ASCIGNO (CASOLI) – Le pallotte cacio e ove sono una delle specialità più rappresentative della cucina abruzzese, raccontano un mondo di sacrifici, d’ ingegno e di un profondo legame con la terra. Dietro queste morbide polpette di formaggio, uova e pane si nasconde una storia secolare che affonda le proprie radici nella indole contadina e pastorale dell’Abruzzo.
Tra l’Ottocento e primo Novecento, la carne rappresentava un bene prezioso e veniva consumata soltanto nelle grandi occasioni, le famiglie contadine dovevano fare affidamento sugli ingredienti disponibili quotidianamente, valorizzando ogni risorsa senza sprechi. Fu proprio in questo contesto che nacquero le pallotte cacio e ove. Il pane raffermo veniva recuperato e trasformato in impasto, le uova arrivavano dal pollaio domestico e il formaggio, prodotto dalle attività pastorali, costituiva l’ingrediente più prezioso della preparazione.
Questa ricetta è il risultato perfetto della cosiddetta cucina povera, un patrimonio di saperi tramandato per generazioni che ha saputo trasformare ingredienti semplici in piatti straordinariamente gustosi. Le pallotte non nacquero dunque come una scelta gastronomica raffinata, ma come una necessità. Eppure, proprio questa semplicità ha contribuito a renderle uno dei simboli più autentici della tradizione culinaria abruzzese.
L’importanza del formaggio all’interno della ricetta racconta inoltre il profondo legame tra l’Abruzzo e la pastorizia.
Per secoli la transumanza ha scandito la vita economica e sociale della regione, portando greggi e mandrie dalle montagne dell’Appennino fino alle pianure pugliesi. Da questa cultura pastorale deriva l’utilizzo del pecorino, ingrediente fondamentale che dona alle pallotte il loro sapore intenso e caratteristico. In molte famiglie la ricetta prevede ancora oggi una miscela di pecorino e formaggio vaccino, dosata secondo tradizioni tramandate da bisnonne e nonne.
Come ogni grande piatto della cucina popolare, anche le pallotte cacio e ove presentano numerose varianti locali. Ogni famiglia custodisce gelosamente la propria versione, modificando dosi e ingredienti secondo consuetudini tramandate nel tempo. C’è chi aggiunge mollica di pane ammollata nel latte per ottenere una consistenza più morbida, chi utilizza esclusivamente pecorino stagionato per esaltare il sapore, chi arricchisce il sugo con il peperone dolce abruzzese e chi preferisce una preparazione in bianco, senza pomodoro. Nella provincia di Chieti si trovano le interpretazioni considerate più vicine alla ricetta originaria, ma il piatto è diffuso e apprezzato in tutta la regione.
Negli ultimi anni le pallotte cacio e ove hanno vissuto una straordinaria riscoperta. Da piatto tipico delle tavole familiari sono diventate protagoniste dei menu di numerosi ristoranti, dove vengono reinterpretate in chiave contemporanea senza perdere il legame con la tradizione. In un’epoca in cui si presta sempre maggiore attenzione alla sostenibilità, alla valorizzazione delle produzioni locali e alla riduzione degli sprechi alimentari, questa antica ricetta appare sorprendentemente attuale. Molti chef la propongono come esempio virtuoso di cucina territoriale, servendola come antipasto gourmet o accompagnandola a preparazioni innovative che ne esaltano il gusto.
Anche il nome racconta la semplicità e l’immediatezza della cultura: nel dialetto locale “cacio” significa formaggio e “ove” significa uova, gli ingredienti principali della ricetta.
A seconda delle aree si possono incontrare varianti linguistiche come “pallotte cace e ove”, “pallotte cac’ e ove” o “pallotte cacio e ova”, ma il significato rimane immutato e richiama immediatamente uno dei sapori più autentici della tradizione regionale.
Per celebrare questo patrimonio gastronomico e culturale, Ascigno, frazione del comune di Casoli, nelle giornate di ieri 19 e oggi 20 giugno ospita il IV Festival delle Pallotte Cace e Ove, una manifestazione che negli anni è diventata un appuntamento sempre più atteso da residenti, turisti e appassionati di cucina tradizionale. La suggestiva Piazza San Gabriele, cuore della piccola comunità immersa nelle colline teatine, si trasforma per l’occasione in un grande spazio dedicato ai sapori, alla musica e alla convivialità.
Tra stand gastronomici, tavolate all’aperto e momenti di intrattenimento, il festival offre l’opportunità di degustare le autentiche pallotte cacio e ove preparate secondo la tradizione locale, ma anche di conoscere la storia e i valori che questo piatto continua a rappresentare. Un vero e proprio omaggio alla memoria collettiva dell’Abruzzo, alla cultura contadina e al lavoro delle generazioni che hanno custodito e tramandato una delle ricette più amate della regione.
