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di Alessandro Angelone.
Minori stranieri a Sulmona: il 16 ottobre il Comune ha pubblicato all’albo la determina n. 2881 del 15 ottobre 2026. Il tema sono i soldi che lo Stato restituisce per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, i ragazzi arrivati in Italia senza un adulto che se ne occupi. Nel 2026 il Comune prevede di spendere 177.210 euro per le loro rette in comunità. Lo Stato gliene rimborserà il 40%.

Minori stranieri Sulmona: uno zaino davanti alla porta di una casa nel centro storico

Fin qui niente di strano, anzi: un atto contabile come se ne fanno a centinaia. Letto da vicino, però, racconta due storie. Una riguarda un’operazione aritmetica che non torna. L’altra riguarda una legge che promette una cosa e ne garantisce un’altra.

Una legge che promette e poi mette le mani avanti

Partiamo dalla norma, perché è lì il nodo vero. L’art. 19, comma 3, del d.lgs. 142/2015 dice che, se mancano posti nelle strutture dedicate, il minore viene accolto dal Comune in cui si trova. Il Comune può poi chiedere il contributo al Fondo nazionale del Ministero dell’Interno.

La frase finale è un piccolo capolavoro. I contributi arrivano «nel limite delle risorse del medesimo Fondo e comunque senza alcuna spesa o onere a carico del Comune». In una riga sola, quindi, la legge dice due cose che non possono stare insieme. Primo: il Comune non deve spendere un euro. Secondo: lo Stato paga finché ci sono soldi nel Fondo.

È come l’amico che al ristorante annuncia «offro io», e aggiunge sottovoce «fin dove arriva il portafoglio». Quando il portafoglio si svuota, il conto lo paga chi è seduto al tavolo.

E infatti il portafoglio si è svuotato. Lo ammette lo stesso Viminale nella circolare n. 23156 del 28 maggio 2025: nel 2023 e nel 2024 le richieste dei Comuni sono state «di gran lunga superiori» alle risorse del Fondo. La soluzione è un riparto trimestrale. Il Fondo dell’anno viene diviso in quattro quote, e ogni quota va ai Comuni in proporzione a quanto hanno chiesto, «fino ad esaurimento delle risorse». In pratica, ciascuno riceve la stessa percentuale di quanto ha speso. Nel 2026, per i minori stranieri accolti a Sulmona, quella percentuale è il 40%. Il resto, circa 106.000 euro su 177.000, resta sul bilancio comunale. Cioè proprio l’«onere a carico del Comune» che la legge escludeva. Una circolare, del resto, non può cambiare una legge: può solo prendere atto che i soldi non bastano.

Minori stranieri a Sulmona: i conti della determina

Veniamo ai numeri. La Prefettura dell’Aquila ha comunicato due rimborsi:

  • 16.164 euro per il primo trimestre, su 40.410 euro di spesa;
  • 20.064 euro per il secondo trimestre, su 50.160 euro di spesa.

A queste due somme il Comune aggiunge una stima: 34.656 euro per il secondo semestre, cioè il 40% della spesa che resta da sostenere. Fin qui i numeri tornano: 16.164 più 20.064 più 34.656 fa 70.884 euro.

Il punto 2 del dispositivo, però, accerta un totale di 105.760,80 euro. Mancano all’appello 34.876,80 euro, che nel testo non compaiono da nessuna parte. Non sono il secondo semestre, né il 40% di qualcosa. Sono semplicemente lì. Probabilmente si tratta di un refuso o di un numero rimasto da un altro atto. Ma in contabilità pubblica il totale non è un dettaglio: è l’importo che finisce in bilancio.

Accertare il futuro è vietato (lo dice la legge citata)

C’è poi la stima dei 34.656 euro. La determina la definisce, con onestà, «presunto accertamento». Due righe sopra, però, afferma che esiste «un idoneo titolo giuridico perfezionato».

L’espressione viene dall’art. 179 del Testo unico degli enti locali, lo stesso che la determina cita. Ma quell’articolo, al comma 3-bis, dice anche un’altra cosa, senza giri di parole: «È vietato l’accertamento attuale di entrate future». Sui minori stranieri accolti a Sulmona nel secondo semestre, invece, la Prefettura non ha ancora comunicato nulla. Inoltre, con il riparto proporzionale la percentuale cambia ogni trimestre: il 40% di oggi potrebbe essere il 30% di domani.

In una famiglia sarebbe come mettere nel bilancio di casa la tredicesima dell’anno prossimo, calcolata sullo stipendio di quest’anno e sperando che il datore di lavoro non tagli.

Gli altri inciampi, in ordine sparso

Per completezza, qualche dettaglio meno grave ma rivelatore:

  • per fondare l’obbligo di accoglienza la determina cita l’art. 3 del d.lgs. 142/2015. Quell’articolo, però, parla dell’opuscolo informativo da consegnare a chi chiede asilo. La norma giusta è l’art. 19;
  • il punto 4 richiama l’art. 183, comma 8, del TUEL e il «programma dei pagamenti». Quella norma riguarda chi impegna una spesa, non chi registra un’entrata. È un paragrafo arrivato, verosimilmente, da un modello per le spese;
  • la legge che ha convertito il decreto sul Fondo è citata come «Legge 7 agosto 2012», senza numero. Era la n. 135.

Per onestà

Il Comune non ha colpe per il taglio. Il 40% è deciso a Roma, e Sulmona è uno dei tanti Comuni che anticipano soldi propri per i minori stranieri, un compito che la legge assegna allo Stato. I due rimborsi già comunicati, 36.228 euro, sono accertati correttamente e sono in arrivo. Inoltre, mettere in bilancio una previsione per il secondo semestre nasce da una preoccupazione comprensibile: sapere in anticipo quanto mancherà. Solo che quella previsione va tenuta nelle stime di bilancio, non accertata.

Non è nemmeno la prima volta che a Sulmona un costo esce dalla porta e rientra dalla finestra: anche nel contratto per il trasporto urbano con TUA le eventuali perdite restano al Comune.

Dietro quei 177.000 euro, poi, ci sono i minori stranieri che Sulmona ospita: ragazzi che dormono in una comunità invece che in strada. Il Comune li ha accolti, come doveva. Un Comune di provincia che lo fa senza avere ancora la certezza dei rimborsi merita rispetto. Proprio per questo i conti andrebbero scritti con più cura, perché sono la prova che quell’impegno costa e che qualcuno dovrebbe rimborsarlo davvero.

Minori stranieri a Sulmona: le domande che restano

La determina verrà rettificata nel totale, prima che il numero sbagliato si trascini nel rendiconto 2026? I revisori dei conti hanno visto l’accertamento della quota presunta? E soprattutto: Sulmona, magari insieme all’ANCI, chiederà al Ministero la differenza tra il 40% ricevuto per i minori stranieri e quel «senza alcuna spesa o onere» scritto nella legge?

Le prime due risposte si leggeranno nel rendiconto e nella relazione dei revisori. La terza, invece, dipende da quanto i Comuni vorranno prendere sul serio una frase che lo Stato, per ora, ha preso alla leggera.

Chi vuole fare qualcosa di concreto per questi ragazzi può intanto diventare tutore volontario: la Regione ne cerca periodicamente di nuovi.

Chi vuole verificare i numeri può scaricare qui il testo integrale della determina (PDF, 172 KB).

Fonti: determinazione del Comune di Sulmona n. 2881 del 15/10/2026 (Albo pretorio); d.lgs. 142/2015, art. 19; d.lgs. 267/2000, artt. 179 e 183; l. 190/2014, art. 1, c. 181; d.l. 95/2012, art. 23, c. 11; circolare del Ministero dell’Interno n. 23156 del 28/05/2025.

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Alessandro Angelone

Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!