Aumentano le sciamature tra Sulmona, Pratola Peligna e Pacentro
L’appello degli esperti: “Non disturbate gli sciami e non tentate interventi fai-da-te”
Con l’arrivo della primavera avanzata e delle prime giornate calde, torna anche il periodo delle sciamature delle api. Negli ultimi giorni, tra Sulmona, Pratola Peligna, Pacentro e altri centri del territorio, sono già arrivate diverse segnalazioni di sciami posizionati vicino ad abitazioni, scuole e persino all’interno dei cassonetti delle serrande avvolgibili. Una situazione che spesso genera paura nei cittadini e richieste di intervento ai Vigili del Fuoco, ma che gli esperti invitano a gestire con calma e responsabilità.

La sciamatura è un fenomeno naturale e fondamentale per la sopravvivenza delle api. In pratica, una colonia si divide: una nuova regina lascia l’alveare insieme a parte delle api operaie per cercare un nuovo luogo dove creare una nuova colonia. Durante questa fase gli sciami possono fermarsi temporaneamente su alberi, muri, balconi, automobili o all’interno di cavità e spazi riparati delle abitazioni.
A spiegare il fenomeno è Attilio D’Andrea, apicoltore di Sulmona e titolare dell’azienda “Le Apette di Chiara”, che gestisce oltre 40 arnie (2 Milioni di api) in Valle Peligna e nelle montagne circostanti e che in questi giorni è stato chiamato più volte per recuperare gli sciami in sicurezza. Tra gli interventi recenti, uno a Pratola Peligna, uno presso una scuola gestita da suore a Sulmona, un altro sciame (vedi foto) nel centro di Pacentro e un altro in un’abitazione privata di Sulmona.
“Le api – spiega D’Andrea – durante la sciamatura sono generalmente meno aggressive, ma non devono essere disturbate. È importante non spruzzare insetticidi e non cercare di rimuoverle autonomamente. Basta contattare un apicoltore esperto o i Vigili del Fuoco per consentire il recupero dello sciame e il trasferimento in un ambiente controllato”. “Questi fantastici insetti – continua D’Andrea – rappresentano una risorsa essenziale per l’ambiente e per l’agricoltura. Attraverso l’impollinazione contribuiscono alla riproduzione di moltissime specie vegetali e alla produzione alimentare. Per questo motivo sono considerate insetti di fondamentale importanza e la distruzione volontaria di alveari o sciami può comportare anche conseguenze legali e sanzioni.”
Uno degli aspetti che più spesso genera allarme è la difficoltà nel distinguere api, vespe e calabroni.
In molti casi ogni sciame viene percepito come pericoloso, ma le api da miele, a differenza di vespe e calabroni, vengono generalmente recuperate da apicoltori specializzati senza procedere alla distruzione della colonia.
Secondo le disposizioni del Ministero dell’Interno, i Vigili del Fuoco intervengono principalmente nei casi in cui vi siano concrete situazioni di rischio per la sicurezza delle persone, ad esempio quando non è possibile isolare i locali interessati, in presenza di persone vulnerabili, in caso di sciami di grandi dimensioni o in situazioni di particolare difficoltà di accesso.
Quando viene contattato il numero di emergenza 115, la Sala Operativa verifica innanzitutto se si tratti di api oppure di vespe o calabroni e valuta se il caso rientri tra gli interventi di soccorso tecnico urgente. Nel caso delle api, normalmente viene attivato un apicoltore reperibile sul territorio.
Gli esperti raccomandano infine di non tentare mai interventi autonomi. La rimozione improvvisata di colonie di insetti può essere estremamente pericolosa senza adeguate protezioni, strumenti e competenze specifiche.
L’invito rivolto alla popolazione è quindi quello di mantenere le distanze, evitare movimenti bruschi e segnalare tempestivamente la presenza di sciami agli enti competenti o agli apicoltori del territorio. Con piccoli gesti di attenzione è possibile proteggere sia la sicurezza delle persone sia quella di un insetto prezioso per la vita dell’uomo e dell’ambiente.
In questo video possiamo vedere proprio l’intervento di Attilio D’Andrea presso una abitazione a Pratola Peligna.
Articolo di: Raffaele Disanti
