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Il 1 di luglio ha preso il via l’alta velocità tra Campania e Puglia.

Un Frecciarossa è partito al mattino da Napoli per arrivare a Bari in 3 ore e mezza.

In Abruzzo il progetto di velocizzazione della Pescara-Roma balbetta e comunque non sarà un intervento risolutivo.

Un progetto che vede il doppio binario da Pescara a Manoppello, una distribuzione delle fermate da Pescara a Sulmona, una serie di interventi infrastrutturali tra Avezzano e Roma e un niente tra Sulmona e Avezzano.

Ne abbiamo parlato con Marianna Scoccia Vice Presidente del Consiglio Regionale, nonché Sindaco di Prezza.

 

1.- Presidente che lei sappia qual è lo stato di avanzamento degli interventi sulla linea Roma – Pescara.

Il progetto è avviato e alcuni interventi sono già stati finanziati, ma è evidente che i tempi non sono quelli che cittadini e imprese si aspettano. La linea Roma-Pescara rappresenta un’infrastruttura strategica per l’Abruzzo e deve diventare una priorità nazionale. Come Regione continueremo a seguire con attenzione ogni fase, chiedendo il rispetto del cronoprogramma e la realizzazione di tutte le opere previste.

 

2.- Perché, sempre per quanto è a sua conoscenza, per la nostra regione non si è proceduto a un intervento più radicale che portasse all’alta velocità.

Le scelte infrastrutturali sono il risultato di valutazioni tecniche, economiche e ambientali maturate negli anni. Oggi, però, credo sia più utile guardare avanti che tornare indietro. Dobbiamo fare in modo che gli investimenti già programmati vengano completati e continuare a lavorare affinché l’Abruzzo possa avere collegamenti sempre più veloci ed efficienti. Non possiamo accontentarci.

 

 3.- La dialettica che si è creata con chi voleva una linea totalmente nuova che passasse per l’Aquila può aver inciso sulla particolare natura riduttiva dell’intervento in atto?

Ogni volta che un territorio si divide su opere strategiche il rischio è quello di rallentare i processi decisionali. Oggi, però, credo sia necessario superare ogni contrapposizione. L’obiettivo deve essere quello di ottenere il miglior collegamento possibile per tutta la regione, mettendo al centro l’interesse dell’Abruzzo e non quello dei singoli territori.

 

4.- Come lei sa c’è un progetto europeo per la individuazione di corridoi orizzontali che mettano in collegamento l’Oceano Atlantico sino alle aree mediorientali. La tratta Lisbona – Barcellona dovrebbe completarsi con un corridoio Tirreno – Adriatico. In corsa ci sono la Roma – Pescara, la Livorno – Ancona e la Napoli – Bari. La inaugurazione della tratta Campano-Pugliese può rappresentare un balzo in avanti rispetto a noi?

Sicuramente dimostra che, quando ci sono investimenti importanti e una forte volontà istituzionale, le infrastrutture possono essere realizzate. Più che guardare con preoccupazione ciò che fanno altre regioni, dobbiamo prenderlo come uno stimolo. L’Abruzzo ha tutte le caratteristiche per essere un nodo strategico tra Tirreno e Adriatico e deve rivendicare con forza questo ruolo.

 

5.- Ai fini della individuazione del corridoio europeo Tirreno – Adriatico quello Campano- Pugliese che si inaugura oggi è un balzo avanti?

È certamente un passo importante. Proprio per questo l’Abruzzo deve accelerare. Restare indietro significherebbe perdere opportunità di sviluppo, di investimenti e di competitività. Dobbiamo far sentire con forza la nostra voce affinché anche la Roma-Pescara venga considerata una priorità nel quadro delle grandi infrastrutture europee.

 

6.- La Milano – Lecce è “alta velocità” sino a Bologna. Poi prosegue sulla vecchia linea ma con treni Frecciarossa ad alta velocità. Senza particolari interventi strutturali comunque i tempi di percorrenza sono stati pesantemente abbattuti. Ci sono possibilità di intervenire presso le Ferrovie per spingere a fare la stessa cosa anche sulla nostra linea?

Credo che ogni soluzione capace di migliorare concretamente il servizio debba essere presa in considerazione. Se è possibile ridurre i tempi di percorrenza anche attraverso una diversa organizzazione del servizio e l’utilizzo di treni più performanti, vale la pena approfondire questa possibilità con Ferrovie dello Stato. Naturalmente senza rinunciare agli investimenti infrastrutturali, che restano indispensabili.

 

7.- Al di là dei corridoi europei, per una regione come l’Abruzzo che dovrebbe e potrebbe vivere di turismo quanto sono importanti interventi strutturali sui trasporti?

Sono fondamentali. L’Abruzzo ha un patrimonio straordinario fatto di mare, montagna, parchi, borghi, cultura ed eccellenze enogastronomiche. Ma tutto questo rischia di essere penalizzato se raggiungere la nostra regione continua a richiedere troppo tempo. Investire nei trasporti significa creare opportunità per il turismo, sostenere le imprese, favorire l’occupazione e rendere più attrattivi anche i nostri piccoli comuni e le aree interne.

 

8.- Le andrebbe di dirci, in poche parole, quali potrebbero essere le sue idee e le sue future iniziative sul tema dei trasporit collegati allo sviluppo turistico?

Credo che il vero salto di qualità stia nel passare da una logica di singole opere a una programmazione integrata della mobilità. Non basta ridurre i tempi di percorrenza della Roma-Pescara: bisogna costruire un sistema che metta realmente in rete aeroporti, ferrovia, viabilità, trasporto pubblico locale e collegamenti con i nostri borghi e le aree interne.

Come Regione dobbiamo lavorare affinché ogni investimento infrastrutturale sia accompagnato da una strategia di sviluppo turistico. Penso, ad esempio, a collegamenti più efficienti tra la costa e l’entroterra, a servizi dedicati ai principali attrattori culturali e naturalistici, a una migliore integrazione tra treno e autobus e a una promozione coordinata del territorio.

Ritengo necessario aprire un tavolo permanente di confronto tra Regione, RFI, Trenitalia, ANAS, Province, Comuni e operatori del settore turistico per programmare insieme gli interventi prioritari. Le infrastrutture sono fondamentali, ma senza una pianificazione condivisa dei servizi rischiano di non esprimere pienamente il loro potenziale.

La sfida non è soltanto arrivare prima in Abruzzo, ma fare in modo che chi arriva possa muoversi facilmente in tutto il territorio. È questa la condizione per trasformare i trasporti in un vero motore di sviluppo, crescita economica e valorizzazione delle aree interne.

Massimo Carugno

Massimo Carugno

Direttore Responsabile. Nato nel 1956, studi classici e poi laurea in giurisprudenza, oggi è avvocato nella sua città, patria di Ovidio e Capograssi: Sulmona. Da bambino, al seguito del padre ingegnere, ha vissuto, dall’età di 6 sino ai 12 anni, in Africa, tra Senegal, Congo, Ruanda, Burundi, rimanendo anche coinvolto nelle drammatiche vicende della rivolta del Kivu del 1967. Ha scritto quattro romanzi: “La Foglia d’autunno”, “L’ombra dell’ultimo manto” "I leoni siamo noi" (a quattro mani con la giornalista Francesca Di Giuseppe) e "Virgilia". Quest'ultimo vincitore del premio letterario internazionale Ovidio edizione del 2024. Giornalista pubblicista è anche opinionista del Riformista, di Mondoperaio, del Nuovo Giornale Nazionale e della Giustizie.net