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di Alessandro Angelone.
Il 9 ottobre la Giunta regionale, riunita in seduta straordinaria, ha dato il via libera ad Abruzzo Sport & Benessere S.p.A., una società interamente pubblica. Il primo compito sarà gestire Le Naiadi di Pescara, il complesso sportivo di proprietà della Regione che, secondo il comunicato, va «restituito pienamente ai cittadini».

I numeri dichiarati sono questi: 3,71 milioni di euro per il triennio 2026-2028, stanziati con la legge regionale n. 27 dell’11 settembre 2026. Servono a costituire la società, dotarla di un patrimonio e farla funzionare. A parte ci sono 5 milioni di fondi europei Fesr per l’efficientamento energetico, cioè fotovoltaico, pompe di calore, cogenerazione e tetti isolati, oltre a tre campi da padel. Quei lavori, però, li farà il Comune di Pescara tramite Pescara Energia S.p.A. e non passano dalla nuova società.

La delibera ora va alla Corte dei conti e all’Antitrust. Poi si andrà dal notaio. Infine servirà un’altra delibera di Giunta per affidare davvero le Naiadi di Pescara alla società. Il comunicato, quindi, è già un annuncio. La società, invece, per ora è ancora un progetto.

Naiadi di Pescara, una gestione provvisoria da venti mesi

Per capire la notizia bisogna tornare a febbraio 2024. Con la delibera n. 95 del 7 febbraio 2024 la Regione affidò la gestione degli impianti sportivi delle Naiadi di Pescara a FI.R.A. S.p.A., la sua finanziaria in house. L’obiettivo era evitare che la struttura chiusa si deteriorasse. Era una soluzione temporanea: sei mesi, rinnovabili. Da allora, tuttavia, è stata prorogata più volte.

Nel frattempo, secondo la ricostruzione del consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd), la legge di stabilità del 6 febbraio 2025 aveva già autorizzato una società in house chiamata «Abruzzo sport e salute». Prevedeva 110 mila euro per la costituzione e 150 mila euro l’anno per il triennio 2026-2028. A novembre 2025, inoltre, era stata incaricata una società di consulenza, per 49 mila euro, di preparare piano economico-finanziario, statuto e relazione sulle ragioni della scelta in house.

Oggi la società cambia nome e le risorse passano da circa 560 mila euro a 3,71 milioni. È probabile che la nuova cifra comprenda anche i costi di gestione che oggi passano da FI.R.A., ma il comunicato non lo spiega. Le Naiadi di Pescara, intanto, restano nella gestione «temporanea» di FI.R.A. Giuseppe Prezzolini diceva che in Italia nulla è più definitivo del provvisorio. Alle Naiadi, a quanto pare, la regola vale anche per le società.

Cosa chiede la legge prima di creare una società pubblica

Una Regione non può costituire una società per qualunque scopo. Il Testo unico sulle società partecipate (art. 4 del d.lgs. 175/2016) ammette solo attività «strettamente necessarie» alle finalità dell’ente. Tra queste c’è la produzione di un servizio di interesse generale, e un impianto sportivo pubblico può rientrarci.

Il punto decisivo, però, è l’art. 5. La delibera deve essere «analiticamente motivata». Deve cioè spiegare perché serve una società, perché conviene economicamente e se è sostenibile nel tempo. Deve anche dire perché è meglio di una gestione diretta o di un affidamento esterno. Infine deve dimostrare che i soldi pubblici versati alla società non sono un aiuto di Stato vietato.

La sezione regionale di controllo della Corte dei conti ha sessanta giorni per pronunciarsi. Se il parere è negativo, la Regione può andare avanti comunque, ma deve spiegare pubblicamente perché non ne tiene conto. In parole semplici: alla legge non interessa se l’idea è bella. Le interessa, invece, se i conti tornano.

I conti delle Naiadi di Pescara che la Corte dovrà guardare

Quanto costano oggi le Naiadi di Pescara? Il comunicato non lo dice. A giugno Blasioli ha parlato di circa 980 mila euro l’anno a carico della Regione per utenze, manutenzioni, Imu e Tari. A questi si aggiungono circa 900 mila euro di spese di gestione passate attraverso FI.R.A. Sono cifre dell’opposizione e vanno verificate. Danno però l’ordine di grandezza: quasi due milioni l’anno.

I 3,71 milioni della nuova società, divisi per tre, fanno in media circa 1,24 milioni l’anno, e dentro c’è anche la costituzione. La differenza, quindi, dovrebbe arrivare dai risparmi energetici. Sempre secondo i documenti citati da Blasioli, i lavori dovrebbero far scendere la bolletta da 1,1 milioni a circa 167 mila euro l’anno.

Il problema è che quei lavori non dipendono dalla società. Li farà il Comune, con un’altra società, su fondi europei che hanno scadenze rigide. A giugno, sempre secondo l’opposizione, non risultavano gare né per la progettazione né per i lavori. Il piano della nuova società rischia dunque di reggersi su un risparmio che arriverà, se arriverà, da qualcun altro. È come firmare un mutuo contando su un aumento di stipendio che il datore di lavoro non ha ancora deciso.

Per onestà: le ragioni a favore

La scelta ha anche argomenti seri. FI.R.A. è la finanziaria della Regione e il suo mestiere non è gestire piscine. Affidarle un impianto sportivo era un ripiego, e la Regione lo ha sempre presentato così. Una società dedicata, con un contratto di servizio che fissa obblighi e compensi, può invece rendere visibile un costo che oggi è sparso tra capitoli di bilancio diversi.

È positivo anche che i fondi Fesr per i lavori restino separati da quelli per la gestione. Allo stesso modo, è positivo che la Regione abbia avviato i passaggi davanti alla Corte dei conti e all’Antitrust prima di firmare l’atto costitutivo. Un patrimonio pubblico rimasto per anni a mezzo servizio, aperto di fatto ai soli tesserati delle associazioni sportive, ha bisogno di un gestore stabile.

I lavoratori non si possono semplicemente «trasferire»

Il comunicato promette un passaggio graduale che assicuri «la tutela dei lavoratori». Oggi, secondo i sindacati e l’opposizione, il personale delle Naiadi di Pescara lavora con contratti di somministrazione che non si possono prorogare all’infinito.

La nuova società, però, sarà una società a controllo pubblico. L’art. 19 del Testo unico la obbliga ad assumere con procedure trasparenti e imparziali, sul modello dei concorsi pubblici. I contratti firmati senza queste procedure sono nulli. Tradotto: chi lavora oggi alle Naiadi di Pescara non potrà essere semplicemente «passato» alla nuova società. Servirà infatti una selezione pubblica, e la delibera dovrà spiegare come si concilia con la promessa fatta ai lavoratori.

Il rischio di una nuova Cogesa

Una piscina olimpionica pubblica difficilmente chiude i bilanci in utile, e non è uno scandalo: lo sport di base è un servizio, non un affare. Il punto è come lo si racconta nei conti. Se il costo del servizio viene coperto in modo trasparente con il contratto di servizio, la società può stare in equilibrio. Se invece si lascia che accumuli perdite, la legge vieta alla Regione di ricapitalizzarla dopo tre esercizi in perdita di fila, salvo un piano di risanamento (art. 14 del Testo unico).

In Abruzzo, del resto, sappiamo come va a finire quando una società pubblica nasce con un piano ottimista: lo abbiamo visto con Cogesa e il suo piano di risanamento. E anche nel bilancio dell’Aquila le partecipate erano la voce che il comunicato preferiva non raccontare.

Naiadi di Pescara: le domande per la Corte dei conti

Nessuno contesta che le Naiadi di Pescara vadano riaperte e gestite bene. Ma una società pubblica è una scelta che dura decenni. Il comunicato, invece, risponde solo alla domanda più facile: che cosa vuole fare la Regione.

Restano le altre. Quanto costano davvero oggi le Naiadi? Chi pagherà le bollette finché i lavori non saranno finiti? Quando partono le gare per i 5 milioni di fondi europei? Come verranno selezionati i lavoratori? E che cosa c’è, esattamente, dentro i 3,71 milioni, visto che nel 2025 per la stessa società se ne prevedevano poco più di mezzo?

Le risposte dovrebbero stare nella relazione che accompagna la delibera e nel parere della Corte dei conti. La Regione è obbligata a pubblicare quel parere sul proprio sito entro cinque giorni da quando lo riceve. Vale la pena leggerlo.

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Alessandro Angelone

Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!