Arriva l’assoluzione per Vincenzo Saracco, l’imprenditore finito a processo per il grave incidente sul lavoro avvenuto nel 2022 a Raiano. La sentenza è stata pronunciata dal giudice del tribunale di Sulmona Maria Sole Aiudi. L’imputato, legale rappresentante di una ditta individuale con sede in contrada Vallone a Prezza, opera nel settore della fabbricazione di porte, finestre, telai, imposte e cancelli metallici. Al lui viene contestato di aver cagionato, con colpa generica consistita in imprudenza e negligenza e con colpa specifica gravi lesioni personali a un operaio. Secondo quanto ricostruito, il lavoratore ha riportato l’amputazione della falange del secondo, terzo e quarto dito della mano sinistra. Le lesioni sono state giudicate guaribili in un periodo non inferiore a 74 giorni (alla data del 16 novembre 2022), con incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un analogo arco temporale e una menomazione dell’integrità psicofisica pari al 10%. Nel dettaglio, il danno permanente è consistito nella perdita anatomica delle falangi del secondo, terzo e quarto dito, in una residua rigidità delle falangi del secondo e terzo dito e in una riduzione funzionale della pinza tra pollice e indice. L’infortunio si è verificato mentre l’operaio azionava la pedaliera di una macchina curvatrice, avendo la mano sinistra posizionata in corrispondenza della zona di convergenza tra il tubo in lavorazione e i rulli di curvatura. Secondo l’impostazione accusatoria, l’evento si sarebbe verificato non solo per l’imprudente comportamento del lavoratore, ma anche per responsabilità del datore di lavoro, individuata nella mancata adeguata formazione e informazione del dipendente in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Nel corso del processo tuttavia è emerso che il datore di lavoro aveva fornito adeguata preparazione e formazione all’operaio. L’uomo, difeso dall’avvocato Uberto Di Pillo, è uscito assolto
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Incidente sul lavoro a Raiano, assolto imprenditore

DiMassimo Carugno
23 Ottobre 2026 — 19:32
Massimo Carugno
Direttore Responsabile. Nato nel 1956, studi classici e poi laurea in giurisprudenza, oggi è avvocato nella sua città, patria di Ovidio e Capograssi: Sulmona. Da bambino, al seguito del padre ingegnere, ha vissuto, dall’età di 6 sino ai 12 anni, in Africa, tra Senegal, Congo, Ruanda, Burundi, rimanendo anche coinvolto nelle drammatiche vicende della rivolta del Kivu del 1967. Ha scritto quattro romanzi: “La Foglia d’autunno”, “L’ombra dell’ultimo manto” "I leoni siamo noi" (a quattro mani con la giornalista Francesca Di Giuseppe) e "Virgilia". Quest'ultimo vincitore del premio letterario internazionale Ovidio edizione del 2024. Giornalista pubblicista è anche opinionista del Riformista, di Mondoperaio, del Nuovo Giornale Nazionale e della Giustizie.net
