Dalla proposta avanzata all’inizio dell’anno per affrontare le criticità legate al crescente afflusso turistico fino all’avvio dell’iter regionale. Compie un nuovo passo il progetto della funivia trifune 3S destinata a collegare il centro abitato di Roccaraso con il bacino turistico dell’Aremogna, con l’obiettivo di alleggerire il traffico su gomma e migliorare mobilità e sicurezza in uno dei comprensori turistici più frequentati dell’Abruzzo. La Giunta regionale, nella seduta del 31 agosto, su proposta dell’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, ha infatti dato seguito al percorso per la realizzazione dell’infrastruttura. Il provvedimento sarà ora trasmesso alla competente Commissione consiliare per il parere previsto, mentre l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto dovrà essere oggetto di un successivo atto. Un passaggio che riporta al centro dell’attenzione una proposta nata nei primi giorni del 2026, in un momento in cui il tema della gestione dei grandi flussi turistici a Roccaraso era diventato particolarmente evidente. A portare la questione in Consiglio regionale era stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia, con una risoluzione finalizzata al reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione di un impianto a fune di tipo 3S a servizio del Comune di Roccaraso, con la previsione di una sua classificazione nell’ambito del Trasporto pubblico locale. Alla base della proposta c’erano soprattutto i problemi di viabilità e sicurezza determinati dall’aumento delle presenze turistiche. Secondo i dati Istat richiamati nella risoluzione, Roccaraso aveva registrato una crescita dei flussi del 33 per cento, con conseguenze particolarmente evidenti nei fine settimana e nei periodi di maggiore affluenza. Il 22 gennaio arrivò il primo passaggio politico significativo: la Seconda Commissione del Consiglio regionale approvò la risoluzione di Verrecchia per il reperimento dei fondi destinati alla funivia trifune 3S. Il provvedimento raccolse il voto favorevole di maggioranza e opposizione, con le astensioni di Carla Mannetti della Lega ed Erica Alessandrini del Movimento 5 Stelle. Già allora Verrecchia indicava nell’impianto una possibile risposta strutturale a un problema destinato altrimenti a ripresentarsi con l’aumento delle presenze.
«La risoluzione mira a risolvere le gravi criticità di mobilità e sicurezza legate all’aumento dei flussi turistici, che a Roccaraso registrano un incremento del +33%», aveva spiegato il capogruppo di Fratelli d’Italia dopo il voto in Commissione.
Il progetto immaginato prevede un collegamento diretto tra il centro abitato di Roccaraso e il bacino turistico in quota dell’Aremogna, puntando quindi a offrire un’alternativa all’utilizzo dell’automobile per raggiungere l’area sciistica. Una soluzione pensata non soltanto per alleggerire la pressione sulla rete stradale, ma anche per intervenire sul fronte della sicurezza, della sostenibilità ambientale e della qualità complessiva dell’offerta turistica.
«È un’opera strategica e innovativa – aveva sottolineato Verrecchia a gennaio – in linea con gli obiettivi del PNRR e delle politiche di coesione, capace di dare una risposta strutturale a un problema non più rinviabile e di creare nuove opportunità di sviluppo sostenibile per Roccaraso e per tutto l’Alto Sangro». La proposta aveva trovato pochi giorni dopo anche il sostegno di Confcommercio Abruzzo e Federalberghi Abruzzo. Il presidente Giammarco Giovannelli aveva rilanciato la necessità di dotare il comprensorio sciistico dell’Alto Sangro di un nuovo impianto a fune, richiamando le difficoltà provocate dalla congestione della viabilità nei momenti di maggiore afflusso turistico. A distanza di oltre sette mesi dall’approvazione della risoluzione, arriva ora il nuovo passaggio con la decisione della Giunta regionale.
«La Giunta regionale, su proposta dell’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, ha dato seguito alla risoluzione che avevo presentato e che era stata approvata dalla Commissione Ambiente e Territorio lo scorso 22 gennaio, avviando l’iter regionale per la realizzazione della funivia 3S Roccaraso-Aremogna», commenta oggi Verrecchia. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia si tratta di «un passaggio importante e concreto per un’opera strategica per la mobilità, la sicurezza e lo sviluppo dell’Alto Sangro». Verrecchia ringrazia quindi l’assessore D’Annuntiis «per aver avviato l’iter amministrativo necessario», tornando sulle ragioni che avevano portato alla presentazione della risoluzione: «Avevamo evidenziato già a gennaio la necessità di individuare una soluzione strutturale alle criticità determinate dall’aumento dei flussi turistici, che a Roccaraso hanno registrato una crescita del 33 per cento secondo i dati Istat». Il nodo centrale resta quello del collegamento tra il paese e l’Aremogna.
«La funivia 3S – aggiunge Verrecchia – potrà collegare il centro abitato con il bacino turistico dell’Aremogna, riducendo il traffico su gomma e migliorando sicurezza, sostenibilità e qualità della mobilità. È un’infrastruttura che guarda al futuro e che può rappresentare un’importante opportunità di sviluppo per l’intera area».
Il percorso, tuttavia, non è ancora concluso. L’atto approvato dalla Giunta rappresenta l’avvio dell’iter regionale e non l’autorizzazione definitiva alla realizzazione dell’impianto. Il provvedimento dovrà ora essere sottoposto alla Commissione consiliare competente per il relativo parere. Solo successivamente potrà essere adottato un ulteriore atto per autorizzare la costruzione e l’esercizio della funivia. La delibera approvata il 31 agosto, inoltre, non comporta oneri a carico del bilancio regionale. Si apre dunque una nuova fase per un progetto che, partito dalla risoluzione presentata nei primi giorni dell’anno e passata in Commissione il 22 gennaio, entra ora nel percorso amministrativo regionale.
«Questo – conclude Verrecchia – è il risultato di un percorso che abbiamo avviato con determinazione. Continueremo a seguire l’iter affinché si possa procedere rapidamente alla realizzazione di un’opera attesa e strategica per il nostro territorio».
