Diciotto Comuni già interessati, nuovi campionamenti ancora in corso e un patrimonio di pini che, soprattutto lungo la costa abruzzese, rischia di subire danni sempre più importanti. La diffusione della cocciniglia del pino, Toumeyella parvicornis, torna al centro dell’attenzione politica regionale con una risoluzione depositata in Consiglio regionale dai consiglieri del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini e Francesco Taglieri.

Ma cosa sta accadendo realmente e, soprattutto, la Regione Abruzzo ha già deciso di intervenire?

In realtà una strategia regionale esiste già. Il Servizio Supporto Specialistico all’Agricoltura sta effettuando attività di sorveglianza e gestione del fenomeno e proprio nei giorni scorsi la Regione ha fatto il punto sulla situazione: le aree delimitate interessano attualmente 18 Comuni abruzzesi e sono in corso ulteriori campionamenti per verificare l’effettiva estensione dell’infestazione. La presenza dell’insetto in Abruzzo era stata accertata per la prima volta nel 2021, nel territorio di Pescara. Da allora il problema si è progressivamente esteso, interessando altre zone e rendendo particolarmente delicata la situazione delle pinete costiere. Nelle aree infestate sono già previste diverse misure: trattamenti con prodotti fitosanitari autorizzati, interventi selvicolturali per migliorare le condizioni delle piante, gestione controllata dei materiali provenienti da potature e abbattimenti e, nei casi nei quali gli alberi non siano più recuperabili, rimozione e distruzione delle piante.

La Regione ha inoltre annunciato di essere al lavoro su uno schema di accordo aperto alle pubbliche amministrazioni interessate, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento delle attività di monitoraggio e degli interventi fitosanitari. È inoltre allo studio la possibilità di sperimentare in Abruzzo forme di controllo biologico dell’insetto. È su questo scenario che si inserisce la nuova iniziativa politica. La risoluzione presentata da Alessandrini, prima firmataria, insieme a Taglieri chiede infatti di compiere un passo ulteriore: non soltanto coordinare gli interventi, ma mettere a disposizione dei Comuni risorse economiche straordinarie e immediate. La proposta prevede, entro quindici giorni dall’eventuale approvazione dell’atto, la pubblicazione di un avviso regionale straordinario attraverso il quale finanziare gli interventi dei Comuni colpiti. Per accelerare le operazioni viene inoltre proposto un anticipo non inferiore al 50 per cento del contributo assegnato, evitando così che siano le amministrazioni comunali a dover anticipare interamente le somme. Attenzione, però: queste misure non sono ancora state approvate dalla Regione. Sono contenute nella risoluzione trasmessa alla II Commissione consiliare e dovranno quindi essere discusse politicamente. Ed è probabilmente questo l’aspetto più rilevante della vicenda.

Il problema non è più soltanto stabilire se intervenire contro la cocciniglia, perché l’attività di monitoraggio e contrasto è già in corso. La questione diventa capire con quali risorse, con quali tempi e soprattutto attraverso quale modello organizzativo affrontare un fenomeno che ormai supera i confini dei singoli Comuni. La proposta Alessandrini-Taglieri punta infatti anche alla creazione di un coordinamento regionale permanente e, superata la fase emergenziale, all’utilizzo di AREACom, la centrale di committenza regionale, per acquistare in maniera unitaria prodotti, materiali, attrezzature e servizi specialistici. L’obiettivo sarebbe evitare che ogni Comune proceda autonomamente con affidamenti e acquisti differenti, cercando invece di ottenere prezzi più vantaggiosi, procedure omogenee e interventi tecnicamente coordinati. Perché la Toumeyella parvicornis non rappresenta soltanto un problema botanico.

Il pino domestico caratterizza una parte importante del paesaggio della costa abruzzese. Le alberature e le pinete svolgono una funzione ambientale, contribuiscono all’ombreggiamento e alla mitigazione delle temperature e costituiscono, in molte località turistiche, una componente riconoscibile dell’identità urbana e paesaggistica. La perdita di un numero significativo di esemplari avrebbe quindi conseguenze che vanno oltre il verde pubblico, con costi legati agli abbattimenti, alla messa in sicurezza e alla successiva sostituzione delle piante. Ed è proprio il fattore tempo a diventare determinante: intervenire sulle piante ancora recuperabili può significare evitare domani abbattimenti e costi ben superiori. La Regione, dunque, si è già attivata sul fronte fitosanitario e sta lavorando a un maggiore coordinamento. La risoluzione depositata in Consiglio regionale pone però una questione ulteriore: trasformare questa attività in una risposta finanziaria e organizzativa unica per tutto l’Abruzzo. Ora la parola passa alla Commissione e, successivamente, alla politica regionale. Sarà lì che si capirà se le proposte contenute nella risoluzione – a partire dai contributi straordinari ai Comuni e dalla gestione centralizzata degli acquisti – diventeranno effettivamente parte della strategia regionale contro la cocciniglia tartaruga.

Una decisione che potrebbe rivelarsi importante non soltanto per salvare gli alberi già colpiti, ma per evitare che quella che oggi è un’emergenza fitosanitaria si trasformi domani in un problema ambientale, paesaggistico ed economico molto più difficile e costoso da affrontare.

Nivem

Nivem

Nivem è una voce che sceglie di lasciare spazio ai fatti. Tra politica, istituzioni e territorio, racconta l’attualità con rigore, sensibilità e la convinzione che comprendere sia il primo passo per informare.