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Distrutti ettari di vigneti e uliveti, bruciati anche rifiuti abbandonati abusivamente.

 

Neanche la pioggia, caduta lunedì per breve tempo tra Guilmi e Carpineto Sinello, ha fermato la necessità del lancio di acqua dagli elicotteri dei Vigili del Fuoco. Una circostanza che dimostra l’emergenza vissuta nei giorni scorsi nel vastese.

Un inferno di fuoco, su cui è praticamente certo c’è dietro la mano di uomini senza scrupoli che hanno volutamente perpetrato atti di terrorismo piromane.

Solo ieri pomeriggio, dopo giorni dai primi allarmi nella serata di venerdì, si è vista la luce in fondo al tunnel, la conclusione dell’emergenza con lo spegnimento degli ultimi focolai tra Guilmi e Carpineto. Quattro giorni di inferno che avevano già avuto un prologo nelle precedenti ore con roghi in tutta la provincia di Chieti, detriti e fumo anche alle porte del capoluogo e almeno quattro ampi incendi.

È stato un attacco deliberato da parte di taluni, il terrore seminato in un territorio ferito gravemente dalle fiamme sabato scorso.

Incendi a Cupello, Furci e Carpineto Sinello

I territori più colpiti nello scorso drammatico fine settimana sono stati tra Carpineto Sinello e Guilmi e Cupello.
Per tutta la giornata di lunedì i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile hanno continuato le operazioni di spegnimento dell’incendio tra Carpineto Sinello e Guilmi, per il terzo giorno consecutivo elicotteri dei Vigili del Fuoco hanno solcato i cieli dei due comuni del vastese e lanciato acqua per spegnere le fiamme residue. Un incendio ormai circoscritto, azzerato il pericolo per la popolazione ma ultimi residui ancora presenti.
L’impegno per lo spegnimento degli ultimi focolai si è concentrato soprattutto sulla parte più alta del territorio, quella più montuosa, in cui l’incendio non era ancora del tutto spento.
Le operazioni sono state coordinate nella scuola di Guilmi in cui è stato allestito il campo base dei Vigili del Fuoco.
La devastazione causata dagli incendi, i segni lasciati dal fuoco, erano già ampiamente visibili a emergenza ancora in corso, ferite al territorio e duro colpo all’agricoltura e alle attività economiche. Domenico Bomba, presidente della sezione di Chieti e Pescara della Confederazione Italiana Agricoltori, ha sottolineato che la stima dei danni «non potrà limitarsi alle sole produzioni perse nell’immediato. Per vigneti, oliveti e altre colture permanenti dovranno essere considerati anche i danni agli impianti, la perdita delle produzioni future, i costi necessari al ripristino e gli eventuali danni a strutture, attrezzature e infrastrutture aziendali».

Da domenica fino a ieri in località Monte Sorbo a Carpineto Sinello l’emergenza più grave. Nel comune del vastese sono proseguiti i lanci d’acqua dei canadair dei Vigili del Fuoco. Le quindici persone costrette ad allontanarsi dalle loro abitazioni sono riuscite a trovare sistemazione autonomamente, hanno trascorso la notte tra sabato e domenica da parenti e amici. Ieri sera sono potute rientrare nelle loro abitazioni.
Tra Carpineto Sinello e Guilmi sono oltre 150 gli ettari andati in fumo in totale. Bilancio ancora più drammatico a Cupello. Le lacrime e la disperazione degli agricoltori che hanno visto devastati i campi, tra cui uliveti e vigneti frutto del lavoro di generazioni, sono emblematiche della situazione. Gli ettari colpiti dalle fiamme sono almeno 500.

«Il mio pensiero va a tutti gli agricoltori per i danni subiti a causa delle fiamme che hanno distrutto oliveti, vigneti e colture di stagione – ha dichiarato Tiziana Magnacca, assessore regionale alle attività produttive e presidente del consiglio comunale di San Salvo – da qui il mio impegno a incontrare i sindaci per meglio capire come poter essere utili come Regione interessando gli assessori competenti». La distruzione di uliveti e vigneti è giunta alla vigilia della raccolta, della vendemmia, che sono le attività agricole prevalenti nel territorio di Cupello.
Incendi su cui l’origine dolosa è molto più di un sospetto. È stata «un’emergenza incendi resa più dolorosa e amara nell’apprendere che, a detta di coloro che si sono prodigati nello spegnerli, i roghi avrebbero avuto origine da più focolai, a dimostrazione che ancora una volta non sarebbe da escluderne l’origine dolosa» ha dichiarato Magnacca.

«È un’ipotesi la mia, ma fatico a credere che possa essere stata una sigaretta gettata per sbaglio da un’auto ad accendere la vegetazione lungo la strada alle 4 e mezzo del mattino. E poi, poco dopo, un altro incendio a Furci, allo stesso modo», ha dichiarato la sindaca di Cupello Graziana Di Florio sabato pomeriggio, nel bel mezzo di una vera e propria emergenza vissuta dalla sua comunità. Il rogo nel suo paese, divampato in contrada Cerreto, ha poi coinvolto tre contrade. L’allarme è scattato poco dopo anche tra Furci e San Buono. A Cupello il rogo è stato circoscritto prima che provocasse l’evacuazione di case e fattorie. Ma ha avuto comunque il tempo di provocare danni ingentissimi all’agricoltura: 500 ettari sono stati divorati dalle fiamme, con centinaia di ulivi carbonizzati, frutteti, arnie e campi ridotti in cenere.

Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile hanno lavorato per ore, con l’aiuto dall’alto dei lanci di due elicotteri. Allo stadio comunale è stato sistemato un vascone mobile per rifornire i mezzi aerei. Mentre il vento spingeva fumo e cenere verso la costa, fino a Vasto e San Salvo, costringendo i residenti dei nuclei abitati più esposti a tenere chiuse le finestre.

«Abbiamo rischiato l’evacuazione dell’intero paese» il grido di dolore e rabbia sabato pomeriggio del sindaco di Carpineto Sinello Antonio Colonna. Quindici persone sono state costrette a trascorrere la notte tra sabato e domenica fuori casa, alloggiati da parenti o amici.

 

 

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali e sociali. Collaboratore BuongiornoAbruzzo.it e Il Messaggero Abruzzo e altri siti web d'informazione, vicedirettore WordNews.it. In passato collaboratore tra gli altri di Adista e PrimaDaNoi. Alcuni articoli su storia, cultura e valorizzazione del territorio sono stati pubblicati dal mensile VastoDomani