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Alta tensione a Palazzo San Francesco per la prolungata chiusura del canile comunale di Noce Mattei. Nonostante il reperimento di tutte le autorizzazioni e la conclusione dei lavori, la struttura risulta inspiegabilmente chiusa. Sul punto sarà interpellato il prefetto Vito Cusumano. Per questo il comitato spontaneo ha organizzato la protesta. Dopo il ritrovo in piazza XX Settembre, gli animalisti si sono sposati nella sede comunale dove ne è scaturito un faccia a faccia tra la promotrice del sit in e gli uomini della squadra anticrimine del commissariato di polizia. Nella richiesta inoltrata al questore Fabrizio Mancini, era stato annunciato un sit-in statico e non un corteo di protesta. Per questo la donna è stata deferita all’autorità giudiziaria. Resta il problema del destino del canile comunale. Nonostante la documentazione sia in regola, la riapertura non è ancora avvenuta. La giustificazione sollevata dall’amministrazione – secondo cui una parte dei cani si trova attualmente a Ortona in buone condizioni – non basta a placare gli animi. Per i volontari, gli animali devono tornare sul proprio territorio, in una struttura comunale che è finalmente pronta a ospitarli. La manifestazione è l’apice di una lunga battaglia portata avanti in prima linea da Daniela Colaberardino, attivista che da due anni si batte senza sosta per le sorti del canile sulmonese. Un impegno concreto che l’ha vista riuscire a sottrarre dal canile di Collelongo 18 cani – originariamenteu provenienti proprio da Sulmona – e di cui si occupa quotidianamente a proprie spese e con dedizione assoluta. Gli esponenti del comitato sono stati ricevuti dal sindaco Luca Tirabassi. Qui è proseguito il faccia a faccia anche con scontri verbali. “Mancano alcune verifiche. Noi riapriremo il Comune solo dopo che sarà bandita una gara pubblica”- ha detto a chiare lettere il primo cittadino Tirabassi. Il comitato, di parere contrario, annuncia invece il ricorso al prefetto

Doràn

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Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.