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Quanto di ciò che chiamiamo “io” nasce davvero in solitudine?

È la domanda da cui prende avvio “La mente degli altri. Psicologia sociale del giudizio, del consenso e delle relazioni nell’epoca digitale”, il nuovo saggio di Lisa Di Giovanni, pubblicato da Edizioni Jolly Roger, in nuova edizione nell’ottobre 2026.

Un libro che porta la psicologia sociale dentro la vita quotidiana e affronta una questione centrale del nostro tempo: quanto siamo realmente autonomi nelle nostre decisioni e quanto, invece, il nostro modo di pensare, giudicare, scegliere e comportarci viene influenzato dallo sguardo degli altri, dalle aspettative sociali, dai gruppi ai quali apparteniamo e dagli ambienti digitali che frequentiamo?

Lisa Di Giovanni accompagna il lettore alla scoperta dei meccanismi, spesso invisibili, attraverso i quali la presenza reale, immaginata o interiorizzata degli altri condiziona pensieri, emozioni e comportamenti.

Lo sguardo altrui, il bisogno di appartenenza, la paura del giudizio, il conformismo, l’autorità, gli stereotipi, le dinamiche di gruppo, l’esclusione, la leadership e il conflitto diventano chiavi di lettura per comprendere non soltanto gli altri, ma anche noi stessi.

Dallo sguardo degli altri alla società digitale

Uno dei nuclei più attuali del volume riguarda il rapporto tra psicologia sociale e ambiente digitale. Social network e piattaforme non hanno inventato il bisogno umano di appartenenza, approvazione e riconoscimento, ma ne hanno profondamente trasformato le condizioni.

Oggi il consenso può essere misurato attraverso numeri, reazioni e follower; il confronto con gli altri è pressoché permanente; l’immagine personale viene esposta a pubblici potenzialmente vastissimi e il giudizio può continuare a circolare anche quando il contesto nel quale è nato è ormai scomparso.

La vita digitale diventa così uno spazio nel quale antichi bisogni umani incontrano strumenti capaci di amplificarne intensità e conseguenze.

Il libro analizza questo scenario senza demonizzare la tecnologia, interrogandosi piuttosto sul modo in cui la connessione permanente modifica identità, reputazione, appartenenza, confronto sociale e percezione di sé.

Il tema assume particolare rilievo anche nella prefazione del Prof. Francesco Pira, che osserva come nello spazio delle piattaforme lo sguardo degli altri possa estendersi, misurarsi, archiviarsi e moltiplicarsi, rendendo l’approvazione numerabile e il giudizio potenzialmente continuo.

Psicologia, giornalismo e osservazione della realtà

“La mente degli altri” nasce dall’incontro tra prospettive differenti.

La formazione psicologica dell’autrice dialoga con l’esperienza giornalistica e con l’osservazione delle dinamiche del mondo professionale.

Psicologia, comunicazione e lavoro diventano così punti di osservazione complementari attraverso i quali leggere il comportamento umano.

Non si tratta di un manuale costruito per fornire etichette con cui classificare gli altri. Il libro invita piuttosto a utilizzare i concetti della psicologia sociale come lenti attraverso le quali osservare la realtà e interrogare anche il proprio comportamento.

Come precisa la stessa autrice nella nota che apre il volume, le pagine non propongono diagnosi o ricette universali: comprendere le forze che ci influenzano significa diventare più consapevoli delle condizioni nelle quali scegliamo e, proprio per questo, rendere più concreta la responsabilità individuale.

Un saggio da leggere e da utilizzare

Uno degli elementi distintivi del volume è la sua struttura, articolata in cinque parti e ventiquattro capitoli.

Alla riflessione teorica e ai riferimenti alla ricerca psicologica si affiancano scene quotidiane, casi, domande di autoriflessione, laboratori di consapevolezza e strumenti operativi. Il percorso attraversa lo sguardo degli altri, la forza del gruppo, la società dello sguardo digitale, la mente al lavoro e, infine, la possibilità di tornare a pensare con la propria mente.

La parte conclusiva amplia ulteriormente la dimensione pratica con dieci casi interdisciplinari, percorsi di lettura tematici, un atlante delle scene quotidiane, sei riflessioni da portare con sé, un Manifesto per una mente socialmente consapevole, un quaderno di autoriflessione e un quaderno operativo ampliato.

Il lettore non viene quindi lasciato davanti alla sola teoria, ma coinvolto in un percorso che trasforma i concetti della psicologia sociale in occasioni concrete di osservazione di sé e delle proprie relazioni.

È proprio questa impostazione, sottolinea Francesco Pira nella prefazione, a rendere il volume utile anche negli ambiti educativo, formativo e professionale.

Il lavoro come laboratorio sociale

Una parte importante del saggio è dedicata al mondo professionale. L’azienda viene osservata come un sistema sociale, nel quale alle gerarchie ufficiali si affiancano relazioni, aspettative e regole non scritte.

Chi viene ascoltato? Chi può sbagliare? Chi rimane ai margini? Quali domande possono essere poste? Quali silenzi vengono premiati?

L’organigramma può descrivere le responsabilità formali, ma non sempre racconta l’intera geografia del potere. Per comprenderla è necessario osservare anche le relazioni, le aspettative e le norme implicite che regolano la vita di un’organizzazione.

Leadership, inclusione, esclusione, conflitto e riconoscimento diventano quindi ulteriori territori nei quali verificare concretamente quanto la mente individuale sia inserita in una rete di influenze sociali.

La prefazione del Prof. Francesco Pira

Il volume è introdotto dalla prefazione del Prof. Francesco Pira, sociologo, Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina.

Pira individua nel saggio il merito di mettere in discussione l’immagine semplificata di un individuo pienamente autonomo, ricordando come identità, pensieri e comportamenti prendano forma all’interno di linguaggi, aspettative, ruoli, appartenenze, situazioni e relazioni.

Secondo il sociologo, il volume si inserisce nella grande tradizione della psicologia sociale e del pensiero interazionista, ma lo fa attraverso una voce autonoma, concreta e contemporanea.

Un altro elemento messo in evidenza nella prefazione è la capacità di Lisa Di Giovanni di non separare l’analisi delle influenze sociali dalla responsabilità individuale: riconoscere il peso del gruppo, delle aspettative, delle etichette, delle piattaforme o delle asimmetrie di potere non significa attenuare la responsabilità personale, ma acquisire strumenti più solidi per scegliere.

Lisa Di Giovanni

La libertà di riconoscere ciò che ci influenza

Il cuore di “La mente degli altri” risiede in un apparente paradosso: riconoscere quanto siamo influenzati dagli altri può renderci più liberi, non meno liberi.

Non possiamo eliminare completamente lo sguardo sociale, il bisogno di appartenenza o l’influenza dei gruppi. Possiamo però imparare a riconoscerli. Possiamo distinguere tra appartenenza e conformismo, tra consenso e verità, tra responsabilità e obbedienza, tra ciò che abbiamo scelto e ciò che abbiamo assorbito senza accorgercene.

l punto di arrivo non è quindi l’individuo isolato dagli altri, ma una persona capace di vivere nelle relazioni conservando la possibilità di interrogarsi, dissentire e scegliere.

Perché, come emerge dalle pagine del volume, non diventiamo noi stessi lontano dagli altri, ma imparando a distinguere la loro voce dalla nostra.

L’autrice – Lisa Di Giovanni

Lisa Di Giovanni è giornalista pubblicista, scrittrice, promotrice culturale, coach umanistico integrato e professionista della comunicazione editoriale.

Laureata in Psicologia e specializzata con un Master in HR Executive Manager presso la Rome Business School, affianca a una consolidata esperienza manageriale nel settore delle telecomunicazioni un’intensa attività nel mondo della cultura, del giornalismo e dell’editoria.

È fondatrice e titolare dell’agenzia P.R. & Editoria, dirige il periodico culturale “La finestra sul Gran Sasso” ed è ideatrice della rubrica “Echi di Psiche”, ospitata su Fix On Magazine e Radio Incontro Terni.

È inoltre direttrice di “LibrOfficina – I libri visti da dentro”, progetto culturale multipiattaforma dedicato alla promozione della lettura e dell’editoria.

È autrice e coautrice di opere di narrativa, poesia e saggistica e Presidente del Premio Letterario Nazionale FavolosaMente.

La sua scrittura, influenzata dalla formazione psicologica, esplora identità, memoria, resilienza e relazioni umane, coniugando rigore, sensibilità e attenzione al contemporaneo. Con “La mente degli altri” porta nella saggistica l’incontro tra psicologia, giornalismo e osservazione delle dinamiche professionali e sociali.

Francesca Di GIuseppe

Francesca Di GIuseppe

Francesca Di Giuseppe nata a Pescara, giornalista con la passione per sport. Per cinque anni direttrice del free press PescaraPescara e titolare del blog postcalcium.it Autrice del saggio “L’evoluzione del gioco e il calcio femminile” (Lupi Editore); co-autrice del libro “Amati o amàti questione di accento” (Masciulli Edizioni). A ottobre del 2024 è uscito il primo romanzo sportivo “Ragione vs Sentimento la partita” (Poderosa Edizioni), curatrice dell’antologia “Abruzzo d’Autore”, autrice con Massimo Carugno del romanzo “I Leoni siamo noi" (onlus Antonio Padovani Edizioni), coordinatrice editoriale del libro “Quella notte, il mio Heysel” (Poderosa Edizioni) Speaker radiofonica su radiostart.it nel format “SportivamentEtica” condotta insieme ad Angelo Nicolò presidente Gladius Pescara Centro Tecnico AC Milan.