“Non chiamatemi furbetta”. Un ex dipendente comunale di Palazzo San Francesco ha citato in giudizio il Comune di Sulmona davanti alla Corte d’Appello dell’Aquila per chiedere il rimborso delle spese processuali sostenute negli anni e l’annullamento della sanzione disciplinare dei cinque giorni di sospensione che le era stata comminata dall’ufficio procedimenti disciplinari. La donna era finita nel mirino della guardia di finanza di Sulmona che aveva indagato inizialmente 46 persone per assenteismo. Di queste solo quattro condannate in sede penale. L’ex dipendente era stata scagionata dal gip del tribunale di Sulmona che aveva archiviato le accuse a suo carico. Assolta anche nel filone contabile dell’inchiesta dalla Corte dei Conti. A sanzionarla, con la sospensione di cinque giorni, era stato l’ufficio dei procedimenti disciplinari. Sospensione che di fatto non è stata eseguita visto il pensionamento della donna. Ma l’ex dipendente ha deciso di andare fino in fondo. “Mi devono pagare le spese e quella sanzione va annullata per una questione di principio”- ha detto. Così la impugnato la sentenza del tribunale di Sulmona che aveva dichiarato cessata la materia del contendere e aveva respinto il ricorso. Ora il caso si riapre in Appello
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Doràn
Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.
