per questo che nel comunicato non c’è.

Nel bilancio consolidato di L’Aquila, però, il confronto che ha senso è un altro. La gestione caratteristica, cioè la differenza tra proventi e costi dell’attività ordinaria, scende da 18,40 a 16,57 milioni. I proventi da tributi passano da 52,46 a 43,29 milioni. Non è un dramma, perché il gruppo regge. Ma non è nemmeno una crescita.

Inoltre l’utile viene quasi tutto dal Comune, che da solo fa 11,08 milioni. Le società aggiungono circa 3,4 milioni, e la parte più grossa la porta Gran Sasso Acqua, che il Comune possiede al 46%. Per un ente pubblico, del resto, l’«utile» del conto economico non è un guadagno da distribuire. Dice che i proventi dell’anno hanno coperto i costi e gli ammortamenti. È un buon segno, ma non è un tesoretto.

Asm torna in utile: 144 mila euro

Veniamo ad Asm, la voce più citata del bilancio consolidato di L’Aquila. Nel 2025 la società chiude con un utile di 144.770 euro, dopo una perdita di 170.722 euro nel 2024. I ricavi da servizi crescono del 5,4% e i costi della produzione scendono del 3,2%. Sono numeri veri e vanno riconosciuti.

Ma Asm ha un andamento a fisarmonica. Negli ultimi cinque anni ha alternato utili e perdite: più 6.707, meno 228.205, più 187.016, meno 170.722, più 144.770. Su un valore della produzione di 19,1 milioni, il margine tra ricavi e costi è di 377 mila euro. Basta poco, quindi, per tornare dall’altra parte.

Soprattutto, il patrimonio netto di Asm è di 666.683 euro, contro un capitale sociale di 944.900. Le perdite degli anni passati hanno già mangiato il 29% del capitale. Il codice civile fissa il limite a un terzo: oltre quella soglia gli amministratori devono convocare subito l’assemblea dei soci (art. 2446 c.c.). Fatti i conti, ad Asm mancano circa 37 mila euro di perdite per arrivarci. È meno di un quarto dell’utile appena festeggiato.

Bilancio consolidato L'Aquila: bilancia con un piede sopra e uno a terra in una piazza aquilana

Asm e Cogesa, il debito fuori dal bilancio consolidato di L’Aquila

Il passaggio più interessante del comunicato è anche il più breve. I debiti commerciali scaduti di Asm, scrive il Comune, sono scesi «di circa il 39%» rispetto a fine 2025. Ma il calcolo è fatto «al netto della posizione contestata in giudizio a Cogesa». Cioè la società dei rifiuti del Centro Abruzzo, con sede a Sulmona.

Quindi il dato del 2026 è calcolato senza il debito verso Cogesa. Il dato di fine 2025, invece, è il «dato complessivo», cioè con dentro tutto. È come salire sulla bilancia con un piede appoggiato a terra e festeggiare il chilo perso. Quanto pesa davvero il piede, ovvero quanto vale il debito con Cogesa, il comunicato non lo dice. Senza quella cifra, il 39% non si può verificare.

Si potrebbe pensare che la risposta sia nella nota integrativa del bilancio consolidato di L’Aquila. Non c’è. Cogesa vi compare due volte. La prima, per dire che è esclusa dal consolidato perché la partecipazione è sotto l’1% e indiretta. La seconda, per dire che Asm possiede azioni di Cogesa per 1.307 euro. Del contenzioso, invece, nemmeno una riga.

Una causa senza fondo rischi

Eppure, per il bilancio consolidato di L’Aquila, una lite con un fornitore abbastanza grande da spostare del 39% le statistiche sui debiti scaduti non è un dettaglio. I principi contabili chiedono di descrivere le cause in corso e, se una perdita è probabile, di accantonare un fondo. Il fondo rischi di Asm è di 209.667 euro. La nota lo spiega così: «vari rischi, tra cui per possibili risarcimenti per cause di lavoro». Di Cogesa, anche qui, non si parla.

C’è poi un numero che incuriosisce. Nel 2025 Asm ha pagato 105.398 euro di oneri finanziari. Il suo unico debito verso le banche era un mutuo garantito da Sace, aperto nel 2021 per il Covid, con 375 mila euro residui a fine anno e un tasso di Euribor più 0,25%. Un mutuo così non costa 105 mila euro di interessi. Il resto, allora, da dove viene? Interessi di mora verso i fornitori? Verso quali? La nota integrativa non lo dice.

A proposito di banche: il comunicato annuncia «il completo azzeramento dell’indebitamento bancario» nel 2026. In effetti quel mutuo aveva un piano di cinque anni, e a fine 2025 restavano le ultime rate. Chiuderlo nel 2026 era scritto nel contratto. Si può festeggiare, ma è come festeggiare l’ultima rata della lavatrice (telefonare Magnotta….).

Una lite tra due società pubbliche

Qui la storia diventa abruzzese, nel senso peggiore. Come abbiamo raccontato analizzando il bilancio 2025 di Cogesa, la società di Sulmona ha chiuso l’anno con una perdita di 1,44 milioni e un patrimonio netto negativo di circa 3,05 milioni. Sta inoltre preparando la composizione negoziata della crisi.

Per Cogesa, quindi, ogni euro che Asm non paga è un euro che manca in cassa. Per Asm, invece, lo stesso euro è un debito che si può togliere dalle statistiche. Sono due società pubbliche, entrambe dei Comuni, e una è perfino socia dell’altra. Una porta l’altra in tribunale, e il conto lo pagheranno comunque i cittadini, con la Tari, a L’Aquila o a Sulmona.

C’è anche un vuoto nei controlli. La legge obbliga ogni Comune a verificare i crediti e i debiti con le proprie società, con l’asseverazione dei revisori (art. 11, comma 6, lettera j, del d.lgs. 118/2011). Il Comune dell’Aquila lo fa con Asm. Ma Cogesa, per L’Aquila, è solo una partecipazione indiretta. Quella partita, dunque, non passa da nessuna riconciliazione pubblica.

Il bilancio consolidato di L’Aquila e il buco messo a inventario

Un’ultima nota tecnica, che al lettore paziente svela qualcosa. Nel bilancio del Comune la partecipazione in Asm vale 944.100 euro. Nel bilancio di Asm, la quota del Comune vale 520.669 euro. La differenza, 423.431 euro, nasce dalle perdite che la società ha accumulato. Nel bilancio consolidato di L’Aquila è stata iscritta tra le «altre immobilizzazioni immateriali», cioè all’attivo. Lo stesso è accaduto per il Centro turistico del Gran Sasso, con 801.866 euro.

Quando la differenza nasce da perdite, e non da un valore nascosto della società, iscriverla tra i beni significa contare come un’attività ciò che è una perdita. È come mettere nell’inventario di casa, tra i mobili, il buco nel portafoglio. Saranno i revisori a dire se la scelta è corretta. Ma vale 1,2 milioni.

Per onestà: quello che funziona

Detto questo, il quadro che esce dal bilancio consolidato di L’Aquila non è negativo. Gran Sasso Acqua chiude in utile per il terzo anno e investe 17 milioni. Farmacie comunali, Sed e Centro servizi anziani sono in attivo. Il Comune, come abbiamo scritto parlando del bilancio di previsione, paga i fornitori in tempo e ha poco debito.

Anche su Asm qualcosa si muove davvero. La raccolta differenziata sale al 48%, il Centro di raccolta L’Aquila Ovest è aperto da febbraio, i nuovi mezzi comprati dal Comune sostituiranno i noleggi seguiti all’incendio del 2023. Inoltre il ritorno all’utile, secondo la relazione, nasce dalla gestione ordinaria e non da entrate straordinarie. È un buon segno.

Infine, il gruppo non ha ripianato perdite delle società negli ultimi tre anni. Il Testo unico sulle partecipate, del resto, non lo consentirebbe a scatola chiusa: senza un piano di risanamento credibile, coprire le perdite non è un rimedio adeguato (art. 14 del d.lgs. 175/2016).

Bilancio consolidato di L’Aquila: le domande per il Consiglio

Il bilancio consolidato di L’Aquila, insomma, è un documento in ordine con un racconto troppo allegro. Le domande che il comunicato lascia aperte sono poche e precise.

Quanto vale il debito di Asm verso Cogesa, e a che punto è la causa? Perché non c’è una riga nella nota integrativa né un fondo per il rischio? Quanto sono scesi i debiti scaduti a parità di calcolo, cioè senza Cogesa sia nel 2025 sia nel 2026? Da dove vengono i 105 mila euro di oneri finanziari? E infine: il contratto di servizio dei rifiuti, già prorogato, scade il 31 dicembre 2026, e il nuovo piano industriale di Asm non è ancora approvato. Con quale piano si arriva al 1° gennaio?

Le risposte non sono nel comunicato. Dovrebbero essere nel parere dei revisori sul consolidato e nel dibattito in Consiglio comunale. A Sulmona, intanto, qualcuno aspetta di sapere quanto vale quel debito.

Fonti: Comune dell’Aquila, comunicato del 29 ottobre 2026; proposta di deliberazione n. 574 del 18/9/2026, bilancio consolidato 2025, stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa; Normattiva.

Avatar di Alessandro Angelone

Alessandro Angelone

Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!