Dalla Carta Tipologico-Forestale realizzata oltre quindici anni fa alla costruzione di un vero Inventario Forestale Regionale. L’Abruzzo compie un nuovo passo nella conoscenza e nella gestione del proprio patrimonio boschivo e silvo-pastorale, che rappresenta una componente rilevante del territorio regionale e una risorsa sempre più centrale nelle politiche ambientali, di prevenzione e di adattamento ai cambiamenti climatici. La Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente, ha approvato l’accordo tra Regione Abruzzo e CREA Foreste e Legno per IFRA-2, finalizzato alla prima realizzazione dell’Inventario Forestale Regionale dell’Abruzzo. L’accordo prevede un investimento complessivo di 237.600 euro distribuito su tre annualità: 48mila euro nel 2026, 120mila nel 2027 e 69.600 euro nel 2028. Ma il percorso che conduce al nuovo strumento parte da lontano. Già nei primi anni Duemila la Regione aveva avviato un lavoro di classificazione e conoscenza delle proprie superfici forestali. Una prima approssimazione delle tipologie risale al 2001, mentre alla fine del 2009 venne pubblicata la Carta Tipologico-Forestale della Regione Abruzzo. Si trattò di un passaggio importante: boschi e arbusteti furono classificati attraverso informazioni più dettagliate sulle caratteristiche del patrimonio forestale, creando una base cartografica utile per la conoscenza e la pianificazione del territorio. Quella fotografia, tuttavia, non coincide con un Inventario Forestale Regionale vero e proprio.
Il passaggio successivo arriva nel 2014 con la legge regionale numero 3, la normativa organica in materia di tutela e valorizzazione delle foreste, dei pascoli e del patrimonio arboreo abruzzese. L’articolo 16 della legge affida espressamente alla Regione il compito di realizzare e aggiornare sia la Carta dei tipi forestali sia l’Inventario Forestale Regionale, con l’obiettivo di conoscere e controllare nel tempo le risorse forestali. La stessa normativa stabilisce un principio importante: l’Inventario deve avere carattere permanente ed essere sottoposto ad aggiornamenti periodici, secondo standard coerenti con quelli nazionali ed europei. A distanza di dodici anni dall’approvazione della legge, l’accordo con il CREA Foreste e Legno apre ora la strada alla prima concreta realizzazione dello strumento. L’importanza dell’operazione emerge anche guardando alle dimensioni del patrimonio da censire. Secondo i dati dell’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio riferiti al 2015 e utilizzati dalla stessa Regione nella propria pianificazione antincendio, le superfici forestali abruzzesi superano i 470mila ettari. Considerando che l’intero territorio regionale si estende per poco meno di 1,08 milioni di ettari, l’indice di boscosità dell’Abruzzo supera il 40 per cento.
La distribuzione, inoltre, non è omogenea. Oltre la metà della superficie forestale regionale, circa il 56 per cento, si trova in provincia dell’Aquila. Seguono Chieti con circa il 18 per cento, Teramo con il 16 e Pescara con il 10 per cento. Una realtà estremamente articolata anche dal punto di vista ambientale: dalla costa alla montagna sono presenti più di trenta differenti tipologie forestali, con faggete, querceti, cerrete, leccete, formazioni ripariali, arbusteti e rimboschimenti. È su questo patrimonio che dovrà intervenire il nuovo Inventario Forestale Regionale. L’obiettivo non sarà semplicemente stabilire “quanti boschi” ci sono in Abruzzo, ma raccogliere informazioni più approfondite sulla loro consistenza e sulle loro caratteristiche, costruendo una base di dati utilizzabile per programmare gli interventi e seguire nel tempo l’evoluzione delle superfici forestali e silvo-pastorali.
La scelta del CREA Foreste e Legno inserisce inoltre il progetto abruzzese in un quadro scientifico nazionale. L’ente è impegnato da decenni nelle attività tecniche e scientifiche legate agli inventari forestali italiani e ha realizzato, su mandato del Ministero dell’Agricoltura, anche la Carta Forestale d’Italia 2020. Proprio a livello nazionale il sistema di conoscenza delle foreste sta entrando in una nuova fase. Dal 2025 è stato infatti avviato il nuovo Inventario Forestale Nazionale Italiano, impostato secondo un modello continuo e permanente che permette di aggiornare progressivamente rilievi e statistiche. L’Abruzzo punta ora a dotarsi di uno strumento regionale capace di affiancare e approfondire questo patrimonio informativo su una scala territoriale più dettagliata. La disponibilità di dati aggiornati può assumere un ruolo importante anche rispetto alle nuove sfide che interessano i boschi: dalla prevenzione degli incendi alla gestione sostenibile, dalla tutela della biodiversità alla capacità delle foreste di assorbire carbonio, fino alla pianificazione degli interventi nelle aree interne e montane. Il nuovo Inventario potrà inoltre offrire una base conoscitiva più aggiornata rispetto agli strumenti cartografici regionali realizzati negli anni passati, consentendo di valutare come il patrimonio forestale sia cambiato nel tempo. L’accordo approvato dalla Giunta segna quindi il passaggio dalla previsione normativa alla realizzazione dello strumento: dalla Carta Tipologico-Forestale del 2009 alla legge regionale del 2014, fino al progetto IFRA-2 affidato oggi alla collaborazione tra Regione e CREA.
Un percorso che punta a trasformare la conoscenza del patrimonio forestale in uno strumento permanente di programmazione e tutela. Per una regione nella quale oltre quattro ettari su dieci sono interessati da superfici forestali, conoscere con maggiore precisione consistenza, caratteristiche ed evoluzione dei boschi significa disporre di una base essenziale per decidere come proteggerli e gestirli negli anni a venire.
