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Oltre un terzo delle vittime di crimini sessuali.

 

L’anno scorso in Abruzzo sono stati 143 i minori vittime di crimini, il 22.2% in più dell’anno precedente. Un dato che diventa ancora più drammatico paragonato alla media nazionale dell’1%.

È questo quanto emerge dai dati, elaborati dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale polizia criminale, resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes e pubblicati all’interno del Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2026 presentato nei giorni scorsi a Roma.

Oltre il 40% dei crimini sono maltrattamenti in famiglia, oltre un terzo delle vittime lo sono di crimini sessuali.

Gruppo pedopornografico denunciato da Meter attivo anche in Abruzzo sta scomparendo o si sta nascondendo?

Sono costanti nella cronaca, soprattutto nelle province di Teramo e Chieti, notizie in cui gli abusi sessuali – la pedofilia quasi mai citata nelle cronache e considerata parola tabù da tanti – avvengono in famiglia. A questo si aggiungono i crimini commessi da pedocriminali attivi in reti nazionali ed internazionali di pedopornografia, anche minorenni, e persino inchieste contro lo sfruttamento della prostituzione minorile.

Nell’anno del lockdown e dell’irrompere della pandemia nelle nostre vite furono ben cinque le operazioni della Polizia Postale contro la pedopornografia online che coinvolsero l’Abruzzo. Emersero scambi di «foto e video di natura pedopornografica, catalogati in base a criteri di età, sesso ed etnia, con abusi su minori, anche neonati, vittime di pratiche di sadismo» al termine dell’operazione “Scacco matto”.

«Stordisce il pensiero — e i fatti — degli abusi di minori su minori. Le segnalazioni di materiale pedopornografico sono la testimonianza reale di ciò che accade. Dobbiamo fare molto di più. Oltre gli slogan, qualora ce ne fossero. L’abuso è devastante. E i sopravvissuti ne sono i testimoni».

È la riflessione, amara e dolorosa, di don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’associazione Meter, dopo la notizia dell’arresto di un diciassettenne e di un diciottenne di Montesilvano per pedopornografia e violenza sessuale aggravata su un bambino di 10 anni un anno fa.

Due operazioni sono avvenute nel maggio di quest’anno.

Oltre 3.000 file pedornografici trafficati sul web. È quanto documentato dalla Polizia Postale in una vasta inchiesta contro la pedopornografia online, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila, sui dispositivi informatici di un 59enne del pescarese. Indagato cinque anni e poi condannato per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico è stato colto in flagranza di reato dalla Polizia Postale. I file, immagini e video, raffiguravano anche bambini molto piccoli. Recidivo autore del reato un 48enne teramano residente a Giulianova.

Nel novembre 2024 erano già oltre venti le inchieste in pochi anni in tutto l’Abruzzo, molte concentrate nella provincia di Chieti. Una contabilità dell’orrore in cui, probabilmente, altre notizie sono sfuggite. Poco più di sei mesi dopo il numero era raddoppiato o quasi. Nella primavera 2025 anche maxi operazioni nazionali ed internazionali contro la pedopornografia, una partita dopo una segnalazione dall’Ucraina.

Tre anni fa don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’associazione Meter, è stato insignito all’Aquila del Premio Nazionale Paolo Borsellino, consegnato al sacerdote dal sindaco della città Pierluigi Biondi.

«La pedopornografia non è solo un turpe reato – ha denunciato Società Civile, l’associazione che organizza il Premio Nazionale Paolo Borsellino nel comunicato di presentazione dell’evento con don Fortunato – è anche un grande affare gestito dalle mafie che nei paesi più poveri del mondo sequestrano, torturano, uccidono bambine e bambini tra gli 8 e 14 anni per produrre immagini o video che li riprendono in comportamenti sessualmente espliciti. La pedopornografia in Italia coinvolge in un losco e lucroso traffico più di 100mila persone e solo nel corso del 2022 sono stati 6.956 i casi di pedopornografia trattati dalla Polizia Postale (5316 nel 2021 e 3243 nel 2020). Dieci miliardi di dollari: tanto fattura, secondo le stime dell’ONU, questa industria dello sfruttamento sessuale dei minori».

«La Pedofilia è un crimine contro l’umanità» il monito del presidente di Meter, «la mia vita è cambiata nel momento in cui ho visto a cosa erano sottoposti alcuni bambini – la testimonianza di don Fortunato Di Noto – sentire i racconti e vedere effettivamente di cosa si parla sono cose diverse, e solo conoscendo effettivamente cosa accade si riesce davvero a capire». «Oltre che un reato la pedopornografia e la pedofilia sono dei gli atti criminali, i più abietti nei confronti minori, bambini e, addirittura, neonati. – ha dichiarato Don Di Noto – Da un lato occorre sempre tenere altissimo il livello di attenzione e applicare le leggi che, qui in Italia sono all’avanguardia, dall’altro bisogna diffondere il più possibile attuare politiche di prevenzione, formazione soprattutto tra i più giovani. Parliamo di un fenomeno enorme, in grande crescita, trasversale e le nuove tecnologie, attraverso i social o il metaverso, aumenta il rischio di adescamento per i più piccoli e la produzione di materiale, come foto o video, pedopornografico».

«La pedocriminalità, una mostruosa vergogna. Le cifre relative alla pedocriminalità in Internet sono allarmanti e non cessano di crescere. A livello internazionale Meter negli ultimi decenni ha inviato 66.856 protocolli ufficiali con 219.571 link oggetto della segnalazione (Dal Report Meter 2022). Dal 2012 a oggi sono stati individuati 47.801 link nel deep web enel dark web, la faccia oscura della Rete, spazio libero in cui le associazioni a delinquere di tutto il mondo espandono i loro traffici, proprio per la capacità di offrire anonimato e privacy. Meter dal 2014 monitora continuamente foto, video e mega archivi: sono 25.233.802 le foto denunciate, 7.452.304 i video, 15.437 i mega archivi. Un numero inquantificabile. In ogni numero una vittima di abusi e violenze inenarrabili, anche di migliaia di neonati. Noi di Meter continuiamo a fare la nostra parte». Questo è il grido di denuncia di don Fortunato Di Noto lanciato in quei giorni.

 

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali e sociali. Collaboratore BuongiornoAbruzzo.it e Il Messaggero Abruzzo e altri siti web d'informazione, vicedirettore WordNews.it. In passato collaboratore tra gli altri di Adista e PrimaDaNoi. Alcuni articoli su storia, cultura e valorizzazione del territorio sono stati pubblicati dal mensile VastoDomani