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Ha preso il via il 23 agosto all’Aquila la 732ª Perdonanza Celestiniana, che accompagnerà la città fino al 30 agosto con una settimana di celebrazioni religiose, appuntamenti istituzionali, cultura, musica e spettacoli. Un’edizione dal significato particolare, nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026.  Ad aprire ufficialmente le celebrazioni è stata l’accensione del Tripode della Pace, momento conclusivo del viaggio del Fuoco del Morrone, partito il 16 agosto dall’Eremo di Sant’Onofrio e giunto nel capoluogo abruzzese il 23 agosto dopo aver attraversato borghi e comunità, ripercorrendo simbolicamente il cammino compiuto nel 1294 da Pietro del Morrone verso L’Aquila.  Alla cerimonia ha partecipato il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, che ha richiamato il valore identitario della Perdonanza per l’intero territorio regionale.

«Il Fuoco del Morrone, nel suo viaggio dall’Eremo di Sant’Onofrio attraverso borghi e comunità, rappresenta simbolicamente un Abruzzo che si ritrova intorno ai valori del dialogo, della riconciliazione e del perdono. Un filo che unisce territori, generazioni e memorie e che, con l’accensione del Tripode, dà avvio a una delle celebrazioni più importanti e identitarie della nostra regione».

L’edizione 2026 assume una rilevanza ancora maggiore per la concomitanza con L’Aquila Capitale italiana della Cultura. La Perdonanza diventa così una delle principali occasioni per raccontare a livello nazionale e internazionale non solo il patrimonio storico e artistico della città, ma anche il messaggio universale custodito dalla tradizione celestiniana.

«Quest’anno – ha sottolineato Marsilio – la Perdonanza assume un significato ancora più forte perché L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026. È un’occasione straordinaria per mostrare all’Italia e al mondo non soltanto la bellezza e la storia della città, ma anche i valori universali che essa è capace di esprimere».

Il presidente ha evidenziato come la cultura rappresenti uno strumento capace di generare incontro, partecipazione e coesione e come la Perdonanza riesca a tenere insieme storia e futuro, spiritualità e dimensione civile, identità locale e vocazione universale. Un legame che guarda anche ad Assisi e all’Anno francescano, nel segno dei valori della pace, della fraternità e del perdono.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al significato che il messaggio celestiniano assume nell’attuale scenario internazionale.

«In un tempo segnato da guerre, violenze e divisioni, il messaggio che parte dall’Aquila acquista una particolare attualità. La pace è un impegno che coinvolge le istituzioni, la politica e le nostre comunità. Dialogo, riconciliazione e rispetto della dignità dell’altro sono valori che oggi abbiamo il dovere di continuare a coltivare».

La 732ª Perdonanza proseguirà fino al 30 agosto, con un calendario di appuntamenti religiosi, culturali e artistici diffusi in città. Tra i momenti centrali della manifestazione resta il 28 agosto, giornata del Corteo della Bolla e dell’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. La chiusura del programma è prevista il 30 agosto. Marsilio ha infine rivolto un ringraziamento al Comune dell’Aquila, al Comitato Perdonanza, all’Arcidiocesi, al Movimento Celestiniano, alle istituzioni, alle associazioni, ai volontari e alle forze dell’ordine che contribuiscono all’organizzazione della manifestazione.

«La Perdonanza è patrimonio dell’Aquila e dell’Abruzzo e, grazie al riconoscimento UNESCO, patrimonio culturale immateriale dell’umanità», ha concluso il presidente.

 

Perdonanza Celestiniana L’Aquila⁠)

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