👁 307 visualizzazioni

La strategia abruzzese sull’idrogeno verde torna al centro del dibattito dopo la pubblicazione su Energy Policy dello studio “Bridging the hydrogen divide: how network evolution reveals future territorial imbalances in Europe”, firmato dai ricercatori Antonio Zinilli, Angela Zanoni ed Emanuela Reale. L’analisi esamina l’evoluzione delle reti europee di ricerca e sviluppo nel settore dell’idrogeno e mette in evidenza un rischio: la capacità di innovazione tende a concentrarsi nei territori già inseriti nelle principali reti di collaborazione, ampliando la distanza rispetto alle regioni più periferiche.

A richiamare lo studio è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia delegato all’Energia, Nicola Campitelli, che vi individua una conferma del percorso intrapreso negli ultimi anni dall’Abruzzo sul fronte della transizione energetica e, in particolare, della costruzione di una filiera regionale dell’idrogeno verde.

Un percorso che affonda le radici nel PNRR e nella Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”. Nel gennaio 2023 la Regione Abruzzo approvò l’avviso destinato alla realizzazione di impianti per la produzione di idrogeno rinnovabile nelle aree industriali dismesse, nell’ambito dell’investimento nazionale dedicato alla creazione delle cosiddette “Hydrogen Valleys”. La misura puntava a utilizzare energia da fonti rinnovabili per produrre idrogeno destinato anche all’industria e al trasporto locale.

Ad aprile dello stesso anno arrivò la graduatoria regionale con il finanziamento di tre progetti. Da quel momento la partita dell’idrogeno è entrata progressivamente nella programmazione energetica abruzzese, con particolare attenzione alle aree produttive e alla possibilità di recuperare siti industriali non più utilizzati.

Tra gli interventi più rilevanti figura quello promosso da ARAP nell’area dell’ex Cotir di Vasto. Il progetto originario prevedeva un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro, con una quota di risorse PNRR e il ricorso a finanza esterna e forme di partenariato. La successiva evoluzione progettuale ha previsto anche una possibile rimodulazione dell’investimento, mantenendo però al centro l’obiettivo della produzione di idrogeno rinnovabile e della sua integrazione con il sistema produttivo locale.

È proprio lungo l’asse produttivo del Chietino che la Regione punta a sviluppare un sistema più ampio, indicato come Hydrogen Valley della Val di Sangro-Vasto-San Salvo: non soltanto impianti di produzione, quindi, ma una rete che dovrebbe mettere in relazione industria, ricerca, università, infrastrutture e soggetti pubblici e privati.

Il tema assume particolare rilievo alla luce dello studio pubblicato su Energy Policy. La ricerca evidenzia infatti come le collaborazioni europee nel settore dell’idrogeno non siano distribuite uniformemente e come i territori già maggiormente connessi alle reti di ricerca e innovazione tendano ad acquisire nel tempo un ulteriore vantaggio. Gli autori richiamano, in questo quadro, il ruolo che possono svolgere strumenti come le Hydrogen Valleys, le agenzie regionali e i laboratori condivisi per evitare un ulteriore ampliamento dei divari territoriali.

È su questa lettura che Campitelli innesta il caso abruzzese. «Quando abbiamo promosso la pianificazione strategica sull’energia e intercettato le risorse necessarie per avviare la filiera dell’idrogeno verde in Abruzzo – afferma – sapevamo di assumere una visione d’avanguardia».

Secondo il delegato regionale all’Energia, la disponibilità di fonti rinnovabili, la presenza di aree industriali da riconvertire e la possibilità di integrare risorse pubbliche e investimenti privati rappresentano gli elementi sui quali costruire la filiera. L’obiettivo dichiarato è collegare la transizione ambientale allo sviluppo del sistema produttivo, alla ricerca e alla creazione di occupazione qualificata.

La sfida, ora, si sposta dall’avvio dei progetti alla loro capacità di tradursi in una vera rete territoriale: produzione di idrogeno rinnovabile, utilizzo da parte delle imprese e dei trasporti, ricerca e connessioni con i programmi europei. È su questo terreno che si misurerà nei prossimi anni il ruolo dell’Abruzzo nella nuova geografia europea dell’idrogeno.

Nivem

Nivem

Nivem è una voce che sceglie di lasciare spazio ai fatti. Tra politica, istituzioni e territorio, racconta l’attualità con rigore, sensibilità e la convinzione che comprendere sia il primo passo per informare.