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In merito al dibattito riapertosi sul Parco Nazionale della Costa Teatina a seguito della recente sentenza del TAR Abruzzo, Confindustria Abruzzo Medio Adriatico ritiene necessario avviare una riflessione approfondita sul futuro di un territorio che negli ultimi 25 anni ha conosciuto trasformazioni economiche, produttive e infrastrutturali di straordinaria rilevanza.

La sentenza ha disposto la prosecuzione dell’iter amministrativo relativo al Parco, ma non ha affrontato il tema dell’attualità e dell’opportunità dello strumento rispetto alle esigenze del territorio e alle sfide che l’Abruzzo è chiamato ad affrontare oggi.

“Il punto non è essere favorevoli o contrari alla tutela ambientale”, dichiara il Direttore Generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, Luigi Di Giosaffatte. “La tutela del patrimonio naturale rappresenta un valore indiscutibile e condiviso. La vera questione è capire se un progetto concepito oltre venticinque anni fa risponda ancora alle priorità dell’Abruzzo del 2026.”

Nel frattempo il contesto territoriale è profondamente cambiato. L’area costiera interessa oggi asset strategici per lo sviluppo regionale: la ZES Unica del Mezzogiorno, i porti di Ortona e Vasto, il sistema logistico regionale, le infrastrutture di collegamento, il turismo della Costa dei Trabocchi e un importante tessuto produttivo che necessita di investimenti, innovazione e competitività.

“Le priorità dell’Abruzzo sono oggi il rafforzamento dell’industria, il sostegno al comparto automotive, lo sviluppo della portualità, l’attrazione di nuovi investimenti e la crescita dell’occupazione”, prosegue Di Giosaffatte. “È quindi doveroso interrogarsi sugli effetti che ulteriori vincoli e nuovi livelli autorizzativi potrebbero determinare su un territorio chiamato a competere e a crescere.”

Confindustria Abruzzo Medio Adriatico evidenzia inoltre come la Costa Teatina sia già interessata da un articolato sistema di tutele ambientali, paesaggistiche e naturalistiche che contribuiscono alla salvaguardia degli ecosistemi e del patrimonio ambientale.

“Non vorremmo che si riproponesse oggi una soluzione elaborata in un contesto completamente diverso da quello attuale”, conclude Di Giosaffatte. “Prima di assumere decisioni che avranno effetti duraturi sul territorio, è necessario verificare se gli strumenti individuati venticinque anni fa siano ancora adeguati agli obiettivi di sviluppo sostenibile, competitività e crescita che l’Abruzzo si è dato. Ambiente ed economia non devono essere contrapposti: devono essere messi nelle condizioni di crescere insieme.”

In merito al Parco, il Comune di Rocca San Giovanni chiede una perimetrazione proporzionata al valore naturalistico del territorio

È stato approvato dalla giunta comunale di Rocca San Giovanni il documento contenente le osservazioni sulla proposta di perimetrazione, zonizzazione e misure di salvaguardia del costituendo Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina, trasmessa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in ottemperanza alla sentenza del TAR Abruzzo n. 335/2026.

Il documento, che sarà ora trasmesso al Ministero, alla Regione Abruzzo e a ISPRA, chiede una perimetrazione proporzionata al reale valore naturalistico del territorio comunale: il perimetro dovrebbe ricomprendere il Sito di interesse comunitario “Fosso delle Farfalle” – coincidente con la Riserva naturale regionale “Grotta delle Farfalle”, gestita in forma associata dai Comuni di Rocca San Giovanni, capofila, e San Vito Chietino – e il reticolo dei fossi ad esso connessi, escludendo il centro storico e le aree con pianificazione urbanistica attuativa già vigente.

La proposta interessa complessivamente 900,63 ettari, pari a circa il 42% del territorio comunale.

Particolare attenzione viene riservata ai nuclei abitati della fascia costiera. Per Vallevò, Piane Favaro-Cavalluccio e Località Foce, il Comune chiede l’inserimento nella zona di tutela più leggera prevista dalle misure di salvaguardia, con l’obiettivo di garantire un equilibrio tra le esigenze di tutela ambientale e la presenza delle attività e dei servizi già esistenti.

Per l’intera fascia costiera, indipendentemente dalla classificazione della zona, viene inoltre richiesta l’espressa applicazione della recente normativa regionale sui chioschi stagionali, prevista dall’articolo 6-bis della L.R. n. 5/2007.

Una previsione ritenuta necessaria per assicurare la continuità delle attività turistico-ricettive già presenti, evitando sovrapposizioni con i livelli di tutela paesaggistica e urbanistica attualmente vigenti.

Le osservazioni del Comune riguardano anche la gestione futura del territorio. In particolare, viene chiesto che i confini delle eventuali aree contigue al parco siano individuati d’intesa con l’amministrazione comunale.

Il Comune chiede inoltre che sia garantita la piena tutela delle numerose imprese agricole presenti sul territorio comunale, affinché la disciplina del Parco non limiti la loro attività e le loro prospettive di sviluppo, in continuità con quanto già previsto dalla pianificazione urbanistica e dalla normativa regionale vigenti in materia.

 

credits Confindustria Abruzzo Medio Adriatico

Redazione BuongiornoAbruzzo

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