👁 146 visualizzazioni

Il Guerriero di Capestrano, la transumanza, le eccellenze delle terre alte e il rilancio del Castello Piccolomini come polo culturale regionale sono al centro dell’iniziativa “Il Guerriero – La storia riapre le porte”, promossa a Capestrano dalla Regione Abruzzo e dal Consiglio regionale.

Restituire centralità a uno dei luoghi simbolo dell’Abruzzo interno e, attraverso la sua storia, raccontare un territorio che intreccia patrimonio archeologico, tradizioni, produzioni di qualità e cultura. È questo l’obiettivo de “Il Guerriero – La storia riapre le porte”, l’evento organizzato a Capestrano con una giornata interamente dedicata alle diverse anime del territorio.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Consiglio regionale dell’Abruzzo, attraverso la Fondazione Crea, e l’assessorato regionale alla Cultura e si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione dell’identità abruzzese, con particolare attenzione alla transumanza e alla storia medievale della regione.

Al centro del progetto c’è innanzitutto il Castello Piccolomini, destinato a diventare sempre più un punto di riferimento per iniziative culturali, incontri e manifestazioni di respiro regionale.

A sottolinearne le potenzialità è stato l’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo, che ha indicato nell’iniziativa un passaggio importante per il definitivo rilancio del Castello quale polo culturale e convegnistico. L’intervento di riqualificazione ha infatti restituito alla collettività un monumento di grande valore storico e architettonico, con l’obiettivo di trasformarlo anche in uno strumento di attrazione per il turismo culturale nelle aree interne.

Un progetto che lega passato e futuro e che trova nel Guerriero di Capestrano, uno dei più celebri simboli dell’archeologia abruzzese, il proprio elemento identitario.

Tre le direttrici individuate dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri: la valorizzazione dell’enogastronomia e della viticoltura di quota, il racconto storico e culturale del Guerriero e la musica. L’obiettivo è fare del Castello un centro capace di ospitare stabilmente attività culturali di rilievo regionale, seguendo un percorso già avviato per altri grandi luoghi del patrimonio abruzzese, come la Fortezza di Civitella del Tronto.

La giornata si è aperta alle 12 con “I sapori del Guerriero”, dedicato alle produzioni e alle eccellenze del territorio. Nel pomeriggio l’appuntamento “Custodi delle terre alte” ha portato al centro del confronto sostenibilità, territorio e vini d’altura, con la partecipazione, tra gli altri, del presidente Sospiri, degli assessori Roberto Santangelo ed Emanuele Imprudente, degli chef Marcello Spadone, de La Bandiera, e Giuseppe Tinari, di Villa Maiella, e dell’imprenditore vitivinicolo Domenico Pasetti.

Spazio poi alla storia con l’intervento del soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Massimo Sericola, dedicato al Guerriero di Capestrano e al patrimonio archeologico legato a una delle testimonianze più conosciute dell’Abruzzo antico.

A chiudere la giornata, il Castello Piccolomini ha fatto da scenario alla “Notte della Stella di Franco Marulli”, con performance artistiche ispirate alle atmosfere e alla memoria della transumanza.

L’iniziativa punta così a costruire intorno a Capestrano un progetto che vada oltre il singolo evento: il Castello come luogo vivo della cultura abruzzese e il Guerriero come simbolo attraverso il quale raccontare storia, identità e territorio, mettendo in relazione patrimonio culturale, produzioni locali e nuove opportunità di sviluppo turistico per le aree interne.

Nivem

Nivem

Nivem è una voce che sceglie di lasciare spazio ai fatti. Tra politica, istituzioni e territorio, racconta l’attualità con rigore, sensibilità e la convinzione che comprendere sia il primo passo per informare.