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di Alessandro Angelone.
Fano Adriano e Pietracamela, due Comuni di montagna soci di MO.TE., la società pubblica dei rifiuti dell’area teramana, hanno deciso di non aspettare più. Affideranno la raccolta con una gara europea bandita il 15 ottobre da Agir, l’agenzia regionale per i rifiuti: 1,11 milioni di euro per cinque anni. Il 23 ottobre Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno accusato i due Comuni di indebolire il gestore pubblico unico che si sta costruendo attorno a Teramo Ambiente. Il giorno dopo Fano Adriano ha risposto punto per punto. A Sulmona, invece, la gara dei rifiuti decisa un anno fa non è mai partita.

Gara rifiuti Sulmona: camion della raccolta in una via di montagna in Abruzzo

Sembra una lite tra un sindacato e due paesi da poche centinaia di abitanti. In realtà dentro c’è tutta la questione dei rifiuti in Abruzzo. Ci sono società pubbliche in crisi, Comuni piccoli che pagano, un ambito regionale che decide sulla carta ma non sempre nei fatti. È la stessa storia che abbiamo raccontato per Cogesa, e della gara dei rifiuti che Sulmona ha deciso ma non ha mai bandito.

Due società, un progetto lungo

MO.TE., Montagne Teramane e Ambiente, è una S.p.A. interamente pubblica con 21 Comuni soci, da Teramo a Valle Castellana. Nell’agosto 2025 ha chiesto al Tribunale di Teramo di accedere al concordato preventivo. Il giorno dopo ha ottenuto le misure che bloccano le azioni dei creditori. Teramo Ambiente (TE.AM.) è la società dei rifiuti del capoluogo. Nel 2021 il Comune di Teramo ha comprato le azioni del socio privato per trasformare Teramo Ambiente in una società in house. Vuol dire interamente pubblica e controllata dai Comuni come un loro ufficio. Oggi Teramo ne possiede il 98%, MO.TE. il restante 2%.

A giugno 2023 le assemblee delle due società hanno avviato il progetto di unirle in un solo gestore per l’area teramana. È un progetto in linea con il modello di Agir. Il 7 agosto 2025 MO.TE. ha poi affittato la propria azienda a Teramo Ambiente. Dal 1° ottobre 2025 è Teramo Ambiente a gestire il servizio nei Comuni soci alle stesse condizioni economiche. Secondo i sindacati l’affitto è stato prorogato fino a settembre 2027. Il gestore unico, insomma, esiste di fatto ma non ancora di diritto.

Per Fano Adriano e Pietracamela, però, c’è un problema in più. Il loro contratto era con MO.TE., non con Teramo Ambiente, e scadeva il 31 dicembre 2025. Così dal 1° ottobre 2025 il servizio va avanti con ordinanze «contingibili e urgenti» dei sindaci: a Fano Adriano ne risultano già tre. È uno strumento pensato per le emergenze, non per gestire i rifiuti per un anno. Ed è da qui che i due Comuni sono partiti per scegliere un’altra strada.

Chi decide come si gestiscono i rifiuti

Il punto di partenza è una regola che spesso si dimentica. Nei rifiuti urbani non decide il singolo Comune. Come organizzare il servizio, con quale forma di gestione e a chi affidarlo lo decide solo l’ente di governo dell’ambito. I Comuni vi partecipano per legge (art. 3-bis, comma 1-bis, del d.l. 138/2011). In Abruzzo questo ente è Agir.

Per questo la scelta di Fano Adriano e Pietracamela passa da Agir, che bandisce la gara come centrale di committenza. Negli atti la chiamano gara «ponte»: serve a coprire l’attesa dell’affidamento d’ambito. Il contratto si potrà sciogliere senza costi quando Agir affiderà il servizio per l’intero territorio. Formalmente, quindi, non è uno «sfilamento» fuori dalle regole. La stessa norma nazionale, però, dice anche perché esistono gli ambiti: servono a garantire economie di scala, cioè costi più bassi grazie alle dimensioni. Una gara per due Comuni montani, che escono dal perimetro di Teramo Ambiente, va nella direzione opposta. Chi la bandisce deve spiegare perché, in questo caso, conviene lo stesso.

La legge sui servizi pubblici locali chiede proprio questo. Prima di affidare un servizio, l’ente deve confrontare le alternative su costi, qualità e conti pubblici, e anche i risultati della gestione precedente. Poi deve scriverlo in una relazione da approvare prima della gara (art. 14 del d.lgs. 201/2022). Vale anche al contrario: chi sceglie la società in house deve spiegare con una «qualificata motivazione» perché non va sul mercato. Deve anche allegare un piano economico asseverato (art. 17). Alla legge non interessa se il gestore è pubblico o privato. Le interessa che la scelta sia dimostrata con i numeri.

Teramo Ambiente e la gara: i numeri ci sono, il confronto no

I sindacati sostengono che il progetto dei due Comuni costerà circa 40 mila euro in più di quanto si paga oggi a Teramo Ambiente, con il rischio di aumenti della Tari. Fano Adriano risponde che il costo tiene conto di prezzi di mercato aggiornati, del gasolio e di servizi migliori, e che il piano economico è «certo, sostenibile e trasparente».

I numeri, in realtà, sono pubblici. Stanno nella relazione e nel piano economico approvati dai due Consigli comunali, il 29 luglio a Pietracamela e il 5 agosto a Fano Adriano. Sono allegati alle delibere sui siti dei Comuni. Oggi il servizio di Teramo Ambiente costa ai due Comuni 178.959 euro l’anno, Iva esclusa. Il progetto messo a gara ne costa 222.000: 43 mila euro in più, cioè il 24%. Pietracamela passa da 98.808 a 122.572 euro, Fano Adriano da 80.151 a 99.428. La stima dei sindacati, quindi, era giusta.

Su cinque anni la base d’asta vale 1,11 milioni di euro. Con l’Iva, gli incentivi tecnici, la commissione e le spese di gara, il conto complessivo per i due Comuni arriva a 1,27 milioni. Come scrive Agir nella determina, la spesa grava sui loro bilanci, e quindi, attraverso la Tari, sui cittadini.

Teramo Ambiente costa meno: perché pagare di più?

La relazione spiega l’aumento con i nuovi obblighi di qualità fissati da Arera, l’autorità nazionale del settore. Pesa anche l’obiettivo di riportare la raccolta differenziata al 66%. Negli ultimi anni, infatti, è scesa: a Pietracamela dal 66% del 2021 al 50% del 2024, a Fano Adriano dal 73% del 2022 al 54%. Pagare di più per un servizio migliore, dunque, può essere una scelta legittima.

Quello che manca è il confronto. La relazione scarta la società in house in poche righe, perché i Comuni non avrebbero le strutture per controllarla. E lo fa senza mettere un solo numero accanto a Teramo Ambiente. Poi conclude che la gara garantisce «il contenimento dei costi», mentre la sua stessa tabella segna più 24%. Perfino il costo per abitante cambia da una versione all’altra: 98,31 euro nella relazione approvata da Fano Adriano, 189,95 euro nel progetto esecutivo. La legge chiede un confronto dimostrato con i numeri. Qui i numeri ci sono, ma il confronto no.

Gara dei rifiuti a Sulmona: il caso Cogesa

Il paragone più utile, però, sta dall’altra parte del Gran Sasso. Sulmona è il socio principale di Cogesa, la società pubblica dei rifiuti del Centro Abruzzo, che ha chiuso il 2025 con una perdita da 1,4 milioni. La convenzione con cui il Comune le aveva affidato il servizio è scaduta il 31 dicembre 2024. Il 22 settembre 2025 il Consiglio comunale di Sulmona ha approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta ad avviare la gara dei rifiuti. Tre giorni dopo la Giunta lo ha tradotto nella delibera n. 82. Gli uffici dovevano preparare tutta la documentazione, e un gruppo di lavoro coordinato dal segretario generale doveva scrivere proprio la relazione comparativa dell’art. 14.

Il 26 novembre 2025, dopo lo stato di agitazione dei lavoratori Cogesa, il Consiglio è tornato sul tema e ha ribadito l’indirizzo. Ha impegnato sindaco e Giunta a «proseguire con determinazione l’iter per l’indizione e l’espletamento della gara pubblica» (delibera n. 45). Da allora, tra le delibere e le determine di Sulmona, non ne risulta nessuna che faccia avanzare la gara dei rifiuti. Nessun gruppo di lavoro, nessun incarico di progettazione, nessuna relazione. Gli unici atti sui rifiuti, infatti, sono gli impegni e i pagamenti mensili a Cogesa, che intanto continua a gestire il servizio in proroga.

Rifiuti a Sulmona, la gara e il limite del 31 dicembre 2026

La proroga, però, ha un limite, e a Sulmona rende la gara dei rifiuti ancora più urgente. La convenzione obbliga Cogesa a garantire il servizio dopo la scadenza «per almeno 12 mesi e comunque massimo 24». Contati dal 31 dicembre 2024, ventiquattro mesi portano al 31 dicembre 2026, cioè tra poco più di due mesi. Fano Adriano e Pietracamela, meno di cinquecento abitanti in tutto, hanno impiegato nove mesi dall’incarico di progettazione alla pubblicazione della gara. Sulmona, in tredici mesi, non ha ancora la relazione che dovrebbe dire se per i rifiuti conviene la gara o Cogesa. Qualunque sia la scelta, va scritta e dimostrata con i numeri. Altrimenti a decidere sarà il calendario.

Per onestà: le ragioni dei due Comuni

Le ragioni di Fano Adriano non sono pretestuose. Restare legati a una società in concordato, con affidamenti prorogati e un futuro deciso dal Tribunale, è un rischio reale per un Comune piccolo. E Teramo Ambiente, d’altra parte, gestisce il servizio con un affitto pensato come ponte. Se il concordato fallisse, il servizio potrebbe fermarsi da un giorno all’altro. E le perdite delle società pubbliche, prima o poi, tornano nei bilanci dei soci. Un contratto di gara, con una durata e un prezzo certi, offre una tutela che un affitto d’azienda prorogato e un’ordinanza rinnovata ogni sei mesi non danno.

È vero anche che la gara contiene la clausola sociale, cioè l’obbligo per il nuovo gestore di garantire la stabilità del personale. La prevede l’art. 28 del disciplinare tecnico. Su un dettaglio, però, la nota del Comune va corretta. Nel codice degli appalti la clausola sociale non è all’art. 50, che riguarda le procedure sotto soglia, ma all’art. 57 del d.lgs. 36/2023.

Da Teramo Ambiente a Cogesa: cosa rischiano i lavoratori

Fano Adriano richiama anche l’art. 2112 del codice civile. È la norma che nei trasferimenti d’azienda fa passare i dipendenti al nuovo datore di lavoro con tutti i loro diritti. Qui la garanzia è meno solida di quanto sembri. Prendiamo un nuovo appaltatore che subentra con una propria organizzazione e riassorbe il personale grazie alla clausola sociale o al contratto collettivo. In quel caso la legge dice espressamente che non c’è trasferimento d’azienda (art. 29, comma 3, del d.lgs. 276/2003).

In pratica, i lavoratori passano al nuovo gestore grazie alla clausola sociale e al contratto nazionale dell’igiene urbana, non in automatico. A Fano Adriano e Pietracamela, secondo l’elenco trasmesso da MO.TE., si tratta di un autista-operatore ecologico per Comune. A questi si aggiungono sette impiegati amministrativi che dedicano ai due Comuni tra il 2 e il 10% del loro tempo. Il costo del personale messo a gara, però, comprende due operai e nessun amministrativo. La clausola, inoltre, impone di assorbire il personale «prioritariamente», ma in modo «coerente con la propria organizzazione d’impresa». È la critica che i sindacati muovono al bando di Agir. Per due paesi di montagna si parla quindi di pochi addetti.

Se Sulmona facesse davvero la gara dei rifiuti

Proviamo però a spostare lo stesso schema da Teramo Ambiente a Sulmona. Immaginiamo che Sulmona faccia davvero quello che ha deliberato: una gara per la raccolta dei rifiuti, al posto dell’affidamento in house a Cogesa. Con una gara dei rifiuti, gli addetti al servizio di Sulmona passerebbero al vincitore solo attraverso la clausola sociale. Il Consiglio ha chiesto di inserirla, ma il bando di Agir mostra che lascia spazio all’organizzazione dell’impresa. Gli impiegati e chi lavora sui servizi comuni rischierebbero di restare in Cogesa, che avrebbe un cliente in meno da cui farsi pagare.

Cogesa, però, non è una società che può permetterselo. Ha chiuso il 2025 con una perdita di circa 1,44 milioni e un patrimonio netto negativo di circa 3 milioni. Rispetta un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato dal Tribunale di Sulmona nel marzo 2024, e l’amministratore ha già annunciato la composizione negoziata della crisi. Lo hanno scritto a Sulmona, nella seduta del 26 novembre, i consiglieri che chiedevano di sospendere la gara dei rifiuti. Perdere il Comune di Sulmona, «principale socio e committente», rischierebbe di innescare «una reazione a catena» negli altri Comuni soci. È lo stesso effetto domino che i sindacati temono per MO.TE. e Teramo Ambiente: chi esce smette di pagare, mentre impianti, discarica e costi fissi restano dove sono.

Il condominio di Cogesa

È come lasciare il condominio mentre si sta rifacendo il tetto. Chi esce smette di pagare i lavori, ma il tetto va finito lo stesso, e la quota la pagano gli altri. Con una differenza: a Fano Adriano e Pietracamela escono due inquilini dell’ultimo piano, a Sulmona uscirebbe il proprietario dell’appartamento più grande.

Non è un argomento per vietare la gara dei rifiuti a Sulmona. È un argomento per farla sul serio. Serve una relazione che metta i numeri di Cogesa accanto a quelli del mercato, e un piano per i lavoratori scritto prima e non dopo. Serve anche una decisione sulla partecipazione in Cogesa presa insieme a quella sul servizio. Esattamente quello che a Sulmona, dopo tredici mesi di gara dei rifiuti annunciata, ancora non c’è.

Gara dei rifiuti, da Teramo a Sulmona: le domande che restano

Ai Consigli comunali di Fano Adriano e Pietracamela: restate soci di MO.TE.? Se non ne userete più i servizi, la partecipazione andrà valutata nella revisione annuale delle società, da approvare entro il 31 dicembre (art. 20 del d.lgs. 175/2016). Perché la relazione non confronta la gara con Teramo Ambiente, numeri alla mano? E chi pagherà i 43 mila euro l’anno in più, e di quanto salirà la Tari?

Sulmona, i rifiuti e la tempestività di una gara mai nata

Al Comune di Sulmona le domande sono di altro genere. Il 26 novembre 2025 la maggioranza di Sulmona ha voluto mettere a verbale la propria «ferma volontà di procedere con la gara pubblica» sui rifiuti. Ha anche rivendicato che gli atti di settembre erano stati presi in tempo, «assicurando così la legittimità e la tempestività della procedura di proroga tecnica». Tredici mesi dopo bisogna riconoscerlo: la proroga è stata davvero tempestiva. È la gara dei rifiuti che a Sulmona non si è vista.

Prima di tutto: il gruppo di lavoro che doveva scrivere la relazione comparativa è mai stato costituito? Se sì, con quale atto, e quante volte si è riunito? Inoltre, esiste almeno una bozza della relazione, o un incarico per redigerla? Il «tavolo permanente» con i sindacati, che il Consiglio ha chiesto di istituire nella stessa seduta, è mai stato convocato? E soprattutto: che cosa succede dal 1° gennaio 2027, quando finiscono i ventiquattro mesi di prosecuzione previsti dalla convenzione con Cogesa? Un’altra proroga, un’ordinanza come a Fano Adriano, oppure un rinnovo in house deciso all’ultimo minuto, senza la relazione che la legge chiede per l’una e per l’altra scelta?

E chi difende l’in house?

C’è anche una domanda per chi difende l’in house. Nell’ordine del giorno di settembre la stessa maggioranza ricordava le «gravi criticità» accertate due volte dalla Corte dei conti. Ricordava anche la mancata parifica dei debiti e dei crediti con Cogesa e le fatture contestate. Se a Sulmona la scelta finale sarà restare con Cogesa, quei problemi sono stati risolti, o rinviati insieme alla gara dei rifiuti?

A Fano Adriano e Pietracamela si può discutere se la gara convenga più di Teramo Ambiente. A Sulmona, per ora, sulla gara dei rifiuti non c’è nulla da discutere. C’è un indirizzo approvato due volte e nessun atto per attuarlo. Una decisione che resta sulla carta per tredici mesi non è una decisione. È un rinvio con la delibera allegata.

Fonti: Comune di Pietracamela, delibera di Giunta n. 41 del 23/9/2026 e allegati (progetto, elaborato economico, elenco del personale); Comune di Fano Adriano, delibera di Consiglio n. 26 del 5/8/2026 e relazione allegata; Agir, determina n. 607 del 14/10/2026 e documenti di gara; Comune di Sulmona, delibere di Consiglio n. 31 del 22/9/2025 e n. 45 del 26/11/2025, delibera di Giunta n. 82 del 25/9/2025, elenchi di delibere e determine 2025-2026 dell’albo online.

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Alessandro Angelone

Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!