Assolti con la formula “il fatto non sussiste” Silvia Benigni, Sabrina Benigni e Antonio Pellizzotti, finiti a processo per la realizzazione della centrale idroelettrica di Bugnara. La sentenza è stata pronunciata dal giudice del tribunale di Sulmona, Concetta Buccini.
I tre imputati, tecnici legati alla ditta esecutrice, alla direzione dei lavori e titolari dell’impianto, erano stati sottoposti all’attenzione della magistratura per presunti interventi edilizi eseguiti, tra il 2020 e il 2021, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale.
Secondo l’accusa, avrebbero realizzato, in concorso tra loro, un impianto composto da una centrale di produzione, un ponte tubo e un’opera di presa, in assenza dell’autorizzazione unica, ritenuta inefficace per il mancato rispetto dei termini di inizio dei lavori.
Agli imputati veniva inoltre contestato di aver realizzato, in variante rispetto al progetto approvato dalla Regione, la condotta di adduzione delle acque derivate con parametri difformi da quelli previsti nei progetti autorizzati e nel provvedimento regionale. Tali interventi, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbero modificato la morfologia del territorio.
Nel corso del dibattimento, tuttavia, le accuse non hanno trovato riscontri documentali sufficienti. Da qui la decisione del giudice di assolvere tutti gli imputati perché, appunto, “il fatto non sussiste”.


