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TERAMO, Una fusione tra Teramo e i comuni montani dell’alto Vomano, per creare una “Grande Teramo”, questa la proposta di Fabio Altitonante, sindaco del comune di Montorio, che confluirebbe assieme a Pietracamela, Fano Adriano e Crognaleto nella nuova area cittadina. Altitonante, recentemente rieletto sindaco per un secondo mandato, ha annunciato l’elaborazione nei prossimi cento giorni di uno studio di fattibilità «per valutare in modo scientifico, trasparente e concreto tutti i vantaggi e capire se esistano le condizioni per costruire un ente più forte, più moderno e più competitivo, capace di garantire servizi migliori ai cittadini e maggiore capacità di programmazione per il futuro». La prospettiva in cui si inquadra la proposta mira ad avere un respiro strategico. Tale fusione, infatti, rispecchia quanto già elaborato nel progetto per una “Grande Pescara”, nella quale confluiranno Montesilvano e Spoltore e, come quest’ultima iniziativa, va nella direzione dell’aggregazione di capacità e risorse, essenziale per affrontare le nuove sfide che si profilano per il territorio. Questa operazione, infatti, non solo permetterebbe un’aggregazione delle risorse esistenti, ma comporterebbe un nuovo flusso di finanziamenti e agevolazioni da parte tanto dello Stato quanto della Regione: «Le norme nazionali prevedono incentivi straordinari per i comuni che scelgono la fusione con contributi statali a fondo perduto per 10/15 anni, fino a 30 milioni di euro per i prossimi 15 anni sulla spesa corrente» continua Altitonante. Ciò agevolerebbe lo sviluppo dei servizi a fronte di una tassazione invariata o addirittura diminuita per i cittadini. La proposta si pone anche in contrapposizione a una tendenza che l’entroterra abruzzese ha conosciuto fin troppo bene in questi anni: lo spopolamento, «creando una grande area integrata dell’entroterra teramano, forte, attrattiva e in grado di contrastare spopolamento e marginalizzazione delle zone montane in un brand nazionale della montagna Gran Sasso». Il sindaco ha aggiunto che «Saranno i cittadini a decidere la fusione con un referendum», sottolineando come il dovere dell’amministrazione è quello di spiegare vantaggi e benefici, mentre è solo in riferimento al municipio, con un consiglio e un presidente eletto, che si potrà naturalmente proseguire per il cammino indicato da questa proposta.

Redazione BuongiornoAbruzzo

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