Più possibilità di curarsi in Abruzzo per i pazienti con lesioni midollari, evitando quando possibile di dover affrontare trasferimenti e lunghi percorsi sanitari fuori regione. La Regione potenzia per il 2026 l’attività dell’Unità Spinale del San Raffaele di Sulmona, unica struttura abruzzese accreditata per questa particolare tipologia di riabilitazione. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì, ha previsto 170mila euro di prestazioni aggiuntive, rafforzando così l’offerta rivolta alle persone con lesioni midollari traumatiche e non traumatiche. Il San Raffaele dispone già di 25 posti letto dedicati: il provvedimento non ne aumenta quindi il numero, ma consentirà alla struttura di erogare nel corso dell’anno un volume maggiore di prestazioni specialistiche. La decisione rappresenta l’attuazione di un percorso avviato dalla Regione già alla fine del 2025, quando era stata programmata una serie di interventi per ampliare l’offerta sanitaria disponibile in Abruzzo e contrastare il fenomeno della mobilità passiva. Ed è proprio questo uno degli obiettivi principali dell’intervento: ridurre il numero di pazienti costretti a lasciare l’Abruzzo per ricevere cure altamente specialistiche.
Per chi affronta una lesione midollare, infatti, la riabilitazione può essere un percorso lungo e complesso. Poterlo sostenere più vicino a casa significa non soltanto rafforzare la capacità di risposta della sanità regionale, ma anche limitare gli spostamenti e consentire ai pazienti di mantenere una maggiore vicinanza alla propria famiglia durante le cure. Prima di stabilire il potenziamento, la Regione ha preso in considerazione anche l’attività svolta dal San Raffaele negli ultimi anni. La struttura sulmonese è attualmente l’unico centro accreditato in Abruzzo per questa specifica riabilitazione e rappresenta quindi un punto di riferimento regionale per i pazienti con lesioni del midollo spinale. I 170mila euro rappresentano il valore massimo delle prestazioni aggiuntive che potranno essere erogate nel 2026, sulla base dell’effettiva attività svolta.
Il provvedimento assume così una particolare rilevanza anche per Sulmona e per la Valle Peligna, rafforzando una specializzazione sanitaria già presente sul territorio e attribuendole un ruolo ancora più importante nella strategia regionale contro la mobilità sanitaria. L’obiettivo finale è semplice: utilizzare maggiormente le competenze già disponibili in Abruzzo per offrire più cure ai pazienti abruzzesi all’interno della propria regione, riducendo il ricorso alle strutture di altre realtà italiane.
