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Ma lo sapevate che nella costa abruzzese c’è un piccolo paradiso?

Non l’unico ma sicuramente uno dei pochi, anzi pochissimi, dividendosi, con la “Torre di Cerano”, la “Costa dei Trabocchi” e “Punta Aderci”, il primato delle zone più belle della riviera abruzzese.

Si trova a Ortona ed è il tratto di spiaggia che, partendo dagli ultimi stabilimenti della zona Riccio, giunge sino al confine con Francavilla attraverso la stazione di Tollo.

Piccole dune che scendono discrete verso il bagnasciuga.

Adornate da una deliziosa macchia mediterranea, scivolano a baciare un’acqua cristallina.

Una vera orgia balcanica dal fascino selvaggio.

È il paradiso di chi ama passeggiare e gli bastano pochi minuti per abbandonare il tratto di spiaggia attrezzata e immergersi in questa oasi di silenzi e di seducente solitudine.

Una spiaggia dalla natura intatta che, proprio per questo motivo, ti conquista.

Pensate che, qualche anno fa, un folle, border-line tra megalomania e narcisismo, aveva rischiato di distruggere questa area incantata convincendo i leader politici di Ortona e Francavilla a munirsi di uno studio di fattibilità per una sorta di navetta sui binari che unisse i territori di quei due comuni proprio a ridosso della spiaggia.

Lo scopo era servire le utenze di una sequela di stabilimenti, ristoranti e alberghi che non esistevano.

Per fortuna tutto è andata all’aria non capendo, il ramingo, che la bellezza di quel posto è proprio la sua natura incontaminata. Che se venisse contaminata perderebbe tutto il suo fascino.

Ma, superato questo pericolo, questo tratto di paradiso è stato attaccato oggi da un altro male.

L’incuria della amministrazione di Ortona.

Abbiamo chiesto un parere a Ilario Cocciola, leader dell’area politica “Patto Ortona”.

Il 28 marzo c’era stata una violenta mareggiata che aveva spinto un cumulo immenso di detriti sulle spiagge, in particolare il versante sud dell’Abruzzo.

Il lavoro di pulitura non è stato rapido e ancora oggi, anche nel tratto tra gli stabilimenti, nelle zone più frequentate ci sono cumuli di sabbia mista a detriti che ancora non vengono tolti, seppur rappresentino un pericolo ,specie per i bambini.

Ma il problema è un altro.

In tutta quella bella zona di cui abbiamo parlato, quel piccolo paradiso terrestre, c’è una marea di detriti, canne, fasciame, che non sono stati tolti per niente.

Fanno da barriera tra la parte dunosa della spiaggia e l’arenile, ma soprattutto sono di una bruttezza indecente, oltraggiosa.

Conosciamo i tempi delle burocrazie comunali, ma il nuovo sindaco di Ortona aveva promesso una stagione nuova, un cambio di marcia, fatti conditi con la efficienza.

Ecco vorremmo cominciare a vederli, visto che sino a ora questo grande cambiamento non è arrivato.

Giugno è arrivato, il pieno della stagione estiva è alle porte e quello schifo è intollerabile.

 

 

 

 

 

 

Massimo Carugno

Massimo Carugno

Direttore Responsabile. Nato nel 1956, studi classici e poi laurea in giurisprudenza, oggi è avvocato nella sua città, patria di Ovidio e Capograssi: Sulmona. Da bambino, al seguito del padre ingegnere, ha vissuto, dall’età di 6 sino ai 12 anni, in Africa, tra Senegal, Congo, Ruanda, Burundi, rimanendo anche coinvolto nelle drammatiche vicende della rivolta del Kivu del 1967. Ha scritto quattro romanzi: “La Foglia d’autunno”, “L’ombra dell’ultimo manto” "I leoni siamo noi" (a quattro mani con la giornalista Francesca Di Giuseppe) e "Virgilia". Quest'ultimo vincitore del premio letterario internazionale Ovidio edizione del 2024. Giornalista pubblicista è anche opinionista del Riformista, di Mondoperaio, del Nuovo Giornale Nazionale e della Giustizie.net