Ne parlano e scrivono ovunque: ma cos’è questo Free Flow?
È un nuovo tipo di pedaggio autostradale, basato su un sistema di pagamento innovativo e già attivo su diverse tratte italiane. E non solo.
Così possiamo viaggiare in autostrada senza fermarci ai caselli, migliorando la fluidità del traffico e riducendo i tempi di percorrenza.
Però il sistema richiede una certa attenzione da parte degli automobilisti, soprattutto quelli che non hanno un dispositivo di telepedaggio.
Infatti, come con il Telepass, il free flow in autostrada funziona grazie a portali dotati di telecamere che leggono la targa o rilevano un dispositivo di bordo. Alcune speciali strutture collocate sopra la carreggiata, come i tutor, fotografano la targa e riconoscono il veicolo mentre si sposta. Non ci sono caselli, né per prendere il biglietto né per pagare. Il pagamento avviene in modo automatico con il telepedaggio, oppure va saldato manualmente online o accedendo alle specifiche app entro 15 giorni dal transito.
Ci sono quindi diversi metodi di pagamento.
Con Telepass o dispositivi analoghi: il passaggio viene registrato dal dispositivo in auto e il costo si paga da solo sul tuo conto.
Senza dispositivi (pagamento manuale):
Si può pagare entro 15 giorni dal passaggio, ma accedendo agli apposito siti online o dalle app.
I dati del viaggio compaiono online entro 24 ore dal transito.
Si paga usando le app ufficiali dedicate (come quelle della singola tratta) o i siti web autorizzati, registrando la propria targa o anche solo come utenti occasionali.
Se non si paga entro 15 giorni, arriva un avviso a casa. Così però si paga di più a causa dei costi extra sostenuti falle agenzie per la ricerca dei dati e la gestione fella posta. E si rischiano anche multe vere e proprie, quelle previste ordinariamente dal codice della strada
Il sistema Free Flow è già ampiamente adottato in diversi Paesi europei.
Ma è stata l’Italia la pioniera in Europa e nel mondo: noi abbiamo inventato e applicato per primi il concetto di autostrada a pagamento, a cominciare dalla Pedemontana Lombarda.
Ci ha seguiti la Spagna, dove è oggi totalmente free flow la A636 nei Paesi Baschi (Beasain – Bergara), e poi la Francia, dove è stato da poco ampliato anche sulle autostrade A13 e A14 in prossimità di Parigi.
In Portogallo è molto diffuso e accessibile anche ai turisti, che possono pagare tramite negozi abilitati fornendo semplicemente la targa del veicolo.
Nei Paesi Bassi e in Scandinavia molti tunnel, ponti e circonvallazioni urbane sfruttano sistemi automatici senza sosta per ridurre le code.
Anche Stati Uniti, Canada e Australia adottano estensivamente reti autostradali interamente free flow (come le toll roads in varie superstrade americane e canadesi) dove il pagamento avviene solo via tag elettronico o targa preregistrata online.
Il Free Flow è già attivo su alcune delle principali arterie del Nord Italia, per circa 200 chilometri complessivi della nostra rete nazionale.
La prima a installarlo fu la A36 (Pedemontana Lombarda, dal settembre 2024). Oggi funzionano col free flow anche lla A33 Asti-Cuneo, la tratta Cassano Magnago Lentate sul Seveso di Como (A59) e Varese (A60) e il raccordo Ospitaletto-Montichiari.
Purtroppo, attualmente non esiste una piattaforma standardizzata né italiana né Europea, e ogni Paese ha i propri sistemi di fatturazione. Però esiste il telepedaggio di «Fulli Nomade +» che permette di pagare i pedaggi autostradali in Italia, Francia, Spagna e Portogallo senza fermarsi ai caselli.
