Il provvedimento datato 30 luglio notificato il 31 agosto.
È ancora lontana la fine della vicenda della separazione della “famiglia nel bosco”, il nucleo anglo-australiano residente a Palmoli al centro di un caso mediatico, politico e sociale che ormai si trascina da un anno.
Il Tribunale per i minorenni, trasformato dalla riforma Cartabia in Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie ma ancora operativo nella vecchia veste, ha deciso per un ricongiungimento a tappe, un articolato cammino che non vedrà la fine prima di altri mesi.
Una decisione che ha suscitato forte disapprovazione dal sindaco di Palmoli Masciulli e dal legale della coppia Simone Pillon che ha annunciato ricorso.
«Con la decisione del Tribunale la famiglia resta ancora nel tunnel disgraziato ma finalmente intravede una luce. A questa luce si aggrappano due genitori stremati e sull’orlo del collasso emotivo» ha dichiarato all’Ansa Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia nel bosco.
«l rientro a tappe dei bimbi, in questa situazione, è l’unica strada percorribile. Trovo, inoltre, significativa la possibilità che i bimbi possano incontrare i genitori nel luogo primario, dove hanno gustato la felicità dei giochi in armonia con la natura e con gli amatissimi animali» ha dichiarato Cantelmi che ha incoraggiato all’Ansa Nathan e Catherine a «collaborare e a percorrere con fiducia l’ultimo tratto del tunnel sopportando il dolore e lo strazio che dovranno ancora patire nell’attesa che, come scrive Catherine, ‘sorga una nuova alba’. Personalmente ritengo che tutta la vicenda sia sproporzionata perché siamo in presenza di genitori non abusanti, non maltrattanti e non delinquenti e il collocamento in casa famiglia costituisce nel complesso una pagina molto triste per l’Italia».
Una lunga giornata di attesa. È quella che si è vissuta ieri intorno alla struttura protetta nella periferia nord di Vasto in cui, ormai da nove mesi, vivono i tre figli della coppia.
C’è silenzio, totale silenzio, di fronte i cancelli della Casa d’Accoglienza vastese. Appaiono lontani i tempi delle mobilitazioni in solidarietà a Catherine e Nathan, dei sit-in, delle fiaccolate e dei rosari ai piedi della statua della Madonna collocata all’incrocio stradale a pochi passi. Anche il camper di un gruppo solidale con i due genitori che, per mesi, è rimasto parcheggiato a pochi metri dalla struttura è andato via da molte settimane.
Di fronte i cancelli della struttura protetta si sono visti transitare solo alcuni dipendenti. Bocche cucite e nessun commento alla stampa, come era ampiamente prevedibile. I riflettori si stanno riaccendendo in questa zona alla periferia nord di Vasto.
Dopo l’ordinanza del tribunale per i minorenni dell’Aquila l’attenzione è tornata sulla “famiglia nel bosco”, un’attenzione carica di attesa per la conclusione di una vicenda che ha mobilitato il mondo politico, culturale, scientifico. Una vicenda che ha suscitato molto rumore. Ma per ora c’è il silenzio intorno alla struttura, in attesa che dopo le lacrime della notte della separazione ci siano finalmente i sorrisi del ricongiungimento.
