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Un’emozione che si accende all’improvviso, «come un’adrenalina che sale», e che trasforma una semplice attesa in un salto indietro nei secoli. Così Clizia Incorvaia racconta i suoi primi minuti nei panni della regina Giovanna d’Aragona, ruolo che ha interpreto nella Giostra Cavalleresca di Sulmona, portando con sé entusiasmo, curiosità e un forte senso di responsabilità.

«Fino a due minuti fa ero in stanza e mi sembrava di essere in un viaggio nel tempo», confida. «Sono emozionata come una bambina. Vestire la regina Giovanna d’Aragona, simbolo del Rinascimento italiano, è un grande onore». Una figura che Clizia descrive come «superforte», capace di dialogare con papi e sovrani in un’epoca in cui la voce femminile aveva poco spazio. «Era di leggendaria bellezza, che spero di rappresentare bene, ma soprattutto di grande intelligenza. Una donna colta, che promuoveva arte e creatività».

Per Clizia, quella con Sulmona è una scoperta recente, ma immediata. «È un rapporto del tutto nuovo, però io sono un’italiana doc, amante della mia patria. Sono felice di promuovere questa tradizione». E qui entra in gioco la sua identità digitale: «Io nasco col social network. Mi piace portare una tradizione che può sembrare antica ai giovani, lo farò attraverso i miei canali. Non bisogna scordare la storia».

La scelta di una regina più giovane rispetto alle edizioni precedenti diventa per lei una missione: «Le altre regine erano figure televisive anche più importanti di me, ma non avevano questo rapporto con il mondo social. Voglio portare il mio mondo a conoscere la Giostra, perché i giovani hanno bisogno di scoprire e di essere catapultati in una realtà meravigliosa come quella di Sulmona».

Clizia sottolinea con forza il lavoro nascosto dietro la manifestazione: «C’è un lavoro incredibile che mostrerò anche in questi giorni. Ci sono sarte straordinarie, uno stilista bravissimo, un presidente che inizia le riunioni a gennaio. Sembra una sciocchezza, ma tutte queste persone lavorano seriamente per la Giostra».

E poi i gioielli, appena consegnati: «Sono tutti fatti a mano, riprodotti come quelli rinascimentali. Gioielli di buon auspicio, simboli del periodo storico. Indossarli è un privilegio».

La presenza di Clizia Incorvaia porta alla Giostra un elemento nuovo: la possibilità di raccontare la tradizione attraverso il linguaggio dei social, avvicinando una manifestazione storica a un pubblico che spesso ne ignora la ricchezza.

«Sulmona è una terra meravigliosa. Voglio far conoscere tutto questo ai giovani, perché dietro la Giostra c’è un mondo fatto di passione, cultura e dedizione. E io sono qui per raccontarlo».

Doràn

Doràn

Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.