Il deputato leghista dopo la nomina all’Autorità garante concorrenza e mercato dovrà dimettersi dalla Camera, PSI: «nessuna scelta calata dall’alto» per la scelta del candidato del centrosinistra.

 

Politica nella provincia di Chieti sospesa tra attese di un importante turno di elezioni amministrative l’anno prossimo e le elezioni politiche.

Nella prossima primavera epicentro elettorale sarà il vastese, torneranno alle urne i cittadini di Vasto, San Salvo, Casalbordino e altri comuni.

Tante le febbrili consultazioni, gli incontri e gli scontri all’interno di centrodestra e centrosinistra (a cui si aggiunge l’incognita 5Stelle) per la designazione dei candidati a sindaco. Pubblicamente tutti i partiti affermano di voler lavorare prima ai programmi, a visioni politiche, a progetti politici e poi puntare a scegliere il candidato sindaco. Ma nella realtà, al di là delle dichiarazioni di rito, la partita è solo quella, tra ambizioni di alcuni, rivendicazioni di giusti meriti da altri, valutazioni dei pesi elettorali e le solite schermaglie tipiche dei partiti dalla notte dei tempi.

La legislatura avrà la naturale conclusione nell’autunno dell’anno prossimo. Però l’incognita di una possibile chiusura anticipata, con le elezioni che si terranno nella primavera (election day con le amministrative?) alcuni rumors dai palazzi romani, la pongono sul tavolo.

Su tutto questo in provincia di Chieti è piombata la nomina del deputato leghista Alberto Bagnai all’Autorità garante della concorrenza e dei mercati. Incarico incompatibile con lo scranno a Montecitorio. Bagnai dovrà quindi dimettersi.

Prima incertezza che si aggiunge alle pregresse: Bagnai dovrebbe dimettersi entro ottobre perché si svolgano le elezioni suppletive per designare il suo successore fino alla scadenza della legislatura. Nel momento in cui il seggio diventerà vacante, se le dimissioni arriveranno in tempo utile, scatterà la corsa alle candidature.

Il Movimento 5Stelle è per ora alla finestra, dopo le dimissioni del deputato leghista dovrebbe effettuare le sue valutazioni. Candidato unitario con il centrosinistra o correranno da soli? Campo largo o campi separati con Pd e Avs? È un dilemma che si porta dietro il peso non solo di un seggio ma di tutte partite locali.

Silvio Paolucci probabilmente sarà della partita e sarà il candidato del Partito Democratico. In caso di elezione a Roma si potrebbe scatenare un effetto domino sulle future amministrative, lo spostamento cambierebbe lo scenario.

«Nessuna decisione calata dall’alto. Il peso elettorale va rispettato, ma la coalizione si costruisce con il coinvolgimento di tutti. La scelta di oggi guarda anche alle Politiche del 2027. Potrebbe sembrare prematuro parlare oggi delle possibili elezioni suppletive, ma se vogliamo davvero costruire le condizioni per vincere è questo il momento di mettere alcuni punti fermi, il primo è molto semplice: per battere la destra bisogna andare tutti insieme» hanno dichiarato gli esponenti della provincia di Chieti del Partito Socialista.

«Serve una coalizione larga, plurale e credibile, capace di unire tutte le forze politiche e civiche alternative alla destra. Ma l’unità non può essere soltanto dichiarata: deve tradursi in un metodo realmente condiviso, a partire dalla scelta del candidato – si legge in una nota dei socialisti – Il peso politico ed elettorale delle diverse forze deve essere certamente rispettato, ma non può valere la logica secondo cui i partiti più grandi decidono e gli altri si adeguano. Una coalizione è forte se tutti contribuiscono a costruirla e se le decisioni fondamentali vengono assunte insieme. Per questo diciamo con chiarezza: nessuna candidatura precostituita, nessuna fuga in avanti e nessuna decisione calata dall’alto. Prima ci si siede intorno a un tavolo, si costruisce il progetto politico e poi, insieme, si individua la persona migliore per rappresentarlo. Anche perché non stiamo parlando soltanto di un’eventuale elezione suppletiva. È molto probabile che il candidato individuato oggi possa diventare anche il naturale candidato del collegio alle elezioni politiche del 2027, e quindi la persona chiamata potenzialmente a rappresentare questo territorio in Parlamento per i successivi cinque anni. La scelta, dunque, deve essere all’altezza di questa prospettiva: autorevole, radicata nel territorio, credibile e soprattutto ampiamente condivisa. Il PSI farà fino in fondo la propria parte per costruire l’unità. Unità significa rispetto reciproco e responsabilità comune, nel rispetto del peso politico ed elettorale di ciascuna forza, ma anche della dignità e del ruolo di tutte le componenti della coalizione. Non ci interessa alimentare il “totonomi”. Ci interessa costruire le condizioni per vincere. Il messaggio che rivolgiamo a tutte le forze alternative alla destra è quindi chiaro: sediamoci intorno a un tavolo, costruiamo insieme la coalizione e scegliamo insieme il candidato. Perché uniti si vince. E la vittoria del 2027 si comincia a costruire oggi».

Non si hanno ancora notizie di possibili candidati nel centro-destra, su cui incombe l’incognita Vannacci. Ma la scelta già da ora si preannuncia foriera di possibili cambi nell’assetto politico e, alle prossime amministrative, un successo o un insuccesso potrebbero stravolgere o consolidare posizioni politiche.

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali e sociali. Collaboratore BuongiornoAbruzzo.it e Il Messaggero Abruzzo e altri siti web d'informazione, vicedirettore WordNews.it. In passato collaboratore tra gli altri di Adista e PrimaDaNoi. Alcuni articoli su storia, cultura e valorizzazione del territorio sono stati pubblicati dal mensile VastoDomani