E così è fatta, dopo tanti giri (come canta Venditti) certi amori poi ritornano.
Non è proprio un ritorno, è un incontro, ma se ne parla da mesi, mo sì, mo no, e ora pare che la cosa si è quagliata.
Non lo dicono gli interessati, lo dicono i rumors, lo dice Lorenzo Fusco che si aggira per le vie della città (la nostra e non la sua), imbufalito come un unicorno ferito.
Appena ieri stava bofonchiando durante la inaugurazione della mostra del maestro Italo Picini.
Lo dice Roberto Santangelo che comincia a reagire e spara cazzate sulla revoca di Marianna Scoccia da Vice Presidente.
Lo dicono eventi di carattere nazionale che vede Noi Moderati iniziare a confluire, anzi a riconfluire, nel suo alveo naturale dell’area liberale e moderata di Forza Italia.
A tornare a casa Lessie si preparano Lupi ma anche Mara Carfagna.
Insomma una festa per il “ritorno” che merita la uccisione del vitello grasso come nella parabola di Gesù narrata nel Vangelo di Luca.
Anche allora si parlava di qualcuno che tornava solo che era il figliol prodigo.
Ovviamente qui in Valle Peligna non parliamo di Marianna e basta, ma è tutta i civici di Noi Moderati che se ne va tra gli azzurri della politica italiana rimpinguando le casse della sezione di Sulmona che passa da due a cinque consiglieri.
Un bel balzo, ma non innaturale.
Dalle parti della segreteria di Roberto Santangelo si sentono i tuoni.
Già l’ha sparata grossa cercando di mettere in pericolo il ruolo di Marianna Scoccia in regione perché un Presidente (e quindi anche i Vice Presidenti) di un organo come il Consiglio Regionale, come quello comunale, come del resto i Presidenti (e Vice) delle due Camere Parlamentari, non sono né sfiduciabili né revocabili.
(e chi avesse dubbi si leggesse il parere giuridico amministrativo pigiando su questo link)
Ma ha le narici che fumano e non solo per la proprietà transitiva perché fumano anche quelle di Antonietta La Porta.
In gioco ci sono gli equilibri del partito nell’intero Abruzzo, in gioco c’è una partita di potere all’interno della formazione che fu di Berlusconi.
Sono alle coltellate dietro la schiena e Pescara ne sa qualcosa.
È ovvio che l’ingresso del gruppo di Marianna Scoccia, elettoralmente consistente e necessario, fa esplodere questi equilibri.
Loro si ricollocano, ma non si snaturano, e comunque pesano e pure tanto.
Già ne abbiamo avuto le avvisaglie con il commissariamento della sezione di Sulmona e con la richiesta ampia (non accolta dal Sindaco) delle dimissioni dell’assessore La Porta.
Tutto questo è il riflesso di una banale considerazione: a giugno si vota, Giorgia lo dice nei corridoi di palazzo ogni cinque minuti.
E questo basta e avanza a creare tensioni ovunque.
Ma noi preoccupiamoci dei fatti di Sulmona.
Qualcuno potrebbe dire: “a quando il rimpasto di giunta” che se Forza Italia so’ diventati 5 qualche rapporto di forza sarà pure cambiato.
Qualcun altro più maligno potrebbe dire: “Quando si vota?”
(ovviamente per le comunali di Sulmona)


