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Stamattina alla Camera dei Deputati ci sono state le audizioni sul Documento programmatico di finanza pubblica. Sono stati auditi Corte dei conti, Istat, Cnel, Banca d’Italia e Upb.
Ne emerge che debito pubblico italiano è in salita ormai da un periodo più lungo del previsto, con margini sempre più stretti per le leggi di Bilancio e conti sempre più esposti agli shock energetici e geopolitici.

La stessa Corte dei conti avverte che la ripresa rischia di rallentare. Anche l’Ufficio parlamentare di bilancio, pur confermando le previsioni macroeconomiche del governo, stima che il debito inizierà a scendere solo nel 2029.
Da parte loro Istat, Cnel e Banca d’Italia richiamano l’attenzione sui rischi per la crescita, sulle politiche europee e sulla necessità di preservare la credibilità dei conti pubblici.

In base ai dati della Corte dei Conti, pesa molto l’impatto di cassa del Superbonus e il maggior deficit legato alla flessibilità europea per finanziare energia e difesa: questi fenomeni porteranno a ridurre il debito più avanti nel tempo rispetto alle stime del governo.
I magistrati contabili ammettono il quadro altamente variabile del quadro internazionale, ma al contempo puntano il dito sulle carenze informative che rendono difficile «valutare la tenuta dei conti pubblici» e la coerenza delle scelte con le priorità del governo.
Nello specifico, la Corte dei Conti vorrebbe una definizione più approfondita delle politiche di settore e la quantificazione degli effetti finanziari delle misure che saranno inserite nella manovra.

In questo scenario il Dpfp avrà «ancora una volta» un carattere meramente interlocutorio, più simile a un aggiornamento delle previsioni che a un vero e proprio documento di programmazione. La Corte invita quindi il governo a proseguire con le riforme e gli investimenti del Pnrr, e suggerisce di concentrare gli interventi sugli investimenti ad alta produttività, sulle famiglie a basso reddito e sulle imprese più esposte ai costi energetici. Tra le priorità segnalate dalla Corte ci sono anche la sanità, l’istruzione, la formazione e la ricerca.

Anche il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, segnala come la finanza pubblica sia esposta a rischi al ribasso, soprattutto a causa dell’incertezza globale. La sua ricetta è «monitorare la trasmissione dei rincari energetici a famiglie e imprese» preservando gli investimenti, la produttività e il potere d’acquisto.

Renato Brunetta, presidente del Cnel, evidenzia che l’Italia si trova su un «sentiero stretto» tra sostegno alla crescita e risanamento dei conti pubblici.
E consiglia gestire la flessibilità di bilancio «senza troppe luci e senza troppo clamore», per evitare allarmi sui mercati e non usare le misure di risanamento come ricerca di consenso elettorale.

Anche Bankitalia condivide le preoccupazioni sul debito, e a tal fine spinge per individuare coperture di bilancio che contengano il disavanzo e accelerino la discesa del debito.
I dati presentati dimostrano come le maggiori entrate attese dalle previsioni di aprile risultano oggi compensate dalle maggiori spese sostenute.
Bankitalia ribadisce pure che l’inflazione è aumentata negli ultimi mesi, ma «il rincaro dei prodotti energetici è finora assai più contenuto» rispetto alla crisi energetica del 2021-2022 e «non emergono segnali di una significativa trasmissione alle altre componenti dei prezzi».

Un ottimismo che non basta, da solo, a farci dormire più sereni.

Lucia Abbatantuono

Lucia Abbatantuono

Giornalista pubblicista. Laurea cum laude in Scienze Politiche Economico/Internazionali. Master ISSMI - Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze. Stagista UNESCO e ricercatrice per i Ministeri dell'Interno e della Difesa. Analista al Centro Alti Studi per la Difesa. Esperta di politica militare e diritto internazionale. Funzionario della Pubblica Amministrazione. Appassionata di letteratura, storia e musica classica, è pianista per diletto. Ha pubblicato un romanzo e alcune antologie poetiche. Oggi scrive anche per Lagiustizia.net, Stampa Parlamento, Corriere Nazionale, Mondoperaio, Il Chaos e L'Autiere. Moderatrice e relatrice in dibattiti accademici sul diritto internazionale. Socia del torinese Club di Cultura Classica e Movimento Socialista Liberale. Aderente a Reporters sans frontières e al Movimento Federalista Europeo.