Due anni fa la scomparsa di una colonna del centro diurno per disabili vastese.
C’è la Storia, quella che studiamo e impariamo sui libri di scuola. Scritta da potenti, da personaggi famosi di ogni tempo (oggi forse li si definirebbe vip). Una Storia spesso segnata dal negativo e da quanto di più terribile l’umanità ha mai conosciuto. E ci sono storie che non entreranno mai in nessun libro, che non saranno studiate in nessuna accademia. Ma segnano vite, cuori, anima.
Troppo spesso, anche se non soprattutto il giornalismo (o quel che si definisce tale), si sofferma sui presunti e supposti grandi del nostro tempo. Ma le nostre città, strade, piazze, sono attraversati da persone che non avranno mai i riflettori. Ma sono, realmente, grandi.
Sono i cammini dei nostri cuori, di vite incarnate, di anime che si riscaldano con i raggi dei sentimenti e delle emozioni più calde e belle. L’essenziale è invisibile agli occhi, non si vede bene che con il cuore, disse Il Piccolo Principe. Quanto di più vero al mondo sono quelle che non riusciamo a vedere con lo sguardo, scrisse Francis Pharcellus Church rispondendo alla piccola Virginia nell’editoriale giornalistico più famoso di sempre.
Due anni fa a Vasto il 29 settembre, nei giorni della festività di San Michele, era già avvenuto l’ultimo saluto a Pompeo Costantini.
«È stato un utente affezionatissimo del Centro diurno del Comune di Vasto – il ricordo due anni fa di Anna Bosco, assessora alle politiche sociali – Ha insegnato a moltissimi cosa e quanto vale un sorriso e per me è stato un onore averlo conosciuto, mi ha lasciato un esempio di vita straordinario, dimostrandomi la forza di tenere ogni giorno l’umore alto per se stesso e per chi gli era accanto, anche quei giorni in cui era più difficile farlo. Anche a nome del suo adorato personale del centro, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia. Che la terra ti sia lieve caro Pompeo. Tutti noi ti diciamo grazie per l’affetto e la gioia di vivere che ci hai donato».
Ricordare con le parole una persona come Pompeo è difficile, forse impossibile. Una persona che ci ha insegnato il valore di un sorriso, di ogni giorno, dell’amicizia. Quante volte l’abbiamo sentita quella parola dalla sua voce, chiamando qualcuno di noi o nominando altri. Era orgoglioso dei suoi amici, grato, profondamente grato. E’ stato un privilegio l’esser stato chiamato amico da lui, schietto, sincero, simpatico, vitale, ricco di quell’affetto e gioia. Sono passati anni ma i ricordi rimangono sempre forti, impossibile dimenticarlo.
Il caso ha voluto che, nel giorno del primo anniversario della sua salita al Cielo, si siano ritrovati sullo stesso palco persone che hanno incrociato il suo cammino, che l’hanno conosciuto. Chissà cosa avrebbe detto, il sorriso e la fragorosa risata che avrebbe donato. L’essenziale è invisibile agli occhi, disse qualcuno. Pompeo l’aveva ben compreso e ogni giorno, nel grande piccolo della sua vita, lo condivideva e donava.
Un abbraccio sin lassù carissimo Pompeo, salutaci le stelle.
