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Strage di lupi avvelenati: l’ombra della mafia dei pascoli. Primi testi dal pm

Saranno ascoltati in settimana i primi testimoni per la strage di lupi nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Si tratta di alcuni allevatori che saranno sentiti la prossima settimana dagli inquirenti come persone informate dei fatti. I testimoni riferiranno in particolare su alcuni meccanismi tipici delle zone di montagna per l’ottenimento di indennizzi economici. L’inchiesta è seguita dal procuratore capo di Sulmona, Luciano D’Angelo, che avrebbe istituito un gruppo di lavoro dedicato insieme ai sostituti procuratori Stefano Iafolla ed Edoardo Mariotti. Le attività sul campo sono affidate ai Carabinieri Forestali Abruzzo e Molise, con il supporto operativo del reparto Carabinieri Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Da giorni è in corso una vasta attività di controllo nei territori maggiormente interessati dai casi di avvelenamento. Le verifiche riguardano in particolare rivendite e distributori di fitofarmaci, sostanze tossiche e prodotti potenzialmente riconducibili al veleno rinvenuto nelle carcasse degli animali.Gli investigatori stanno tentando di ricostruire l’intera catena di approvvigionamento della sostanza: dalla sua origine fino all’eventuale acquisto e detenzione da parte di soggetti sospetti. Le attenzioni si concentrano soprattutto nei comuni di Pescasseroli, Barrea, Bisegna e Alfedena, oltre ad altre aree interne del Parco, dove negli ultimi mesi si è registrata una sequenza di episodi particolarmente gravi.
Secondo alcune ipotesi investigative, non si tratterebbe di eventi isolati, ma di un possibile schema ripetuto e organizzato nel tempo, con modalità ricorrenti tra i diversi casi analizzati. Una pista che avrebbe spinto le autorità ad accelerare le attività di monitoraggio e controllo sul territorio.
Sul contesto pesano anche le tensioni legate alla gestione del territorio e alla presenza dei grandi predatori, in un’area dove le normative su pascolo e allevamento sono sempre più stringenti e dove una parte degli operatori del settore zootecnico ritiene insufficienti gli indennizzi previsti. Al momento, tuttavia, non risulta alcuna contestazione formale di responsabilità e le indagini restano in pieno corso. Nel frattempo, tra gli operatori del territorio e le comunità locali, cresce l’attesa per sviluppi che potrebbero arrivare nelle prossime fasi dell’inchiesta. Finora le analisi tossicologiche eseguite sui campioni prelevati tra i comuni di Pescasseroli e Alfedena hanno identificato con precisione “l’arma del delitto” nei fitofarmaci, ovvero prodotti agricoli di facile reperibilità ma letali se ingeriti.I veleni sono stati inseriti con cura all’interno di bocconi di carne poi sigillati in sacchetti di plastica, una modalità di confezionamento che non lascia spazio a dubbi sulla natura premeditata del gesto volto a sterminare i predatori.

Doràn

Doràn

Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.