Questa sera nella sala Irti dell’ex scuola Montessori confronto sul futuro del sito marsicano, mentre resta alta l’attesa per il tavolo ministeriale sulla crisi industriale
La vertenza LFoundry torna al centro del dibattito pubblico ad Avezzano. Questa sera, lunedì 22 giugno, alle ore 18, nella sala Irti dell’ex scuola Montessori, il Partito Democratico promuove un incontro dedicato al futuro dello stabilimento marsicano e alle prospettive industriali e occupazionali del sito produttivo.
All’iniziativa prenderanno parte il senatore Michele Fina, il senatore Antonio Misiani, già viceministro dell’Economia e responsabile economico nazionale del Partito Democratico, e Anna Paolini, segretaria del Pd di Avezzano e consigliera comunale.
Al centro dell’incontro ci sarà la situazione della LFoundry, azienda attiva nel settore dei semiconduttori e considerata uno dei presidi industriali più importanti della Marsica. La preoccupazione riguarda il futuro dello stabilimento, i livelli occupazionali e la necessità di chiarire quale prospettiva industriale accompagnerà il sito nei prossimi mesi.
La vicenda riguarda circa 1.300 lavoratrici e lavoratori, tra dipendenti diretti e personale legato all’indotto e alla somministrazione. Una platea ampia, che rende la vertenza non solo una questione aziendale, ma un tema centrale per l’economia di Avezzano e dell’intero territorio marsicano.
Negli ultimi mesi la situazione ha suscitato forte apprensione tra lavoratori, famiglie e organizzazioni sindacali. Le sigle metalmeccaniche hanno denunciato criticità produttive e incertezze sul futuro, chiedendo l’attivazione di un confronto ministeriale in grado di coinvolgere istituzioni, azienda e parti sociali.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy aveva inizialmente convocato un tavolo istituzionale dedicato a LFoundry per il 16 giugno, con l’obiettivo di affrontare il nuovo assetto di governance e verificare le prospettive industriali del sito produttivo di Avezzano. Secondo quanto riportato successivamente da fonti di stampa locali, l’incontro al Ministero sarebbe stato rinviato a mercoledì 24 giugno alle ore 11.
Proprio l’attesa per il tavolo ministeriale rende l’appuntamento di Avezzano particolarmente significativo. Il confronto promosso dal Pd punta infatti a mantenere alta l’attenzione politica sulla vertenza e a collegare la crisi locale a un tema più ampio: il futuro della produzione di semiconduttori in Italia e in Europa.
Il caso LFoundry, infatti, non riguarda soltanto il destino di una fabbrica. I semiconduttori sono oggi componenti essenziali per l’industria automobilistica, la sanità, l’energia, le telecomunicazioni, la difesa, i sensori, l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali. Per questo, in una fase in cui l’Europa parla sempre più spesso di sovranità tecnologica, il futuro di uno stabilimento già esistente come quello di Avezzano assume un valore che supera i confini locali.
Durante l’incontro saranno affrontati anche l’andamento del mercato dei semiconduttori, gli strumenti legislativi disponibili, le risorse pubbliche e private potenzialmente attivabili e le implicazioni internazionali di un settore ormai pienamente inserito nella competizione globale.
Uno dei punti centrali sarà la voce delle lavoratrici e dei lavoratori. L’iniziativa vuole infatti offrire uno spazio di confronto non solo politico, ma anche sociale, per raccogliere preoccupazioni, proposte e richieste di chi vive direttamente la crisi dello stabilimento.
Per il Partito Democratico, l’obiettivo dichiarato è sostenere ogni iniziativa utile alla difesa dell’occupazione e alla costruzione di una prospettiva industriale credibile. La presenza di Misiani e Fina punta a portare la vertenza su un piano nazionale, provando a collegare il destino del sito marsicano alle politiche economiche e industriali del Paese.
La domanda di fondo resta aperta: quale futuro può avere LFoundry dentro la filiera europea dei chip? Per Avezzano e per la Marsica, la risposta non è astratta. Significa lavoro, competenze, indotto, famiglie e tenuta sociale di un territorio che non può permettersi di perdere uno dei suoi principali riferimenti produttivi.
L’incontro di questa sera non chiuderà la vertenza, ma potrà rappresentare un nuovo passaggio di mobilitazione e confronto. In attesa del tavolo ministeriale, la politica locale e nazionale è chiamata a misurarsi con una questione che riguarda insieme occupazione, industria e sovranità tecnologica.
